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Trend e Mercati

Mele, nel 2023 cresce la produzione italiana (+2,9%)

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Autore Redazione

Campagna di commercializzazione dinamica in Europa, ma nell’export oltremare si registrano difficoltà logistiche

Martedì 9 gennaio si è tenuta la consueta riunione del comitato marketing di Assomela che ha esaminato la produzione, le giacenze e le vendite di mele italiane per la nuova stagione commerciale 2023-24.   

Mele, +2,9% rispetto allo scorso anno

La produzione totale di mele italiane nel 2023, ormai definitiva includendo anche le varietà più tardive, si assesta a due milioni e 174.674 tonnellate, livello del 2,9% superiore a quella dello scorso anno. Il volume di mele destinate alla trasformazione industriale diminuisce leggermente rispetto all’anno precedente e così la disponibilità di mele per il mercato fresco cresce di poco oltre 4% rispetto al 2022, raggiungendo un milione e 878.891 tonnellate.

Le giacenze di mele per il mercato fresco al primo gennaio si assestano a un milione 215.750 tonnellate, con un incremento del 4,8% rispetto al minimo record dello scorso anno e in linea con la media degli anni precedenti. Nel mese di dicembre sono state vendute complessivamente 164.376 tonnellate di mele, un volume esattamente in linea con la media degli ultimi cinque anni.

La situazione per varietà

A livello varietale, le giacenze di Golden Delicious al primo gennaio arrivano a 474.409 tonnellate, riportandosi ai medesimi livelli delle annate 2020-22, con un volume di vendite nel mese di dicembre ben in linea con i piani di decumulo. La Red Delicious presenta una giacenza inferiore del 37% rispetto a quella del 2022 e dimostra vendite soddisfacenti del 5% sopra la media degli ultimi quattro anni. Si conferma un andamento tendenzialmente positivo per il gruppo delle cosiddette Nuove varietà club, che raggiungono una produzione record di oltre 227mila tonnellate e una relativa giacenza superiore di 36% rispetto allo scorso anno, garantendo una disponibilità di prodotto fino all’estate.

Per quanto riguarda il settore del trasformato, i volumi sono in linea con le previsioni e si registra un mercato piuttosto ricettivo.

Bene le mele bio

Nel comitato del biologico di Assomela, tenutasi giovedì 11 gennaio, le principali organizzazioni confermano positivismo e vendite regolari in linea con i piani di decumulo.

La campagna di commercializzazione appare molto viva in Europa, grazie anche in particolare alla minore presenza sia di mele polacche, pur presenti con prezzi competitivi in diversi mercati, sia di mele tedesche.

Intoppi a Suez

Nell’export oltremare si registrano invece alcune difficoltà logistiche dovute all’intoppo del canale Suez e dei conflitti nel mar Rosso che comporta ritardi ed incertezze nella disponibilità di container. A causa della scarsità dei container, dei tempi di attesa, delle deviazioni e dell’aumento delle assicurazioni, i prezzi della logistica su queste strade vengono rinegoziati e in alcuni casi quasi raddoppiate.

Posizione ferma su Sur e Ppwr

Sul fronte della legislazione comunitaria, considerato l’obiettivo di Assomela di salvaguardare la sostenibilità dei produttori seguendo i dossier che potrebbero avere un maggiore impatto sul settore, in collaborazione con le principali organizzazioni nazionali ed europei si continua a seguire con attenzione l’evoluzione delle proposte di Regolamento Ue per l’uso sostenibile dei fitofarmaci (Sur) e per la riduzione degli imballaggi e rifiuti da imballaggi (Ppwr), entrambe oggetto di forte critica da parte del settore.

In tal senso Assomela conferma un convinto sostegno alle posizioni espresse dal Parlamento europeo lo scorso novembre, che ha rigettato la proposta Sur e ha modificato la proposta Ppwr, escludendo dal campo di applicazione il settore ortofrutticolo per quanto riguarda il divieto di uso di confezioni monouso.

I temi saranno oggetto di costante e prioritaria attenzione per i possibili prossimi sviluppi e Assomela continuerà anche per la nuova campagna commerciale di lavorare per garantire un più equilibrato rapporto tra obiettivi ambientali, sociali e, in particolare, la indispensabile sostenibilità economica per le imprese.

Fonte: Assomela

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