Logistica e Trasporti

19 ottobre 2026

Strade congestionate al Sud, disagi per l'ortofrutta

184

Prosegue nel Sud Italia la protesta degli autotrasportatori contro il caro carburante: la filiera agroalimentare in generale, e la merce deperibile in particolare, sono sotto pressione. 

Campania, presidi e rallentamenti sulla rete stradale

La Campania è tra le aree più interessate dai disagi alla circolazione. Nella notte tra domenica e lunedì è stato temporaneamente chiuso il nodo tra l'A1 Milano-Napoli e l'A30 Caserta-Salerno per i veicoli provenienti da Napoli. 

Il collegamento è stato successivamente riaperto, ma sono rimaste code, arrivate fino a otto chilometri nel tratto dell'A1 tra il bivio con il raccordo Caserta Sud e Santa Maria Capua Vetere, in direzione Roma.

La mobilitazione ha interessato anche altri punti della regione, con presidi segnalati a Caserta Sud, Santa Maria Capua Vetere, Palma Campania e sul Litorale Domizio, oltre a rallentamenti sulla Statale 268 del Vesuvio. 

La protesta ha coinvolto anche il porto commerciale di Napoli, dove alcuni mezzi pesanti hanno bloccato la strada di accesso al varco Bausan, limitando il transito dei camion diretti agli imbarchi.

Le difficoltà logistiche si riflettono anche sulla distribuzione alimentare. Nell'area industriale di Carinaro, nel Casertano, il blocco delle operazioni di carico e scarico delle derrate alimentari nei magazzini della grande distribuzione sta provocando problemi di approvvigionamento. Nei supermercati si segnalano carenze soprattutto di prodotti freschi, tra cui frutta e verdura.

Puglia, presidi prolungati e carichi ortofrutticoli a rischio

In Puglia la mobilitazione interessa da giorni la rete stradale e autostradale. Il presidio al casello dell'A14 di Poggio Imperiale, nel Foggiano, è arrivato al settimo giorno, mentre sulla provinciale 231, all'altezza di Corato, proseguono le iniziative congiunte di autotrasportatori e agricoltori.

Oggi lunedì 19 ottobre la protesta ha raggiunto anche Bari, con un corteo organizzato dal Consorzio Acar di Altamura, diretto alla sede della Presidenza della Regione per chiedere un incontro con il governatore Antonio Decaro.

Sul fronte agroalimentare, Coldiretti Puglia ha segnalato difficoltà nella movimentazione di prodotti deperibili, tra cui ortofrutta, funghi e fiori, con il rischio che la merce rimanga ferma mentre le aziende devono continuare a gestire raccolta e conservazione.

Anche la senatrice Maria Nocco ha riferito di automezzi bloccati con carichi ortofrutticoli e di danneggiamenti, chiedendo alle istituzioni di garantire il transito dei mezzi che trasportano merci rapidamente deperibili.

Le imprese di autotrasporto di Puglia, Calabria e Basilicata hanno inoltre chiarito che la convocazione del tavolo ministeriale non comporta la sospensione dei presidi: la prosecuzione della mobilitazione sarà valutata sulla base degli esiti del confronto e delle garanzie ottenute.

Calabria, presidi in più punti della regione

In Calabria la protesta promossa da Fedralog, affiancata da iniziative di agricoltori, interessa numerosi punti della rete stradale. Domenica sono stati segnalati presidi in quindici località, con rallentamenti e limitazioni alla circolazione dei mezzi pesanti.

Tra i punti più critici figura lo svincolo di Falerna sull'A2, nel Lametino, dove l'occupazione della carreggiata ha provocato code. La mattina di lunedì risultava ancora chiuso lo svincolo, mentre a Marcellinara erano segnalati rallentamenti sulla Statale 280. Altri presidi hanno interessato la Statale 534, allo svincolo Firmo-Sibari, e la Statale 106 nel territorio di Cassano all'Ionio.

Secondo le informazioni diffuse dai manifestanti, in diversi presidi viene consentito il passaggio delle automobili e dei mezzi di soccorso, mentre la mobilitazione si concentra sui veicoli industriali. La distribuzione delle merci resta quindi esposta a rallentamenti localizzati, la cui portata dipende dalla durata e dalla posizione dei presidi.

Sicilia, ripartono i camion con ortofrutta sui traghetti

In Sicilia il fermo ha una modalità diversa rispetto ai presidi stradali di altre regioni. Il Comitato trasportatori siciliani (Cts) ha proclamato la mobilitazione fino alla mezzanotte del 20 ottobre, lasciando i camion nei piazzali e interrompendo il ritiro dei semirimorchi dalle navi nei porti, senza organizzare blocchi stradali.

Dalla mattina di lunedì 19 ottobre il Cts ha però allentato il fermo per consentire ai camion carichi di ortofrutta di attraversare lo Stretto di Messina sui traghetti. La misura è stata presentata come un intervento d'emergenza per evitare che i prodotti già raccolti vadano perduti e per liberare le celle frigorifere, con particolare attenzione all'uva Italia.

Resta invece fermo il trasporto intermodale marittimo, che prevede il trasferimento dei semirimorchi via nave senza che l'intero camion debba necessariamente viaggiare a bordo. La ripartenza dei camion sui traghetti consente quindi di far proseguire le consegne su gomma, pur in un contesto in cui il fermo portuale continua a condizionare parte della logistica.

Il quadro è reso più complesso dalle iniziative autonome dell'Associazione imprese autotrasportatori siciliani (Aias), con presidi e rallentamenti nell'area di Catania.

Sul fronte istituzionale, Anci Sicilia ha chiesto una riduzione temporanea delle accise e interventi regionali per compensare le difficoltà legate anche all'insularità. Il presidente della Regione Renato Schifani, ha inoltre riferito di aver ottenuto dal ministro Matteo Salvini la partecipazione di un rappresentante degli autotrasportatori siciliani al confronto milanese.

Il 20 ottobre il confronto al ministero

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha infatti convocato per martedì 20 ottobre un doppio confronto a Milano, anticipando l'incontro rispetto alla data inizialmente prevista del 27 ottobre.

Alle 10 è previsto il tavolo con le associazioni di categoria rappresentate nell'Albo degli autotrasportatori e i sindacati. Nel pomeriggio, alle 15, dovrebbe svolgersi il confronto con le delegazioni dei gruppi autonomi di Puglia, Sicilia, Calabria e Campania.

Il nodo riguarda soprattutto il costo del gasolio, la liquidità delle imprese e l'attuazione delle misure di sostegno. Il ministro ha anticipato l'intenzione di sbloccare risorse già finanziate e rallentate da ostacoli burocratici, oltre ad aggiungerne altre. Fedralog ha confermato la partecipazione, precisando che la decisione sull'eventuale conclusione della protesta dipenderà dall'esito dell'incontro.

Trasportounito: "Si rischia il blocco totale"

“Esiste una legge approvata all’inizio del conflitto in Iran e questa legge già in vigore a tutti gli effetti, prevede che la merce, ovvero l’intera filiera logistica, si debba far carico (a fronte di una crescita nel prezzo del gasolio che ha raggiunto il 45%) di un’addizionale del 15% sulle tariffe di autotrasporto. Ma questa legge, parzialmente applicata al Nord, è totalmente disattesa al Sud. E ciò spiega perché le imprese di autotrasporto oggi si fermano; perché non stanno più in piedi”.

Trasportounito, nel proclamare un fermo generale della categoria, ha chiesto anche l’erogazione di un contributo economico una tantum, con procedure semplici e senza inutili complicazioni burocratiche, per tutti gli automezzi esclusi dai ristori riservati agli Euro 5 ed Euro 6 e sotto i 7,5 tonnellate.

“Il fermo spontaneo, che un numero crescente di imprese sta attuando, è frutto dell’azzeramento delle risorse indispensabili per continuare a lavorare, dopo mesi di attività in perdita”.

Potrebbe interessarti anche