Trattori in piazza, esplosione sui social di meme con le caricature dei massimi rappresentanti europei, accuse a sinistra e a destra, il Governo Meloni ha votato a favore, contro l'accordo Mercosur. Una grande battaglia fino alla vittoria. Almeno al momento - la sinistra al Parlamento europeo ha rimandato l'accordo con l'appoggio di alcuni gruppi della destra e del movimento Cinque Stelle - visto che la scelta è stata posticipata. Ma c'è chi è a favore.
"In America Latina possiamo vendere le nostre mele". Parole dell'eurodeputato della Südtiroler Volkspartei, Herbert Dorfmann. Sono evidenti le criticità per la carne, ma secondo il rappresentante della patria mondiale delle mele c'è spazio per la nostra ortofrutta nell'emisfero sud.
E' possibile? Certo, ma solo per alcuni prodotti e quando c'è un forte sistema organizzativo che permetta di abbattere i costi e creare margini.
Milioni di consumatori con gusti simili agli europei
Vediamo come la pensa Dorfmann, che ha rilasciato un'intervista all'Ansa: "Questo accordo porterà tutto sommato un vantaggio. Non dimentichiamo che la popolazione dei paesi Mercosur ha in gran parte origini italiane, spagnole e portoghesi, quindi hanno anche abitudini alimentari molto simili alle nostre".
Diversificare visto i problemi con gli Usa
Quindi? "I nostri prodotti di alta qualità, come il prosciutto, i vini, i formaggi, avranno sicuramente una possibilità di esportazione, soprattutto in un momento nel quale l'export verso gli Stati Uniti diventa sempre più complicato, poi, chiaramente, ci sono altri settori più complessi: lo zucchero, per esempio, il bioetanolo. Penso che, soprattutto dal punto di vista della mia regione (il Trentino Alto Adige), abbiamo il settore delle mele". Un prodotto abbondante e votato all'export.
"Le mele da noi vengono raccolte sei mesi prima o sei mesi dopo la raccolta dell'emisfero sud, quindi nei Paesi Mercosur potremmo essere anticiclici. Loro avranno bisogno di mele, quindi anche per l'ortofrutta qualche possibilità, secondo me, c'è".
Il ragionamento è simile a quello di Michael Schotten su Fruchthandel che sottolinea come sia urgente e necessario diversificare i mercati di sbocco di fronte a nuovi attori globali. Ci sono opportunità per i fornitori europei soprattutto per mele e pere nel Mercosur. "I produttori del Benelux le hanno già colte".
Approccio multilaterale e pragmatico
I problemi della globalizzazione selvaggia sono evidenti, serve il multilateralismo ovvero un sistema di cooperazione internazionale in cui più Stati (o attori internazionali) lavorino insieme, tramite istituzioni condivise e regole comuni, per raggiungere obiettivi che rendano tutti vincitori. L'accordo Mercosur può essere utile, basta pesare e compensare eventuali squilibri. Operazione non facile, ma necessaria affinché gli operatori dell'ortofrutta di entrambi gli emisferi ne escano vincitori. Ideale un approccio pragmatico, aprire su alcuni prodotti e bilanciare su altri, dove i flussi possono creare criticità. Per di più con la rivoluzione dei consumi alcuni prodotti dell'emisfero sud sono indispensabili per i nostri mercati, pensiamo ai limoni nella stagione estiva, all'uva nei mesi invernali così come le ciliegie. Frutta che arriva nei nostri mercati senza conseguenze negative, o molto limitate, per le nostre filiere.