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06 marzo 2026

Il mercato di Bari (Maab) rinuncia a sei milioni del Pnrr

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I sei milioni del Pnrr dedicati alla valorizzazione del Maab - il mercato ortofrutticolo di Bari - sono evaporati. Un scelta del consiglio di amministrazione che - registrato lo sforamento dei costi rispetto al finanziamento europeo gestito dal ministero dell'Agricoltura tramite Invitalia - ha preferito non indebitarsi. Anche perché parliamo di un mercato chiuso. 

Una situazione d'altri tempi. A Bari c'è infatti un vecchio e malandato mercato ovvero il Moi, tuttora funzionante, ma pure uno nuovo e mai aperto, si tratta del Maab che da anni attende di diventare operativo. Non sono mancate poi le promesse, nella foto di apertura lo stand del Maab nel 2009 a Fruit Logistica,  ma i tempi non sono stati rispettati. 

I fondi europei avrebbero permesso di aprire una struttura moderna. Occasione persa. Ma come mai? Non si erano messi in contro circa 300mila euro da pagare al Comune per oneri di urbanizzazione. Il Comune è socio del mercato. Non c'era modo di risolvere la criticità? Anche perché una struttura chiusa pesa anche più dei 300mila euro nell'economia cittadina. Poi l'aumento del prezzario regionale dei lavori pubblici ha alzato i prezzi. Questa la spiegazione. Ma non era possibile una rimodulazione? Gli oneri perché non sono stati inclusi nel progetto presentato al ministero?  C'è un problema di gestione dei fondi? A Verona hanno praticamente finito. Con il Pnrr si sarebbero installati i pannelli fotovoltaici e quindi ridotta sensibilmente la bolletta energetica. 

Chiuso il capitolo Pnrr quando si aprirà il mercato agli operatori che vogliono una struttura funzionale e sostenibile?  Myfruit.it ha intervistato Rosamaria De Rosa, presidente pro tempore del Maab e vice presidente nazionale CNA , in carica da soli dieci giorni, dopo le dimissioni del presidente Giuseppe Cozzi (prima dell'intervista abbiamo notato l'aggiornamento dell'organigramma). 

Il Maab ha rinunciato ai fondi del Pnrr, circa 6 milioni di euro. Perché?

"Siamo rientrati nella graduatoria del finanziamento in un secondo momento. Il problema è nato nel momento in cui dovevamo pubblicare il bando: avevamo già il progetto pronto e avevamo anche accantonato l’IVA, come richiesto dal bando.

Rosamaria De Rosa

Tuttavia sono emerse alcune criticità, soprattutto legate agli oneri di urbanizzazione, che non erano stati conteggiati in fase iniziale e che hanno fatto lievitare i costi oltre il budget previsto. Nel frattempo la Regione Puglia ha aggiornato il tariffario dei lavori e dei materiali edili, con un aumento dei costi. Ci siamo quindi trovati con una progettualità economicamente molto più onerosa rispetto a quanto previsto dal bando". 


Il mercato di Bari: una storia infinita

"Quando siamo arrivati alla fase del bando è stato convocato il Consiglio dei soci. All’epoca il presidente era Cozzi, io sono presidente da dieci giorni, pro tempore, dopo le sue dimissioni per motivi personali. Il Consiglio ha deciso di rinunciare al bando per non appesantire ulteriormente la struttura, anche perché c’erano forti dubbi sulla possibilità di concludere i lavori entro il 30 giugno, termine improrogabile previsto dal Pnrr.Il Ministero ci aveva comunque indicato la possibilità di rinunciare prima dell’avvio dei lavori e dei SAL, e quindi abbiamo scelto questa strada".

Cosa significa “appesantire la struttura”?

"In fase di progettazione non erano stati conteggiati gli oneri di urbanizzazione richiesti dal Comune, che ammontano a quasi 300 mila euro. Una cifra che faceva sforare il budget dei circa 6 milioni previsti dal bando Pnrr. Noi avevamo già accantonato circa 650 mila euro di IVA, che era ferma sui conti proprio per sostenere il progetto. Ma quando sono emersi questi costi aggiuntivi - tra oneri di urbanizzazione e aumento dei prezzi dei lavori edili - il piano economico è stato completamente stravolto. A quel punto non sapevamo dove reperire le risorse aggiuntive. E piuttosto che rischiare di dover restituire al Ministero i fondi dopo l’avvio dei lavori, abbiamo preferito rinunciare al finanziamento".

Il Comune di Bari non poteva ridurre o abbuonare quegli oneri, visto che il mercato è una struttura pubblica?

"Il Comune di Bari è socio del Maab insieme alla Camera di Commercio. La quota del Comune è intorno al 9%. Negli accordi programmatici stabiliti a suo tempo, gli oneri di urbanizzazione erano a carico del mercato. Inoltre i tempi erano molto stretti e c’era il rischio concreto di non riuscire a rispettare la scadenza del 30 giugno fissata dal Pnrr. Il presidente dell’epoca e il Consiglio dei soci hanno quindi ritenuto più prudente non assumere ulteriori rischi economici".

Il progetto quindi è definitivamente abbandonato?

"Assolutamente no. Il progetto esiste ed è pienamente realizzabile. La rinuncia al Pnrr non pregiudica la possibilità di partecipare ad altri bandi in futuro. La progettazione è già pronta e potrà essere utilizzata quando si apriranno nuove opportunità di finanziamento".

Il Maab è quasi pronto da anni ma non è ancora stato aperto. Quando entrerà in funzione?

"Io sono in carica da dieci giorni, posso dire però che  stiamo lavorando intensamente per arrivare all’apertura. I contratti dei box sono stati rinnovati, i bandi sono stati fatti e la volontà di aprire il mercato c’è tutta. Si tratta di una struttura che serve non solo alla città di Bari ma a tutto il territorio. In prospettiva c’è anche l’idea di sviluppare una piattaforma logistica del freddo sullo stesso sito, che potrebbe diventare un’infrastruttura importante per tutto il Sud Italia".

Resta però il fatto che il mercato è fermo da circa dieci anni.

"La struttura è pronta, ma ci sono state una serie di questioni tecniche e amministrative, tra cui gli allacci e soprattutto la viabilità. Il mercato si trova in una zona dove devono arrivare mezzi pesanti. Per questo Anas e il Comune stanno lavorando alla realizzazione della viabilità necessaria per consentire l’accesso ai bilici. Senza queste infrastrutture il mercato non può funzionare. Il pubblico ha tempi più lunghi, ma posso assicurare che il lavoro è in corso".

Quando potrebbe aprire concretamente il Maab?

"Stiamo lavorando ogni giorno con il Comune e con Anas proprio per accelerare queste ultime fasi. Io sono in contatto costante anche con gli operatori. Appena la viabilità sarà completata procederemo con tutte le procedure necessarie all’apertura. Il mio obiettivo è riuscire ad aprire il mercato entro l’anno. Mi auguro davvero che già a settembre si possa arrivare all’apertura del Maab perchè risponde alle esigenze e necessità del territorio". 

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