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Residui negli alimenti, in Ue quasi il 97% dei prodotti è nei limiti

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Autore Redazione

A dirlo è l’ultimo rapporto dell’Efsa. Peggiorano, rispetto alle scorse rilevazioni, cavolo cappuccio, pomodori, lattughe

Pubblicato l’ultimo rapporto Efsa sui residui di pesticidi negli alimenti nell’Unione europea, uno spaccato dei tenori di residui riscontrati in un paniere di prodotti di largo consumo.

Analizzato un ampio numero di campioni

Nel 2022 è stato raccolto nell’Unione europea un numero senza precedenti di 110.829 campioni di prodotti alimentari, un quarto in più rispetto al 2021. Il 96,3% di essi è risultato nei limiti di legge. Quanto al sottoinsieme di 11.727 campioni analizzati in base allo specifico programma di controllo coordinato dall’Ue (Eu Macp) si è riscontrato che rientrava nei limiti di legge il 98,4% di essi.

Risultati del programma coordinato dall’Ue

Il programma Eu Macp analizza campioni prelevati a caso da 12 prodotti alimentari. Per il 2022 si è trattato di mele, fragole, pesche, vino (rosso e bianco), lattughe, cavoli cappucci, pomodori, spinaci, avena in grani, orzo in grani, latte di mucca e grasso di maiale.

Dei campioni analizzati all’interno del programma coordinato 6.023, ossia il 51,4%, sono risultati privi di residui quantificabili; 5.512, il 47%, contenevano uno o più residui in concentrazioni inferiori o pari ai limiti ammessi (noti come livelli massimi di residui o Lmr); 192, ossia il 1,6%, conteneva residui superiori ai limiti consentiti.

Tendenze dei residui nei 12 alimenti analizzati

Si utilizza a rotazione triennale un paniere di prodotti analoghi, in modo da poter individuare per specifici prodotti tendenze in aumento o diminuzione.

Il tasso complessivo di sforamento degli Lmr da parte dei residui di pesticidi è passato dal 2% nel 2019 all’1,6% nel 2022.

Rispetto al 2019 e al 2016 il tasso di sforamento è calato per mele, pesche, fragole, vino e grasso di maiale; per gli spinaci è calato sin dal 2019. Nel 2022 non sono stati trovati campioni di latte vaccino con Lmr superiori ai limiti di legge, come avvenuto nel 2019 e nel 2016. Gli sforamenti sono aumentati per cavolo cappuccio, pomodori, lattughe, orzo e avena in chicchi.

Le risultanze dettagliate di tutti i programmi di controllo sono disponibili sul sito web dell’Efsa tramite una pagina interattiva di visualizzazione dati che viene affinata anno per anno onde rendere i dati più accessibili al pubblico dei non specialisti.

Oltre ai dati armonizzati e confrontabili raccolti nell’ambito del suddetto programma Ue, il rapporto annuale dell’Efsa utilizza anche i dati provenienti dalle attività di controllo nazionali dei singoli Stati membri dell’Ue nonché da Norvegia e Islanda. I programmi di controllo nazionali sono basati sul rischio e forniscono importanti informazioni ai gestori del rischio, ma non danno un’immagine statisticamente rappresentativa dei livelli di residui negli alimenti in commercio nell’Unione europea.

Valutazione del rischio alimentare

I risultati dei programmi di monitoraggio sono una fonte preziosa di informazioni per stimare l’ esposizione alimentare dei consumatori europei ai residui di pesticidi.

Nell’ambito dell’analisi dei risultati l’Efsa ha effettuato anche una valutazione dei rischi alimentari. Quest’anno il rapporto estende la metodologia di valutazione probabilistica introdotta lo scorso anno a tutti i pesticidi analizzati nell’ambito del programma coordinato dall’Ue. Questa valutazione indica la probabilità che i consumatori siano esposti a una quantità di residui superiore a una certa soglia di sicurezza.

Sulla base della sua valutazione, l’Efsa conclude che il rischio per la salute dei consumatori derivante dall’esposizione stimata ai residui di pesticidi negli alimenti analizzati è basso. Il rapporto esprime tuttavia una serie di raccomandazioni per aumentare l’efficienza dei sistemi europei di controllo dei residui di pesticidi.

Fonte: Efsa

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