Il cambio di orario continua a creare problemi nei mercati ortofrutticoli all’ingrosso. Annunciato e poi fallito a Firenze, annunciato a maggio a Torino e ora slittato a settembre per le diverse opposizioni, nonostante i grossisti restino determinati e la politica non sia contraria. A Pescara è stato introdotto, ma in forma molto limitata: una manciata di minuti che agevola alcune dinamiche di lavoro, senza però modificare la sostanza. A A Roma esiste da tempo esiste da tempo, ma si tratta di un mercato particolare, situato fuori dalla Capitale.
E' tempo di Genova, anche qui problemi
Ora arriva Genova, e anche qui emergono problemi. La volontà di passare al diurno, manifestata da tempo, ha portato a un incontro nella Camera di commercio del capoluogo ligure. Un momento di composizione del conflitto.
“L’incontro – si legge in una nota dell'ente camerale – ha consentito un chiarimento importante rispetto alle preoccupazioni emerse negli ultimi giorni tra gli operatori del dettaglio ortofrutticolo, fortemente allarmati dalla prospettiva di possibili modifiche agli attuali orari di funzionamento del mercato all’ingrosso, elemento considerato essenziale per il mantenimento degli equilibri organizzativi e competitivi del commercio di prossimità cittadino".
"Confcommercio Genova ha riaffermato con chiarezza il proprio ruolo di sede naturale di confronto e composizione degli interessi dell’intera filiera commerciale, sottolineando come ogni eventuale evoluzione strutturale di un tema tanto delicato debba necessariamente essere affrontata attraverso un percorso di concertazione preventivo, evitando contrapposizioni tra categorie economiche che operano all’interno della medesima rappresentanza associativa”.
Ma gli animi non si placare gli animi. Come documenta il quotidiano locale La Voce di Genova, oltre 200 dettaglianti e commercianti si stanno organizzando contro l’ipotesi di spostare dal 2027 le contrattazioni nella fascia 11‑17. Gli argomenti di contrarietà? “Merce meno fresca per i clienti, viabilità al collasso e un vantaggio per la grande distribuzione. È un grosso danno per tutti, da Levante a Ponente”.
Il problema dei pendolari
La testata raccoglie numerose voci contrarie. “Arrivano persone da Alassio, da Sestri Levante, dalle due riviere. D’estate sarebbe impossibile movimentare i prodotti. La merce, quando arriva, è da buttare via per chi non ha mezzi isotermici. E poi come si può pensare di lasciare il negozio al mattino per andare a comprare al mercato?”, afferma Anselmo L’Abbate, ambulante e tra i referenti della futura associazione dei dettaglianti.
La mobilitazione cresce rapidamente. “Stiamo formalizzando un’associazione di dettaglianti. Siamo già oltre 200 e cresceremo ancora. Molti colleghi non sanno cosa sta succedendo: bisogna far capire alle persone cosa accade”, prosegue L’Abbate. Secondo i commercianti, il passaggio al diurno colpirebbe soprattutto il commercio di prossimità.
“Si perderebbe il negozio di quartiere, quello dove la persona scende sotto casa a comprare prodotti freschi, quasi appena raccolti. Si darebbe una mano ai supermercati e si abbasserebbe la qualità dei prodotti venduti”, denuncia ancora L’Abbate.
A preoccupare è anche la viabilità. Il mercato di Bolzaneto, già oggi punto di riferimento per un bacino molto ampio, dovrebbe essere raggiunto in pieno giorno da mezzi provenienti da tutta la provincia e dalle riviere, che poi dovrebbero tornare indietro. “Come si fa a pensare di fare tutto questo in pieno pomeriggio? Sarebbe tutto congestionato. Il territorio è già al limite”, aggiunge.
L'Italia passerà mai al diurno?
Il caso di Genova dimostra come in Italia esistano ancora molti ostacoli a un cambiamento che la maggior parte dei grossisti, l'associazione Fedagro Confcommercio è a favore, considera ormai necessario: l’orario diurno permetterebbe una migliore qualità della vita, aiuterebbe a fronteggiare la mancanza di manodopera e di ricambio generazionale e consentirebbe di ridurre i costi del personale, rendendo più sostenibile l’attività quotidiana. A Roma esiste, a Torino forse si parte e settembre c'è da capire Genova e gli altri mercati.