Logistica e Trasporti

22 giugno 2026

Logistica e autostrade del mare, contributo ridotto dell’80%

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Le risorse disponibili per la prima annualità del Sea Modal Shift — il programma che incentiva il trasporto merci sulle Autostrade del mare — ammontavano a 52,9 milioni a fronte di un fabbisogno di circa 240 milioni.

 Una copertura del 22%, che ha determinato una riduzione proporzionale di quasi l’80% sul contributo unitario: da un massimo di 30 centesimi a poco più di sei centesimi per veicolo-chilometro

Per ogni cinque euro potenzialmente riconoscibili, alle imprese ne è stato riconosciuto poco più di uno. Lo certifica il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in una nota ufficiale del 15 giugno 2026.

Per le isole il passaggio marittimo è obbligato

La riduzione colpisce tutti i beneficiari, ma per le imprese di Sicilia e Sardegna il problema è strutturalmente diverso. 

Per il trasporto stradale delle merci il collegamento marittimo non è un’alternativa: è l’unico passaggio per raggiungere il continente. Quando il contributo scende a poco più di un quinto del massimo, mentre noli e supplementi continuano a salire, il differenziale resta quasi interamente a carico della filiera. 

Le imprese di trasporto comprimono i margini o trasferiscono i costi sulla committenza. 

A pagarne le conseguenze sono le Pmi industriali e le imprese agroalimentari delle isole: costi più alti, margini erosi, competitività ridotta sui mercati nazionali ed europei. Le imprese di dimensioni minori, con volumi e potere contrattuale più limitati, non possono compensare questo svantaggio attraverso economie di scala. 

Per le produzioni fresche e deperibili il problema non è solo il costo: frequenza e certezza dei collegamenti determinano la possibilità stessa di raggiungere i mercati in tempo. A questo si aggiungono i costi dell’Ets trasferiti dagli armatori nei noli, che fanno salire il costo della stessa modalità che le politiche pubbliche dichiarano di voler incentivare.

Ora servono le risorse

Con la legge n. 49 del 10 aprile 2026 il Parlamento ha inserito Sea Modal Shift e Ferrobonus tra le finalità finanziabili con i proventi Ets. 

La norma abilita senza ancora finanziare: mancano quantificazione, riparto e atti di assegnazione.

"La prima annualità dimostra che la misura è stata gravemente sottodimensionata — dichiara Alessandro Peron, segretario generale di Fiap - Per un’impresa siciliana o sarda il mare non è una scelta: è una condizione imposta dalla geografia. A perdere competitività non è solo l’autotrasporto: è l’intero sistema produttivo insulare, dalle PMI alle filiere agroalimentari". 

"Non si tratta di sostenere un singolo settore, ma di garantire condizioni competitive comparabili a tutte le imprese che producono, trasformano e trasportano dalle isole. Il Parlamento ha indicato nei proventi ETS la fonte giusta - prosegue - Chiediamo al Governo di quantificarla e assegnarla, e di introdurre un correttivo specifico per le rotte insulari. Chiediamo alle Regioni Sicilia e Sardegna di sostenerci in questa direzione, promuovendo con urgenza un tavolo di filiera: l’articolo 119 della Costituzione impegna la Repubblica a rimuovere gli svantaggi dell’insularità. È il momento di tradurlo in politica concreta". 


Fonte: Fiap 

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