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Reparto Ortofrutta

Ortofrutta sfusa Vs confezionata. In Uk è corsa tra insegne a chi è più plastic free

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Dopo Morrisons anche Waitrose sperimenta un punto vendita con pochi imballaggi in pastica, a partire dal reparto ortofrutta.

Se le principali insegne della grande distribuzione, spesso, competono tra loro soprattutto a colpi di promozioni al ribasso, molto probabilmente in futuro lo faranno invece a chi ha meno prodotti con imballaggi in plastica in vendita nei rispettivi punti vendita. In realtà la corsa a chi è più sostenibile, anche in Italia, è già partita da tempo, ma certo l’accelerazione in atto negli ultimi tempi è probabilmente un segnale importante. In Germania molte insegne stanno andando in questa direzione (vedi, ad esempio, Rewe, Aldi e Lidl), ma il dinamismo maggiore sembra arrivare dal Regno Unito.

Se settimana scorsa Morrisons ha annunciato di stare “per diventare il primo supermercato britannico a distribuire frutta e verdura senza plastica in molti dei suoi negozi”, l’altro ieri Waitrose ha invece comunicato di aver inaugurato lo store con il “maggior numero di referenze di frutta e verdura sfuse di qualsiasi supermercato nazionale”.

Si tratta di un punto vendita situato a Botley Road a Oxford: per 11 settimane, fino a al 18 agosto, verrà usato come test da Waitrose per capire se i consumatori hanno virato in modo deciso verso la sostenibilità e la lotta agli imballaggi in plastica, a partire da frutta e verdura, o se invece i prodotti confezionati, che rimarranno al loro posto nel punto vendita, continueranno ad avere la meglio nelle loro preferenze. Per recuperare il numero maggior di feedback l’insegna ha anche attivato un sito ad hoc, nonché lanciato gli hashtag #WaitroseUnpacked su Instagram e Twitter.

Se Morrisons ha annunciato di aver introdotto 127 referenze di frutta e verdura sfusa in 60 negozi, in questo caso Waitrose è salita a 160. A questo bisogna aggiungere la rimozione degli involucri di plastica da tutti i fiori e le piante in vendita, sostituiti da carta 100% riciclabile e certificata PEFC, nonché la possibilità di acquistare frutta congelata sfusa, ad esempio mango, fragole, mirtilli, ciliegie, ananas e lamponi, da mischiare a proprio piacimento.

Ma è tutto lo store pensato all’insegna della lotta agli imballaggi di plastica al motto di #WaitroseUnpaked: c’è un distributore automatico di detersivo con contenitori Ecover riutilizzabili, quattro diverse tipologie di vino e birra alla spina da portare a casa con bottiglie riutilizzabili per ridurre l’uso di quelle di vetro, è possibile macinarsi il caffè e metterlo sempre in contenitori riutilizzabili e infine altri 28 prodotti, tra cui pasta, riso, cereali, cuscus, lenticchie, cereali, frutta secca e semi, disponibili senza imballaggi ed erogati con il sistema Borrow-a-box.

Funzionerà? Internamente in Waitrose sono convinti che questo test darà ottime indicazioni su quale sarà la spesa del futuro. Guardando in casa nostra, in Italia i sistemi refill non hanno probabilmente riscosso il successo sperato, vuoi perché forse i tempi non erano maturi, o probabilmente perché non di facile gestione. Certamente, però, il consumatore è cambiato, e sta continuando  a cambiare, molto velocemente. Anche nel nostro Paese e il tema della sostenibilità, a tutti livelli, sembra non essere più secondario e la sfida sembra giocarsi proprio all’interno del reparto ortofrutta.

Fonte foto: Waitrose

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