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Pianeta fragola: una su tre nel mondo è cinese

Stabili gli Usa, mentre in Europa svetta la Spagna con il 26%, quinta l’Italia al 10%

Sempre in crescita. Le fragole nel mondo dal 2013 hanno superato i 350 mila ettari e da allora non si è più scesi sotto. Anzi nel 2019 si sono sfiorati i 400mila ettari. Questi i numeri di Faostat 2022 che evidenzia il quadro della geopolitica mondiale della fragola dove Cina con Usa e Messico rappresentano il 57% dell’offerta mondiale. Lo scacchiere basato sul panorama varietale si legge in un documento firmato da Gianluca Baruzzi e Paolo Sbrighi del Crea e presentato durante il webinar Fragola & Berries.

Nel mondo 9 milioni di tonnellate di fragole, 1 su 3 cinese

I numeri che offre Baruzzi sono chiari: “La fragola è una specie che ha incrementato il suo interesse in termini di superficie e produzione con quasi 400mila ettari e 9 milioni di tonnellate“. Ci sono due grandi blocchi: la Cina con un terzo della produzione mondiale che si trasforma numericamente in 3 milioni di tonnellate e ben 127 mila ettari che corrispondono a più di un quarto delle superfici dedicate. La resa però è debole, si ferma a 24 tonnellate per ettaro contro i 60 di Usa e Messico che hanno un quarto delle terre cinesi e producono 1,8 milioni di tonnellate.

L’Asia sul podio

Gianluca Baruzzi

L’avanzata cinese permette di far conquistare il podio mondiale all’Asia come continente con più ettari dedicati, siamo sopra i 160mila, e scalza dal primo posto l’Europa che perde terreno e scende verso i 150mila ettari. “Le aree cinesi che pesano di più sono quelle continentali. C’è una forte varietà, il dato ultimo vede l’entrata e la crescita delle varietà californiane Monterey, Portola, San Andreas, ma circa il 70% è composto da Benihoppe, Sweet Charlie, Akihime. Ci sono in corso numerosi programmi di breeding, ma non si vedono ancora i riscontri”.  Nel continente asiatico ha una sua rilevanza la Turchia con le varietà dominanti Florida Fortuna, Sabrina, Rubygem e Albion, anche se la resa di 30 tonnellate ad ettaro svelano tecniche antiquate.

In leggero calo il Nord America, Europa stabile

I grafici presentati da Gianluca Baruzzi raccontano di un continente nord americano in leggero calo, mentre nel sud si registra un trend crescente. La produzione statunitense è concentrata in California dove predomina la varietà Club, seguita da Monterey e Fronteras. Ci sono poi i 4mila ettari della Florida dove dominano Florida Radiance, Sensation, Beauty e Brilliance.

Passiamo all’Europa dove il ricercatore del Crea parla di “stabilizzazione” per una produzione di 1,6/1,7 milioni di tonnellate. Nel confronto tra est ed ovest emerge la residualità della fragolicoltura del primo blocco come si vede dalla bassa resa per ettaro che si ferma a 11 tonnellate.

Spagna regina, segue la Polonia

Andando nel dettaglio delle produzioni dei singoli paesi è seduta sul trono la Spagna con il 26% delle superfici, seguita dalla Polonia che si ferma al 15% e come sottolinea Baruzzi “incide molto l’attività dei vivai che a volte possono confondere dal punto di vista statistico”, poi segue la Germania al 12% e la Gran Bretagna al 11%. Al quinto posto arriva l’Italia con il 10%. La Spagna, secondo i dati Ifapa, conta circa 6.700 ettari con un passaggio da una situazione mono varietale di 20/25 anni fa ad un panorama attuale molto ampio. La dominanza è di Fortuna (31%) e Rociera (17%) che sono in calo, crescono Inspire (9%), Calinda (6%) e Palmerita (6%). Notevole variabilità in Germania e Polonia.

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