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Trend e Mercati

Ismea: aumentano i prezzi all’origine dell’ortofrutta (+30%)

Per l’uva da tavola incremento a tripla cifra (+156%). Rincari importanti per carote (+98%), pere (+70%), kiwi (+62%), patate (+54%)

Migliora nel 2023 il rapporto tra i costi di produzione in agricoltura e i prezzi corrisposti agli agricoltori, per effetto soprattutto del raffreddamento della bolletta energetica delle aziende agricole.

A dirlo è il report Agrimercati di Ismea che, focalizzando l’attenzione sull’ultimo trimestre del 2023, rileva: “Per la prima volta negli ultimi tre anni l’indice dei prezzi dei mezzi correnti di produzione registra un calo tendenziale del 4,3% sullo stesso periodo del 2022″.

Al contrario, nel quarto trimestre del 2023 è proseguita la tendenza all’aumento dei prezzi dei prodotti agricoli nazionali con un incremento del 5,7% su base annua dovuto soprattutto alla componente vegetale (+16,3% la crescita media dei listini).

Il focus sull’ortofrutta

Nel 2023 i problemi climatici hanno condizionato negativamente le rese di produzione in campo, riducendo l’offerta ortofrutticola, mentre i conflitti in atto hanno determinato l’aumento dei costi di produzione. Sia per ortaggi e patate, sia per frutta e agrumi, nel quarto trimestre 2023 diminuisce leggermente l’indice complessivo dei prezzi dei mezzi di produzione, sia rispetto al terzo trimestre 2023, sia su base annua.

Aumentano notevolmente i prezzi all’origine dei prodotti ortofrutticoli su base annua, per via della riduzione dell’offerta nazionale ed europea. Nei primi dieci mesi del 2023 si registra il miglioramento del saldo della bilancia commerciale ortofrutticola grazie all’aumento dei listini medi dei prodotti, che controbilanciano un calo delle quantità esportate.

Infine, nel quarto trimestre 2023, rispetto allo stesso periodo del 2022, aumenta la spesa delle famiglie per gli ortofrutticoli, a causa esclusivamente del rincaro dei prezzi medi.

Frutta e verdura, i rincari per singolo prodotto

Per gli ortaggi e le patate, l’indice complessivo dei prezzi dei mezzi di produzione è diminuito dell’1,2% rispetto al terzo trimestre 2023 e dell’1,8% su base annua mentre per la frutta e gli agrumi c’è stata una riduzione dello 0,9% rispetto al terzo trimestre del 2023 e dello 0,4% su base annua.

Nel quarto trimestre 2023, i prezzi all’origine dei prodotti ortofrutticoli sono aumentati del 30% su base annua essenzialmente a causa della riduzione dell‘offerta nazionale ed europea. Il tasso annuo di rivalutazione dei prezzi è simile per i due macro-aggregati: +33% per frutta e agrumi e +27% per ortaggi e patate.

Tra i prodotti che registrano i principali rincari ci sono uva da tavola (+156%), carote (+98%), pere (+70%), kiwi (+62%), patate (+54%), mele (+28%), insalate (+31%), zucchine (+21%), clementine (+16%) e arance (+7%). Di contro, lievi riduzioni di prezzo sono state segnate da peperoni e pomodori (-2%).

Il punto sull’import ed export

Per quanto concerne gli scambi con l’estero, nei primi dieci mesi del 2023 si registra il miglioramento su base annua del saldo della bilancia commerciale ortofrutticola che è cresciuto da poco più di due milioni a 2, 4 milioni di euro (+19%) soprattutto grazie all’aumento del prezzo medio all’export che ha permesso di incrementare gli introiti nonostante la stagnazione delle quantità spedite (-1%).

Sul fronte delle importazioni è aumentata sia la spesa (+9%) sia i quantitativi importati (+8%). Per quanto riguarda, infine, le vendite al dettaglio sul mercato domestico, nel quarto trimestre 2023, la spesa delle famiglie per gli ortofrutticoli ha registrato un aumento del 7% su base annua, a causa esclusivamente del rincaro dei prezzi medi (+7,8%).

Gli incrementi di prezzo su base tendenziale hanno interessato tutte le categorie e in particolare patate (+22%), frutta fresca (10%), ortaggi freschi (8,4%), agrumi (6,8%) e conserve (+4,8%).

In termini di quantità, nel quarto trimestre 2023 c’è stata una riduzione degli acquisti di circa l’1% su base annua, con una pesante flessione per alcune categorie, agrumi (-5,4%) e patate (-4,3%) in particolare. In controtendenza i prodotti trasformati e in particolare i surgelati (+0,5%) e le conserve di pomodoro (+0,3%).

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