Continua il dibattito sulla logistica centralizzata al mercato ortofrutticolo di Milano. Dopo le prese di posizione dei grossisti dell’associazione Ago e dell’ente gestore Sogemi, interviene anche Antonio Catalano, presidente di Acmo – Associazione Commercianti Mercato Ortofrutticolo, aderente a Fedagro: “Siamo ancora in una fase di sperimentazione. I risultati si potranno valutare solo più avanti”.
Una sperimentazione graduale
Il rappresentante di Acmo sottolinea che la logistica centralizzata non è ancora pienamente operativa. “In questo momento – spiega Catalano – stiamo lavorando su una sperimentazione che coinvolge circa 60-70 clienti. Non è l’intero mercato”. Inoltre “Il percorso è stato condiviso con Sogemi e con le cooperative incaricate del servizio. L’obiettivo è testare sia i nuovi flussi logistici sia il sistema informatico implementato per la gestione delle movimentazioni”.
Antonio Catalano
E come sta andando? “Abbiamo concordato un inserimento graduale – sottolinea – perché non tutti i clienti erano registrati al sistema. Oggi possiamo ancora utilizzare i nostri mezzi per le consegne ai clienti non iscritti, mentre per quelli che aderiscono utilizziamo la logistica centralizzata”. Una scelta che, secondo Acmo, era inevitabile: “Di questo sistema si parla da oltre un anno e mezzo”.
Benefici? “Solo a cantiere concluso”
Il nuovo modello porterà davvero risparmi e maggiore efficienza? “In teoria sì – risponde Catalano – perché dovrebbe ottimizzare costi che oggi ogni azienda sostiene in autonomia. Ma potremmo dirlo con sicurezza solo quando il cantiere sarà finito e il sistema sarà completo”.
Al momento mancano ancora dati storici e flussi consolidati su cui basare valutazioni oggettive. “Non abbiamo ancora uno storico – spiega – né noi né l’ente gestore. Si potrà giudicare solo quando tutte le infrastrutture saranno operative e tutti i clienti saranno dentro il sistema”.
Il nodo delle tariffe e Il tema occupazionale
Uno dei punti più discussi riguarda i costi. Catalano sottolinea: “Per noi non esiste un extra esplicitato. Paghiamo una tariffa a pallet o a ora. All’interno di quella cifra è compresa anche la parte riconosciuta a Sogemi per l’implementazione e la gestione del sistema informatico”. L’investimento, spiega, “è stato sostenuto direttamente da Sogemi: sviluppo del software, gestione dei palmari, controllo documentale e supervisione delle cooperative”. La tariffa attuale, però, è considerata provvisoria: “È stata definita su basi teoriche, perché non abbiamo ancora i flussi completi. Potrà essere rivista quando il sistema entrerà a regime”.
Il mercato è in fase di ricostruzione in alcune sue parti
Altro punto delicato è quello del personale. Si parla del rischio di 150 esuberi. “Non esistono numeri certi in questo momento – replica Catalano – perché nessuno può sapere se, cambiando sistema, serviranno più o meno persone”. Le cooperative si sarebbero dette disponibili ad assorbire eventuali esuberi. “Abbiamo chiesto l’apertura di tavoli con i sindacati e con Sogemi per formalizzare questi impegni. Chiediamo una garanzia più formale”.
Aumento dei canoni
Alla discussione sulla logistica si aggiunge quella sugli affitti. Da gennaio la tariffa sarebbe passata da 135 a 168 euro, con un aumento che le aziende hanno dovuto assorbire immediatamente. “Avevamo chiesto di posticipare l’entrata in vigore almeno fino a quando il mercato fosse stato completato – spiega Catalano – ma non è stato possibile. Ci è stato spiegato che l’adeguamento era obbligatorio”. Un aumento che pesa.
Chiudiamo con una valutazione finale sulla logistica centrale al centro del confronto dei diversi soggetti. “Il sistema va testato. Solo quando sarà completo potremo dire se funziona, se va migliorato o se non è sostenibile”. Insomma oggi siamo ancora nella fase di test".