Il punto di Fruchthandel

02 aprile 2026

Piccoli frutti, boom globale ma "non è un gioco da ragazzi"

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Non è un gioco da ragazzi. "In un periodo caratterizzato da continue cattive notizie - scrive Michael Schotten dalle pagine di Fruchthandel Magazin - è ancora più gratificante riuscire a portare di tanto in tanto notizie positive. Queste riguardano il settore globale dei piccoli frutti, che, grazie a una domanda in costante crescita – soprattutto in Europa, negli Stati Uniti e in Asia – continuerà a espandersi anche nei prossimi anni". 

Tuttavia, Per Schotten questo non significa affatto che produttori e distributori avranno vita facile.

Il desiderio dei consumatori per i cosiddetti superfrutti è solo un lato della medaglia. In parallelo, negli ultimi anni la concorrenza per terreni adatti dal punto di vista climatico ed economico è aumentata a tal punto che chiunque pensi di entrare in questo business deve presentarsi preparato in modo esemplare. Il che significa soprattutto considerare tutti i possibili fattori di rischio, valutare ogni scenario – inclusa, se necessario, l’uscita dal mercato – e costruire un progetto solido prima ancora di piantare la prima pianta.

Sulla mappa globale dei berries, continua Schotten, stanno infatti emergendo nuove aree interessanti, ma la creazione e l’affermazione di nuove aree di coltivazione e di strutture di approvvigionamento richiedono molto più di un buon clima e di un terreno fertile

Oltre a lungimiranza strategica e competenza tecnica, servono oggi più che mai una focalizzazione coerente, catene di fornitura robuste e una solida resistenza economica. A queste si aggiungono la crescente pressione sui costi e la sensibilità ai prezzi nei principali mercati di consumo, che non lasciano spazio a improvvisazioni e a modelli di business fragili.

Mirtilli di slancio

Il protagonista del settore resta il mirtillo. Nonostante la tendenza al consolidamento e le prime fasi di maturazione del mercato, lo sviluppo procede ancora a ritmo serrato, grazie anche al contributo determinante di nuove varietà premium come la Sekoya Pop di Fall Creek. Benché il potenziale in Polonia, Serbia, Romania o – con tutte le riserve del caso – Ucraina non sia ancora esaurito, l’attenzione del settore si sta spostando altrove.

Particolarmente degna di nota, negli ultimi anni, è stata l’ascesa di paesi produttori come il Perù e il Marocco, che hanno cambiato radicalmente le regole del gioco sui mercati mondiali e stanno mettendo sotto forte pressione i fornitori tradizionali, a partire dal Cile. 

In Africa stanno inoltre emergendo due nuovi arrivati che, grazie a condizioni climatiche favorevoli e a finestre stagionali vantaggiose, stanno acquisendo un peso crescente. Da un lato c’è lo Zimbabwe, la cui produzione di mirtilli potrebbe arrivare fino a 30.000 tonnellate entro la fine del decennio. Dall’altro lato c’è la Tunisia, che sta diventando sempre più interessante per il mercato dei mirtilli, dove grandi aziende con una chiara visione strategica stanno investendo in strutture di produzione e logistica.

Come in Marocco, anche in questi nuovi hub il tema dell’acqua è centrale. Nel settore globale dei piccoli frutti sta diventando sempre più chiaro che il successo non è determinato solo dal volume di produzione, ma anche dalla capacità di produttori e distributori di adattarsi alle mutevoli esigenze dei mercati globali

Per avere successo - conclude Michael Schotten - è fondamentale combinare elevata qualità, efficienza produttiva e  marketing ben congegnato, in modo da sfruttare al meglio la crescita della domanda sia nei mercati consolidati che in quelli emergenti.


Fonte: Fruchthandel Magazin

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