talia Bio esprime forte contrarietà all'approvazione del nuovo Regolamento europeo sulle Nuove Tecniche Genomiche (Ngt), note in Italia anche come Tea, Tecniche di Evoluzione Assistita. Secondo l'associazione, la deregolamentazione dei cosiddetti "nuovi Ogm" non apporta alcun beneficio concreto alla sovranità alimentare europea e rappresenta invece un serio rischio per il reddito degli agricoltori, la tutela della biodiversità e il diritto dei cittadini a un'alimentazione trasparente e consapevole.
Con il voto del Parlamento europeo riunito in seduta plenaria a Strasburgo il 17 giugno scorso, è stato infatti approvato in via definitiva il regolamento che elimina, per le varietà ottenute mediante Ngt, l'obbligo di tracciabilità previsto finora dalla normativa sugli Organismi geneticamente modificati.
"Si fa rientrare dalla finestra ciò che per decenni era stato tenuto fuori dalla porta", sottolinea Italia Bio.
Per l'associazione, la decisione segna un punto di svolta nella lunga contrapposizione tra il principio di precauzione, la funzione sociale dell'agricoltura, la tutela ambientale e la qualità del cibo, da un lato, e il modello del modernismo biotecnologico dall'altro.
Le criticità secondo Italia Bio
La principale criticità evidenziata da Italia Bio riguarda proprio la fine dell'obbligo di tracciabilità e di informazione al consumatore. "Senza indicazioni specifiche sull'origine del materiale di propagazione utilizzato nelle colture - osserva il presidente di Italia Bio, Lillo Alaimo Di Loro - il cittadino europeo rischia di non essere più nelle condizioni di conoscere pienamente la natura degli alimenti che acquista e consuma".
Secondo l'associazione, la deregolamentazione delle Ngt non pone interrogativi soltanto sul piano della qualità alimentare, ma apre scenari preoccupanti anche sotto il profilo della sicurezza alimentare globale.
"Già oggi il mercato mondiale delle sementi è fortemente concentrato e i diritti di brevetto sono nelle mani di pochi grandi gruppi internazionali. L'introduzione delle nuove regole rischia di accentuare ulteriormente questo squilibrio, favorendo processi di concentrazione economica e di controllo monopolistico delle risorse genetiche e delle sementi", denuncia Alaimo DI Loro.
Italia Bio ritiene che la promessa di una maggiore disponibilità di cibo, giustificata dal pretesto di affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici e dalle emergenze fitosanitarie, possa invece tradursi in una crescente dipendenza degli agricoltori da un ristretto numero di operatori globali, con conseguenze dirette sulla redditività delle imprese agricole e sull'accesso alle risorse produttive.
Italia Bio ribadisce inoltre l'assoluta incompatibilità tra le Ngt e i principi fondanti dell'agricoltura biologica: "In questo contesto - afferma il presidente - il biologico diventa l'ultima frontiera a difesa del diritto dei cittadini a un cibo sano, riconoscibile e trasparente, oltre che uno strumento essenziale per la tutela dell'agro-biodiversità nazionale ed europea".
E siccome la nuova normativa rischia di generare nuove disuguaglianze economiche e alimentari, alimentando ulteriori processi di verticalizzazione dei mercati e nuove forme di povertà, Italia Bio chiede che il dibattito sulle Nuove Tecniche Genomiche resti aperto e che siano garantiti piena trasparenza, tutela dei produttori e libertà di scelta per consumatori e agricoltori.
Fonte: Italia Bio