Il plant based è uno dei grandi temi del momento nel mondo food, ma il messaggio che arriva da Tuttofood è chiaro: prima dei burger vegetali, delle bevande alternative e delle nuove referenze industriali, c’è un patrimonio che esiste da sempre e che continua a rappresentare la base dell’alimentazione vegetale. Quel patrimonio si chiama ortofrutta.
Frutta, verdura, legumi, cereali, semi e frutta secca sono al centro di una trasformazione che sta ridefinendo l’offerta della grande distribuzione e il modo in cui i consumatori interpretano il benessere a tavola. Secondo Fortune Business Insights, il mercato globale del plant based food potrebbe raggiungere 491,24 miliardi di dollari entro il 2034, con una crescita media annua dell’8,47% nel periodo 2026-2034.
Un trend che si inserisce in un contesto più ampio, in cui la domanda si sposta sempre più verso prodotti vegetali quotidiani, ingredienti funzionali e soluzioni ad alto contenuto di servizio.
È proprio su questa evoluzione che si concentra il convegno “Plant based, da ortofrutta a food: abbinamenti innovativi per la Gdo globale”, organizzato da myfruit.it e FruitGourmet in collaborazione con Tuttofood.
L’appuntamento riunisce alcuni protagonisti della filiera per discutere come il plant based stia cambiando il posizionamento dei prodotti vegetali, il lavoro dei reparti ortofrutta e le strategie di assortimento della distribuzione moderna. Al tavolo, moderati da Raffaella Quadretti di myfruit.it, si confronteranno Alberto Ancarani di Coop Italia, Salvo Garipoli di SG Marketing, Claudia Iannarella di Valfrutta Fresco e Paolo Palazzo di Euro Company che commenteranno i dati europei presentati da Francesco Manzi di Innova Market Insights.
Una lettura più ampia del plant based
Il punto di partenza del dibattito è un cambio di prospettiva: il plant based non coincide soltanto con l’universo vegan o con le alternative alla carne, ma con una rilettura contemporanea di alimenti che fanno parte da sempre della dieta mediterranea e della cultura alimentare italiana. In questa chiave, il ruolo dell’ortofrutta diventa centrale non solo come fonte di ingredienti, ma come matrice stessa dell’innovazione alimentare.
La vera sfida, oggi, non è soltanto lanciare nuovi prodotti vegetali, ma valorizzare il fresco e il trasformato come base per nuove occasioni di consumo. Le verdure pronte, la frutta secca come ingrediente funzionale, i legumi, i semi e i prodotti disidratati diventano così strumenti per intercettare consumatori flexitariani, curiosi e attenti al benessere.
Anche i numeri del mercato italiano confermano che il plant based non è più una nicchia: secondo dati di settore, la crescita è trainata sempre meno dalle sole alternative “meat-like” e sempre più dai consumi vegetali quotidiani, con frutta secca e semi che pesano in modo significativo sul valore complessivo della categoria.

Il ruolo della Gdo
In questo scenario, la Grande distribuzione organizzata è chiamata a un ruolo nuovo. I reparti ortofrutta non sono più soltanto spazi di acquisto quotidiano, ma possono diventare luoghi di scoperta e ispirazione, capaci di raccontare il valore del vegetale in chiave moderna. È qui che si gioca una parte importante dell’evoluzione del plant based: nella capacità di proporre assortimenti coerenti, di costruire progetti di categoria e di dare visibilità a prodotti che uniscono gusto, naturalità, servizio e contenuto nutrizionale.
Il confronto di Tuttofood proverà a leggere proprio questa transizione, partendo dall’evoluzione del plant based negli ultimi anni per arrivare alle prospettive future. L’obiettivo è capire come cambieranno i reparti ortofrutta, quali spazi avranno i prodotti plant based e in che modo produttori e distributori potranno cogliere un’opportunità che, oggi più che mai, riguarda non solo l’innovazione di prodotto ma anche il modo di leggere la domanda del consumatore.
Oltre il plant based
Il tema, dunque, non si esaurisce nel presente. Guardando avanti, il dibattito si sposterà su ciò che viene dopo il plant based: nuove aspettative di gusto, maggiore attenzione alla naturalità, nuove esperienze di consumo e un’innovazione che dovrà essere non solo credibile, ma anche sostenibile sul mercato. È qui che il ruolo delle imprese diventa decisivo: interpretare i trend senza inseguire mode passeggere, costruendo proposte capaci di durare e di trovare spazio negli scaffali della Gdo.
Ed è anche da questa prospettiva che il convegno vuole offrire indicazioni concrete al comparto. Perché il plant based, nel 2026, non è più soltanto una tendenza da osservare, ma un campo competitivo in cui si misurano filiere, assortimenti e strategie di posizionamento. E l’ortofrutta, ancora una volta, resta il punto di partenza.
L'appuntamento è alle 10.30 di martedì 12 maggio 2026 nella Fruit &Veg Area del Padiglione 4.