Su mandorle e pistacchi c'è il dominio californiano, quest'ultima referenza registra l'aumento delle importazioni dagli Usa e si stima un rialzo dei prezzi e forniture a rischio in autunno. Le noci sono anche queste californiane, ma c'è pure prodotto francese mentre sulle nocciole si registra la presenza italiana. Poi, anacardi dal Vietnam, arachidi egiziane ed israeliane. E, ancora, albicocche disidratate dalla Turchia, ceci messicani e lenticchie canadesi.
La globalizzazione è ben presente su questi prodotti. Anche se l'Italia vuole investire: dai 15 milioni per i mandorleti sardi all'impianto romagnolo, fino alla campagna di comunicazione del ministero dell'agricoltura. Si punta sull'eccellenza, sui trasformati per l'industria dolciaria dove si occupa una buona posizione, ma sul mercato del fresco ci sono protagonisti altamente competitivi.
Mandorle tra 9 e 10 euro il chilo
Al Caat di Torino il comparto della frutta secca presenta un quadro regolare, con oscillazioni contenute ma differenziali marcati tra provenienze, calibri e tipologie di lavorazione. Le mandorle californiane, sia nella versione sgusciata 22-24 sia in quella pelata, si muovono in un intervallo omogeneo, tra 9,50 e 10 euro il chilo, mentre il calibro 20-22 resta leggermente più basso, tra 9 e 9,50 euro il chilo.Le nocciole italiane, proposte alla rinfusa, vengono offerte in media sugli 8 euro il chilo.
Noci californiane e francesi tra 4 e 5 euro il chilo
Il segmento delle noci è molto articolato. Le Chandler californiane oscillano tra 4,80 e 5 euro il chilo, mentre le Franquette francesi presentano due fasce: la 30-32 tra 4,40 e 4,60 euro il chilo e la 32-34 tra 4,90 e 5,10 euro il chilo. Decisamente più alti i valori delle macadamia, con il prodotto intero dal Kenya tra 12 e 14 euro il chilo e la versione sgusciata che sale fino a 25 euro il chilo. Le noci di cocco della Costa d’Avorio restano invece su livelli molto più contenuti, tra 1,40 e 1,50 euro il chilo.
Pistacchi californiani e iraniani sui 28 euro
I pistacchi mostrano un mercato vivace: il prodotto californiano 18-20 oscilla tra 13 e 14 euro il chilo, mentre gli sgusciati raggiungono valori nettamente superiori, tra 27 e 29 euro il chilo per la California e tra 26 e 28 euro il chilo per l’Iran.
Pinoli sui 70 euro, arachidi da 4 a 6 euro, anarcadi a 12/13
I pinoli, come sempre, rappresentano la fascia più alta dell’intero comparto: quelli italiani si collocano tra 72 e 74 euro il chilo, mentre il prodotto mediterraneo scende tra 55 e 57 euro il chilo.
Sul fronte delle arachidi, il mercato distingue nettamente per origine e qualità. Le extra Fancy israeliane viaggiano tra 5,50 e 5,70 euro il chilo, mentre le Fancy egiziane si mantengono più basse, tra 3,80 e 4 euro il chilo. Gli anacardi vietnamiti, calibro 180-210, confermano una fascia medio-alta, compresa tra 12 e 13 euro il chilo.
Albicocche secche turche a 11/12 euro, le quotazioni dei datteri
Accanto alla frutta secca tradizionale, il mercato torinese registra un buon movimento anche per i prodotti affini. Le albicocche secche turche si collocano tra 11 e 12 euro il chilo, mentre i datteri Medjoul israeliani mostrano differenze nette in base al calibro: i large tra 10 e 11 euro il chilo, i giant tra 11 e 12 euro il chilo, i Super Giant fino a 13 euro il chilo.
Le prugne secche francesi variano dai 4,20-4,40 euro il chilo per il calibro 20-30 alle 7-7,50 euro il chilo per le denocciolate 30-40. L’uva sultanina turca resta stabile tra 5,30 e 5,70 euro il chilo, con un leggero differenziale tra prodotto sfuso e confezionato.
Ceci messicani a 3 euro, lenticchie canadesi a 2,40
Completano il quadro alcune categorie di legumi e semi secchi che, pur non rientrando nella frutta secca in senso stretto, contribuiscono al movimento complessivo del mercato. I ceci messicani 8+ si collocano tra 3 e 3,50 euro il chilo, mentre i ceci italiani non calibrati oscillano tra 2 e 2,50 euro il chilo.
I fagioli secchi mostrano una forte variabilità: i borlotti cranberry canadesi tra 1,80 e 2 euro il chilo, i borlotti Lamon italiani tra 5 e 5,50 euro il chilo, i cannellini argentini tra 2,30 e 2,50 euro il chilo. Le fave secche egiziane sgusciate si muovono tra 2,80 e 3 euro il chilo, mentre le lenticchie canadesi restano su valori compresi tra 2,40 e 2,60 euro il chilo.