Il terzo simposio del 19 e 20 maggio a Cesenatico, InsideSaf, ha segnato per Spettacoli alla Frutta - progetto che riunisce 16 aziende di riferimento dell'ortofrutta italiana - il passaggio definitivo dalla visione alla concretezza operativa. L'associazione temporanea di imprese ha infatti presentato tre progetti che dalla carta sono già passati alla fase di test o hanno una roadmap definita con scadenze precise.
Un evento alla vigilia di Marca
Il Fuorisalone dell'Ortofrutta è forse il progetto più ambizioso. Si terrà il 12 gennaio 2027 a Bologna, alla vigilia dell'apertura di Marca by BolognaFiere (13 e 14 gennaio), e sarà un evento su invito: non un semplice momento di networking ma una esperienza "da ricordare". La presenza di un partner artistico, che non sarà semplice sponsor ma vero co-autore dell'esperienza, dovrebbe poi garantire un linguaggio nuovo e distintivo.
L'idea nasce dal fatto che l'ortofrutta non abbia ancora un evento dedicato all'interno del contesto Marca, e colmare questo vuoto posizionerebbe Spettacoli alla Frutta come riferimento innovativo nella comunicazione di settore, con la possibilità di diventare un appuntamento annuale in grado di crescere nel tempo.
Essendo però un evento zero, non c'è certezza che funzioni realmente: i costi organizzativi per le 16 aziende associate non sono trascurabili e c'è il pericolo che l'iniziativa venga percepita come un ulteriore evento di Marca piuttosto che un valore aggiunto. Inoltre, il partner artistico è ancora da definire, e proprio da questa scelta potrebbe dipendere il successo dell'iniziativa.
Una cosa è certa, la vigilia di Marca è un momento ideale, ma serve un'organizzazione solida e un ospite che sappia rendere l'evento davvero memorabile per tutti gli operatori, non solo del settore ortofrutticolo. Insomma, qualche timore c'è ma, al momento, è più forte (e lecita) la voglia di provarci.
Il totem che ascolta i consumatori
Aldo è il progetto più concreto in termini di dati. L'assistente virtuale Artificial ludic digital operator è già installato in sei punti di vendita della Gdo (Alì, Coop, Carrefour, Cedi Marche, Conad PAC 2000A, Sole365), da nord a sud, e ha già prodotto risultati misurabili. Nel primo mese di test, i sensori hanno rilevato oltre 49mila passaggi vicino ai totem, con quasi 7.000 persone che si sono fermate.
Il tasso di attenzione è al 13,8%, con una permanenza media di sei secondi. Le domande più frequenti riguardano ricette, idee per pranzo e cena, prodotti di stagione, proprietà nutrizionali, conservazione e riduzione dello spreco. Il target principale è composto da donne under 25.
Aldo intercetta direttamente le domande reali dei consumatori, raccogliendo insight utili per chi produce, comunica e presidia il reparto ogni giorno. È uno strumento già solido nelle risposte con margini evidenti di evoluzione.

Il progetto è work in progress: ancora non si sa quale modalità di interazione funzioni meglio, i totem sono costosi da installare e mantenere in tutti i punti di vendita, e c'è il rischio di essere percepiti come un giocattolo tecnologico se i contenuti non sono costantemente aggiornati.
Il target rimane legato alle under 25, mentre le famiglie over 35 sono meno presenti. I primi dati però sono promettenti, bisognerà continuare a perfezionare i contenuti e scegliere la configurazione più efficace a stretto giro. La direzione, però, sembra quella giusta.
Studenti contro lo spreco, idee per il futuro
La challenge con Almacube è il progetto più innovativo dal punto di vista culturale. L'hub dell'innovazione dell'Università di Bologna e di Confindustria Emilia Area Centro coinvolge team multidisciplinari di studenti per trasformare l'ortofrutta da scelta salutare a esperienza desiderabile, quotidiana e condivisibile. Il premio è di 2.500 euro per il vincitore, e i progetti finali saranno presentati al Fuorisalone.
Portare la voce dei giovani dentro una filiera che ha disperatamente bisogno di nuovi linguaggi è un valore. Saf si propone come laboratorio di innovazione culturale e comunicativa, il metodo è strutturato con Design Thinking, e sembra fattibile.
Il rischio? Che i progetti degli studenti restino sulla carta, servirà un meccanismo per trasformare le idee in azioni concrete, il premio è simbolico e non motiva campioni di altissimo livello, e coinvolgere realmente gli under 35 senza figli rimane difficile. La sfida è che i progetti vincenti siano davvero implementati da almeno alcune aziende del settore.
Un ecosistema coerente, ma la sostenibilità è la vera sfida
I tre progetti insieme creano un ecosistema coerente: evento con il Fuorisalone, strumento operativo con Aldo, innovazione culturale con Almacube.
La domanda cruciale è quanto saranno sostenibili nel tempo. Per le aziende si tratta di un'opportunità di posizionamento, insight diretti e visibilità, con il rischio di costi di partecipazione e dipendenza da Saf per la comunicazione.
Per la Grande distribuzione organizzata sono strumenti nuovi per il reparto e dati sui consumatori, con il rischio di investire in totem e processi senza ritorno misurabile immediato. Per i consumatori c'è un'esperienza più coinvolgente, informazioni utili e ortofrutta più cool, con il rischio che i progetti restino di nicchia e non raggiungano la massa critica.
Oggi, però, dopo il Simposio di Cesenatico organizzato da Apofruit/Almaverde Bio e Jingold, va applaudita la scelta di Spettacoli alla Frutta di percorrere la strada della concretezza. Non solo idee, quindi, ma progetti con scadenze, dati e responsabilità. Questo merita fiducia.
Se i risultati saranno davvero misurabili, i costi sostenibili e le ricadute reali per tutti gli attori, non solo per le 16 aziende associate, allora potremmo dire che siamo sulla strada giusta, l'intero settore compreso. Il vero test sarà il Fuorisalone del 12 gennaio 2027, ma ne riparleremo prima.