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Marvil: mango e avocado non devono avvizzire a tavola

Dopo mele, pere e kiwi la società punta sulla maturazione programmata della frutta tropicale

Sempre più persone nel mondo e sempre più italiani consumano frutta esotica, tanto mango e tanto avocado. Lo confermano i numeri svelati da Cso Italy al Tropical Fruit Congress durante Macfrut. Benissimo le percentuali, ma restano le criticità sul consumo di prodotti che viaggiano per migliaia di chilometri, ad eccezione della piccola ma significativa e lodevole produzione siciliana, e pr di più delicati. Spesso, se non nella modalità via aerea,  non sono pronti da mangiare e non di rado avvizziscono sulle nostre tavole perché non sappiamo conservarle bene. Per evitare gli sprechi e un’ esperienza di consumo non esaltante si fa sempre più ricorso alla tecnologia.

Mango e avocado in casa a volte avvizziscono

Alla Marvil Engineering di Magrè (Bolzano) sono cresciuti con le mele, affinando una tecnologia di conservazione della frutta che ha conquistato il mondo. L’esplosione del consumo della frutta tropicale ha indirizzato la loro ricerca anche su questo fronte. Ne parla a myfruit.it Massimo Mercadini che con Alexander Villa, il padre Ivano Luigi, aveva maturato un’esperienza di circa 60 anni in questo settore, hanno rappresentato l’azienda alla fiera di Rimini. “Storicamente le banane vengono raccolte e viaggiano verdi nelle bananiere e da sempre arrivano sul mercato perfette e giuste da mangiare”. Stesso traguardo si auspica per l’altra frutta tropicale: “Un mango o un avocado quando arriva spesso non è ancora pronto, ma il consumatore non sa come farlo maturare. Lo lascia in centro tavola, ma qui l’umidità è bassa, si secca e inizia ad avvizzire.  Non è più buono e anche se matura non è gradevole al palato”.

Mercadini: “Il frutto deve arrivare pronto da mangiare”

Non tutti siamo esperti, non tutti siamo bravi a governare la maturazione della frutta in casa,  la catena dello spreco raggiunge il suo livello più alto a domicilio e per questo sottolinea Mercadini: “Il frutto deve arrivare a tavola già pronto, si deve poter consumare in 3/4 giorni, massimo una settimana”. Quindi si sconsiglia il fai da te: “Il consumatore non sa, spesso non è abituato a questo tipo di frutta ancora poco conosciuta. In particolare sulle tavole degli italiani, altri Paesi hanno più esperienza”.

Il modello delle banane anche per mango e avocado

Gli imprenditori suggeriscono il modello collaudato delle banane, ma applicato secondo le esigenze dei diversi frutti, per il trattamento della frutta tropicale. “In modo che arrivi sul mercato pronto”. La soluzione firmata Marvil? “Abbiamo realizzato un sistema di maturazione grazie ad un software particolare che permette di programmare tutti i frutti tropicali, lo abbiamo sviluppato negli ultimi anni con il contributo di esperti del settore per avere qualità e omogeneità del prodotto finito”.

I frutti di bosco si conservano con i pallet

Nati con le mele, ma pure “pere e kiwi che sono i classici frutti di lunga conservazione”. E i frutti di bosco anche loro in ascesa nei consumi? “Mirtilli e lamponi rappresentano un mercato in espansione e qui utilizziamo un sistema a pallet con il quale garantiamo la giusta quantità di ossigeno e CO2 e si riescono a conservare per molto tempo”.

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