Ingrosso

26 giugno 2026

Mercato Taranto: gestione ai privati, ma non piace a tutti

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I mercati ortofrutticoli italiani presentano una governance mista, dove spesso coesistono più proprietari con quote diverse — dai Comuni alle Camere di Commercio. Fa eccezione il mercato di Cagliari, gestito direttamente dagli imprenditori del polo di Sestu, un esempio di autorganizzazione privata.

Nella maggior parte dei casi, soprattutto nelle città medio-piccole le amministrazioni locali non dispongono di risorse umane e finanziarie sufficienti per una gestione efficiente. In diversi casi, come Novara o Livorno, i grossisti hanno abbandonato strutture ormai in rovina o si  frenano gli investimenti di riqualificazione, con il rischio di una chiusura definitiva per mancanza di operatori.

Gli investimenti del Pnrr hanno sostenuto progetti di riqualificazione sia per grandi mercati sia per realtà più piccole.  Com'è andata? A breve sarà possibile fare una verifica sui lavori e le opere. Sappiamo che i primi della classe sono a Verona dove i cantieri sono chiusi, i pannelli producono già l'energia che viene usata anche per ricaricare le auto. A gratis per gli operatori. Sappiamo anche che a Bari hanno rinunciato al finanziamento.  Grossi investimenti a Milano, dove sono quasi al capolinea,  e Roma, appena annunciati,  dove non mancano però le risorse, ma la riqualificazione si è fatta anche in piccoli Comuni come Andria. 

In questo quadro molto differenziato, il Comune di Taranto ha scelto di fare un passo indietro e valutare l’affidamento del Mercato Ortofrutticolo all’Ingrosso (Me.Ta) a operatori privati. La stampa locale riporta posizioni contrastanti tra favorevoli e contrari alla misura, che si concretizza in una manifestazione di interesse per la concessione della costruzione e gestione dell’immobile, con l’obiettivo di modernizzare la logistica agroalimentare dell’arco ionico.

Un mercato allo sfascio 

Abbiamo letto la manifestazione di interesse. Da un lato si sottolineano i punti di forza: "Situato sulla SS 106 Jonica, il Me.Ta rappresenta un asset logistico strategico per i flussi commerciali tra Puglia, Basilicata e Calabria. Nato nei primi anni 2000 per decongestionare il centro urbano e modernizzare il commercio all’ingrosso, è passato nel 2017 sotto la gestione di un consorzio di operatori"

Bene, dopo appena vent'anni emergono grosse crepe. "A fronte di una posizione baricentrica d'eccellenza, la struttura manifesta oggi i segni di un cronico deficit manutentivo che ne sta compromettendo la funzionalità, la sicurezza e la conformità igienico-sanitaria. La struttura mostra gravi carenze manutentive e tecnologiche, con impianti obsoleti, assenza di monitoraggio energetico e danni ai quadri elettrici del Blocco E, che compromettono sicurezza e funzionalità". Un mercato da rigenerare.

Un progetto di riqualificazione, ma con i privati

La manifestazione di interesse punta a superare queste criticità attraverso un progetto di riqualificazione energetica e strutturale. Ma non mancano le voci contrarie, che preferirebbero mantenere il mercato sotto controllo pubblico. Insomma l'ipotesi di una gestione affidata ai privati ha sollevato perplessità e discussioni interne alla maggioranza e all'opposizione comunale, che chiedono di tutelare il ruolo pubblico dell'infrastruttura. Il problema è avere le risorse necessarie per il risanamento e il rilancio. 

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