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Bonduelle rafforza l’impegno nella sostenibilità ambientale

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La storica azienda si impegna a rispettare un programma di sei punti. Primo obiettivo produrre in Italia l’80% delle verdure

Bonduelle rafforza il proprio impegno nella sostenibilità ambientale. La storica azienda che produce e vende verdure in tutto il mondo ha ufficializzato il proprio impegno a rispettare un programma di sei punti presentato in occasione del Festival del Giornalismo alimentare di Torino.

Bonduelle si impegna in primo luogo a favorire le produzioni locali e stagionali coltivando l’80% delle verdure fresche in Italia e a limitare l’utilizzo di pesticidi, collaborando a stretto contatto con i propri agricoltori, per proteggere il terreno e l’ambiente. Bonduelle è stata la prima in Italia a produrre il mais senza residuo di pesticidi e adesso è pronta a lanciare l’iceberg senza residui di pesticidi, per le insalate già pronte al consumo.

Andrea Montagna amministratore delegato di Bonduelle

La tutela dell’ambiente passa anche attraverso la riduzione dei consumi idrici ed energetici, che negli ultimi quattro anni sono stati ridotti rispettivamente del 15% e 10% nei due stabilimenti di Bonduelle in Italia, a San Paolo d’Argon (Bergamo) e Battipaglia (Salerno). Inoltre, nessuno scarto vegetale viene buttato ma diventa alimento di qualità per i bovini delle aziende zootecniche vicine agli stabilimenti. Bonduelle si impegna, inoltre, a ridurre al minimo l’utilizzo di additivi e conservanti, a garantire ai consumatori un’ampia offerta di prodotti biologici. Infine, ultimo punto ma non perchè meno importante, si impegna a utilizzare confezioni sempre più sostenibili: tutte le confezioni di prodotti freschi e in lattina sono 100% riciclabili e viene aumentato l’utilizzo di plastica riciclata nel packaging.

“Fin dalla nascita Bonduelle ha portato avanti tante iniziative che oggi verrebbero definite green – sottolinea l’amministratore delegato Andrea Montagna – oggi è arrivato il momento di prenderci degli impegni ancora più concreti e di comunicarli nella speranza che altri possano seguirci nelle buone pratiche dal campo allo stabilimento”.

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