Logistica e Trasporti

16 ottobre 2026

Sud bloccato dai tir, allarme per merci e distribuzione

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Si rischia il blocco. Il caro carburante sta portando i tir sulle strade del sud Italia, una situazione che sta mettendo a rischio la circolazione delle merci. In Calabria la protesta proclamata da Fedralog proseguirà fino al 20 ottobre, mentre in Sicilia si registrano rallentamenti e blocchi temporanei.

A preoccupare sono soprattutto le possibili ricadute sulle produzioni agricole deperibili e sulla distribuzione delle merci. Le associazioni chiedono di garantire la circolazione dei prodotti freschi, mentre le diverse sigle dell'autotrasporto restano divise sulle modalità della mobilitazione e sulle iniziative da intraprendere.

Autotrasporto diviso

Le sigle dell'autotrasporto si stanno muovendo in ordine sparso. In Calabria la mobilitazione proclamata da Fedralog, la Federazione regionale della logistica, prevede una quindicina di presidi fino al 20 ottobre. I mezzi pesanti si posizionano ai margini delle carreggiate, ma il restringimento delle corsie provoca rallentamenti e disagi alla circolazione. 

In Sicilia si registrano code, fermi temporanei e iniziative che interessano anche gli accessi portuali. Proteste e tensioni coinvolgono inoltre altre aree del Mezzogiorno, tra cui la Puglia.

Le posizioni delle associazioni non sono univoche. Unatras denuncia il crescente malessere delle imprese per l'impennata dei costi di gestione, soprattutto del gasolio, e sollecita un confronto urgente con il Governo. In assenza di risposte, il coordinamento annuncia iniziative nazionali e la possibilità di proclamare il fermo dei servizi.

Alis riconosce le difficoltà del comparto, ma si oppone alle forme di protesta che comportano l'interruzione dei trasporti, soprattutto in territori insulari come la Sicilia. L'associazione chiede ulteriori misure di sostegno per le imprese, anche attraverso il rafforzamento degli strumenti a favore dell'intermodalità, ribadendo la necessità di garantire la continuità dei servizi.

Ortofrutta e distribuzione, l'allarme per le consegne

Il rischio più immediato riguarda i prodotti ortofrutticoli freschi, che hanno tempi di conservazione limitati e devono raggiungere rapidamente i centri di lavorazione e frigoconservazione, oltre ai mercati di destinazione in Italia e all'estero.

Confcooperative Agroalimentare, attraverso il presidente Raffaele Drei, comprende le ragioni della protesta degli autotrasportatori, ma chiede che sia sempre garantito il transito delle merci deperibili. "Agricoltori e trasportatori sono parte della stessa filiera e non devono trovarsi su fronti opposti", sottolinea Drei.

Il protrarsi dei blocchi può compromettere la qualità dei prodotti e vanificare il lavoro di un'intera stagione produttiva. "Frutta e verdura hanno tempi di conservazione limitati: siamo ancora nel pieno di alcune importanti campagne di raccolta e i prodotti vanno portati nei centri di frigoconservazione e lavorazione in tempi estremamente rapidi", aggiunge il presidente.

Anche Confagricoltura segnala criticità per le aziende agricole e agroalimentari in diverse regioni, in particolare Sicilia, Sardegna, Puglia e Calabria. 

Alcune imprese hanno già denunciato l'impossibilità di far arrivare i prodotti a destinazione. Il fermo dei camion rischia di impedire l'evasione degli ordini e provocare il deperimento della merce nei magazzini, con possibili perdite di quote di mercato difficili da recuperare.

Alle difficoltà logistiche si aggiunge il caro carburante. Secondo Confagricoltura, il gasolio agricolo ha raggiunto circa 1,60 euro al litro, il livello più alto degli ultimi cinque anni. La media mensile di settembre avrebbe inoltre superato quella di giugno 2022, nel periodo segnato dal conflitto russo-ucraino. 

Un aumento che grava su tutte le fasi produttive, dalla preparazione dei terreni alla raccolta, fino all'irrigazione, aggravando le difficoltà delle imprese.

L'allarme riguarda anche la distribuzione. tanto che Federdistribuzione esprime "forte preoccupazione" per le conseguenze dei blocchi sulla continuità delle attività economiche e sugli approvvigionamenti. L'associazione chiede un confronto urgente tra istituzioni e parti interessate per individuare soluzioni all'aumento dei costi energetici e impedire che le proteste compromettano la mobilità delle merci, il lavoro delle imprese e le forniture ai consumatori.

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