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Piccoli Frutti

Corsa al mirtillo selvatico, piovono multe

Nell’Appenino modenese consentita ai turisti la raccolta di un solo chilo, ma non tutti rispettano la regola

Il mirtillo selvatico piace, la bacca spinge frotte di raccoglitori in montagna per la raccolta, ma c’è chi non rispetta le regole e piovono multe e sequestro di prodotto. L’ultimo fatto di cronaca si è verificato nei giorni scorsi, siamo nell’Appennino modenese e dentro i confini montani del Comune di Pievepelago. Qui è stato fermato dalla polizia provinciale di Modena un uomo con più di due chili di mirtilli. Raccolti in modo abusivo i piccoli frutti sono stati sequestrati e l’uomo dovrà pagare una multa di 500 euro. Ma è solo uno dei tanti  casi che si leggono sfogliando i  giornali locali.

L’anno scorso sequestrati 120 chili in un giorno

Il sequestro dei giorni scorsi non è un caso isolato nell’Appennino modenese. L’anno scorso in una sola giornata la polizia scoprì  sei raccoglitori abusivi e sequestrò ben 120 chili di bacche. Eppure c’è ampia libertà di raccolta come si legge nel regolamento regionale gestito dall‘Ente Parchi Emilia Centrale.

Cosa permette il documento? La raccolta è consentita tutti i giorni dalle 6 del mattino alle 20, sempre e solo del prodotto giunto a maturazione, senza alcuna autorizzazione. Si può raccogliere massimo 1 chilo di mirtilli che diventano 5 per i residenti nei comuni del Parco del Frignano  (Fanano, Fiumalbo, Frassinoro, Montecreto, Pievepelago, Riolunato e Sestola). Ma non è finita qui: con 10 euro è possibile ottenere  un’autorizzazione una tantum giornaliera riservata ai residenti per raccogliere fino a 20 chili. Si può creare una buona riserva per la famiglia. C’è pure l’autorizzazione stagionale per la raccolta a fini commerciali, ma riservata ai cittadini con residenza da almeno 5 anni, più l’iscrizione ad uno specifico albo di raccoglitori. Si pagano dai 100 ai 300 euro, la tariffa più bassa è riservata a studenti e disoccupati, e si possono raccogliere ben 100 chili giornalieri.

Il mirtillo nero come attrattore turistico dell’Appennino modenese

I comuni ricchi di mirtillo selvatico non limitano ma anzi incoraggiano, basta rispettare le regole, il turismo del piccolo frutto. Se si  sfogliano le pagine del  sito internet del Comune di Fanano  si scopre  l’invito alla degustazione di “questo prelibato frutto estremamente gustoso e che vanta numerose proprietà benefiche per la nostra salute“. Si può raccogliere, ma l’ufficio promuove anche i negozi e le aziende agricole dove si vende il mirtillo nero selvatico. Buono anche quello coltivato e il Comune promuove le aziende agricole che curano il mirtillo gigante. Una piccola filiera a chilometro zero. Ci sono anche iniziative originali come i produttori che organizzano escursioni in azienda dove si può raccogliere la bacca, pesarla, consumarla in loco e portala a casa.

L’ufficio turistico dedica diversi post al bacco, Fanano è definita “Città del mirtillo“, e promuove il Myrtillus Cares. Una doccia shampoo alla fragranza di mirtillo creato dalla Farmacia Bergamini  in collaborazione con l’azienda agricola I Rodi. La filiera non è solo quella alimentare.

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