Il punto di Fruchthandel

23 gennaio 2026

"Mercosur, commercio e protezione possono coesistere"

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L’accordo Mercosur, firmato in Paraguay e protagonista dei prossimi dibattiti anche a Fruit Logistica, crea una delle più grandi zone commerciali al mondo: 700 milioni di persone in 31 paesi, quasi il 20% del Pil globale. Lo scrive Michael Schotten sul numero 3/2026 di Fruchthandel, sottolineando come però Parlamento e Consiglio europei debbano ancora approvarlo dopo intensi confronti.

"La presidente della Commissione Ursula von der Leyen definisce l’accordo un motore di crescita per entrambi i continenti", nota Schotten. Ma i condizionali prevalgono: nulla è certo, specie nell’agroalimentare, dove gli agricoltori europei temono concorrenza e pressione sui prezzi crescenti.

Standard asimmetrici e apertura controllata

Le questioni aperte riguardano standard alimentari asimmetrici, limiti flessibili all’apertura dei mercati e barriere non tariffarie. L’accordo dovrebbe rendere l’Europa attraente per i paesi fornitori di frutta e verdura come lo sono già Argentina, Brasile, Bolivia, Paraguay e Uruguay per i partner Mercosur. Von der Leyen insiste: "Commercio e protezione sono saldamente ancorati nell’intesa".

Opportunità per le drupacee europee

Schotten rileva che un arresto nell’accordo sarebbe un passo indietro per l’Ue, che deve diversificare i mercati di sbocco di fronte a nuovi attori globali. Le critiche sulla bilancia commerciale sfavorevole ignorano le opportunità per i fornitori europei di frutta a nocciolo (mele e pere) nel Mercosur: i produttori del Benelux le hanno già colte.

"L’apertura e la cooperazione generano più opportunità a lungo termine rispetto a protezionismo e isolamento", conclude Schotten. Soprattutto per i consumatori della Grande distruzione organizzata, che pretendono assortimenti completi di ortofrutta tutto l’anno sugli scaffali.


Fonte: Fruchthandel Magazin

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