A Milano da più di un mese continua il botta e risposta tra Sogemi e i grossisti riuniti in Ago - ha invece una posizione differenziata e aperta alla sperimentazione Acmo - anche se la contrapposizione verso la centralizzazione della logistica è aperta tempo, sicuramente dall'estate.
Una battaglia, il tema è stato affrontato nei giorni scorsi anche da Legacoop Lombardia, scoppiata sul sistema di gestione della logistica. Da un parte l'ente gestore richiama alla legislazione regionale, dall'altra gli operatori di Ago contestano l'aumento dei costi e la non rispondenza alle loro esigenze di lavoro.
Riportiamo entrambe le posizioni soprattutto dopo l'audizione a Palazzo Marino, il municipio milanese. Passiamo a Torino dove i grossisti hanno annunciato con il presidente Vittorio Rovetta la scelta di passare all'orario diurno, decisione votata in assemblea. Naturalmente come ogni procedura bisogna avere tutti i timbri come anche detto dagli operatori e riportato da myfruit.it. E sul punto dal Caat hanno diffuso un comunicato dove si sottolinea che ancora non esiste una delibera sull'orario diurno.
La versione di Ago
La gestione della logistica centralizzata al nuovo mercato ortofrutticolo di Milano è diventata il simbolo di un modello che non funziona. È quanto emerso con forza nell’audizione di Ago (Associazione grossisti ortomercato) durante la commissione congiunta sviluppo economico e politiche del lavoro e controllo enti partecipati del consiglio comunale di Milano, nel corso della quale sono state evidenziate criticità gravi sul piano operativo, economico e sociale.
La gara pubblica per l’affidamento della logistica centralizzata, indetta da Sogemi nel 2024, è andata deserta. Nonostante questo segnale evidente, il sistema è stato imposto ugualmente tramite un albo della logistica privo di un sistema informatico pienamente operativo e senza tutele occupazionali. Il risultato è stato un aumento dei costi per i servizi di logistica gestiti da Sogemi, un possibile esubero di circa 150 lavoratori senza clausole sociali e forti difficoltà nella gestione dei flussi di movimentazione.
Alle criticità operative si aggiungono tariffe elevate, superiori a quelle di molti altri mercati italiani, con parte dei costi ribaltata direttamente sugli operatori. Si tratta di un aspetto centrale, perché gli aumenti imposti da Sogemi non si fermano agli operatori ma finiscono inevitabilmente per incidere sui prezzi finali, con ricadute dirette sui cittadini milanesi.
Il tutto avviene in un quadro caratterizzato da una carenza di dialogo strutturato con gli operatori, veri protagonisti del lavoro quotidiano, nonostante l’esistenza di organismi formali di confronto. Le decisioni strategiche – dalla logistica alle tariffe del Nuovo Mercato, oggi fissate su livelli molto più elevati rispetto agli impegni assunti in passato – vengono assunte senza una reale condivisione.
Questo approccio emerge con particolare evidenza anche nella questione delle tariffe: dai 75 euro/mq dei vecchi padiglioni si è passati, nel nuovo mercato ortofrutticolo, a valori compresi tra 170 e 193 euro/mq, con stime tecniche che arrivano fino a oltre 230 euro/mq. Si tratta di livelli che collocano Milano sopra la media nazionale e nella fascia più alta dei benchmark europei.
La versione di Sogemi
Questa è la risposta di Sogemi alle posizioni dei grossisti: "Alla luce delle critiche espresse da Ago in merito all’introduzione del nuovo sistema di logistica centralizzata, Sogemi ricorda quanto segue. Il sistema di logistica centralizzata è basato sulla legge regionale lombarda n. 6 del 2010 ed è stato pubblicato sul Burl il 20 agosto 2025, al termine di un lungo iter presso i vari organi amministrativi (comitato operativo e commissioni di mercato).
Da allora non sono stati presentati ricorsi o impugnazioni. Il regolamento è entrato in vigore il 2 febbraio, a qualche giorno di distanza dalla sottoscrizione di un verbale anche da parte delle associazioni degli operatori. L'adesione dei grossisti era e rimane su base volontaria. Per quanto riguarda le tariffe, queste non venivano aggiornate dal 2013. Il loro adeguamento non è legato a questo cambiamento, ma riflette i vari rinnovi dei contratti nazionali".
Il comunicato del Caat sull'orario diurno
Il presidente Fabrizio Galliati firma il comunicato dove si legge che "alla data odierna non risultano adottate né attuate deliberazioni aventi ad oggetto modifiche degli orari di contrattazione. Il regolamento di centro disciplina in modo puntuale le modalità attraverso cui eventuali variazioni possono essere valutate ed eventualmente assunte, prevedendo un iter formale che si articola nella proposta del comitato operativo e nella successiva deliberazione del consiglio di amministrazione. In questo contesto, le valutazioni emerse nel corso del recente confronto sviluppatosi in seno alla rappresentanza associativa Apgo costituiscono un contributo al dibattito in atto su tematiche di rilievo per il funzionamento del centro, ma non determinano di per sé effetti modificativi delle disposizioni regolamentari vigenti".
"Il Caat - prosegue la nota - conferma la propria attenzione alle istanze rappresentate dagli operatori e ribadisce l’impegno a garantire il regolare svolgimento delle attività mercatali, nel rispetto delle procedure, delle regole e della legalità, favorendo un confronto tecnico e costruttivo nelle sedi a ciò deputate. Ogni eventuale valutazione o decisione che dovesse intervenire in futuro sarà assunta nel rispetto del quadro regolamentare di riferimento e sulla base di una complessiva analisi degli impatti organizzativi ed economici".