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Corallo, il piccolo melone sardo premium che punta all’Europa

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Il melone dell’Agricola Campidanese ha vinto la medaglia d’oro ai MIA di quest’anno. Marco Lotta: «Prodotto premium, soddisfatti dei test agronomici e commerciali»

La sua forza è nella polpa di color arancio, una sfumatura cromatica che ricorda il corallo di Alghero e ha ispirato il nome vincente: Corallo, per l’appunto. Stiamo parlando del nuovo melone della Agricola Campidanese, conosciuta per il brand L’Orto di Eleonora, che ha conquistato la medaglia d’oro nella categoria Sementi e Cultivar ai Macfrut Innovation Award .

Soddisfati dei test agronomici e commerciali, i produttori sardi sono pronti al lancio sul mercato, da giugno a ottobre, di questa nuova varietà: «È un nostro prodotto esclusivo che nasce dall’incrocio tra le varietà Piel de Sapo e Charentais. Ha un colore verde che necessita di un’etichetta per differenziarci e sarà venduto anche tagliato a metà per evidenziare il colore interno» ci spiega Marco Lotta, responsabile commerciale e logistica dell’azienda isolana.

Si punta al mercato europeo e del Nord Italia

«Si tratta di una pezzatura rotonda tra 1,5 e 2 kg con un elevato grado brix, tra i 14 e i 16, e una shelf-life che può anche superare i 20 giorni – sottolinea Lotta – . La parte non edibile è ridotta, quindi questo melone ha una percentuale di prodotto maggiore. Siamo ottimisti e puntiamo, oltre che sul mercato della Sardegna e del Nord Italia anche a quello del Nord Europa. Sia i test agronomici che quelli commerciali con panel test negli store hanno dato dei riscontri positivi. Per quanto riguarda il prezzo, Corallo si situa nella fascia alta».

MeloneGavina_OrtoEleonora_CampidaneseNon solo Corallo, anche Majores, Gavina ed Eleonora

Con quest’ultimo prodotto continua la politica di valorizzazione della Agricola Campidanese già iniziata con Majores: un altro melone verde, sempre piccolo nelle dimensioni (pesa da 1 a 1,8 chili), ma con un gusto saporito (15-18 gradi brix). Senza dimenticare il cavallo di battaglia, ovvero Gavina, la mini anguria senza semi che ha conquistato il mercato dell’isola e, come sottolinea il responsabile commerciale, ha dato dei buoni riscontri nel Nord Italia. Merito della piccola dimensione: «È quasi una monoporzione, si consuma tutta in una volta e in questo modo si evita la conservazione». Infine Eleonora, l’anguria medium a buccia nera con una pezzatura tra i 4 e i 6 kg. In totale alle due specialità sono dedicati circa 200 ettari nella fertile pianura del Campidano.

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