Ingrosso

25 febbraio 2026

Mercato Torino: i grossisti dicono sì all’orario diurno

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Il Centro Agroalimentare di Torino (Caat) si prepara a una svolta storica: l’assemblea dei grossisti, gli associati Apgo, ieri ha approvato il passaggio dal lavoro notturno a un nuovo orario diurno, con apertura dalle 11 alle 16. Si tratta di una fase sperimentale di sei mesi. Una decisione che segna un cambio di paradigma per l’intero comparto ortofrutticolo torinese. Myfruit.it ha contattato Vittorio Rovetta, presidente di Fedagro Torino, che rappresenta commercianti e grossisti del mercato. 

La scelta torinese ha riflessi nazionali  come confermano le dichiarazioni del presidente nazionale di Fedagromercati-Confcommercio, Valentino Di Pisa e del presidente dei giovani imprenditori dell'associazione Gianpaolo Forcina.  Anche il mercato di Pescara ha approvato una sperimentazione ma meno radicale rispetto al capoluogo piemontese. Intanto al mercato di Milano oggi è scattata la mobilitazione dei grossisti: sono contro l'imposizione della logistica dell'ente gestore. Ne parleremo domani. 

Una partecipazione record e una maggioranza netta

"L’assemblea è stata partecipatissima: su 60 iscritti, erano presenti in 59, con alcune deleghe. I votanti sono stati 44, tutti favorevoli al cambiamento dell’orario. La proposta che ha ottenuto una maggioranza molto larga è quella dell’apertura dalle 11 alle 16. L’altra ipotesi, più moderata, prevedeva l'orario di apertura dalle 7 alle 12". Questo il resoconto del presidente Rovetta. Tutti d'accordo? 

"Nonostante 15 aziende non abbiano votato, esprimendo così la loro contrarietà, il risultato resta molto significativo. Parliamo di un 75% di maggioranza. Onestamente sarei stato contento anche di un 60%. Questo dato dimostra che la consapevolezza della necessità di cambiare è maturata davvero".

Un cambiamento graduale: il lunedì resta notturno

Il nuovo orario non sarà  uniforme per tutta la settimana. "Il lunedì manterremo l’orario attuale, notturno, dalle 3:30 alle 10. È una scelta fatta per agevolare i clienti che il sabato vendono tutta la merce e il lunedì mattina devono rifornirsi. Gli altri quattro giorni – martedì, mercoledì, giovedì e venerdì – seguiranno invece il nuovo schema 11–16" A Torino infatti da sempre la settimana è corta.   Rovetta sottolinea che il passaggio al diurno non sarà lasciato al caso: "La prima azione da fare è sederci con la direzione del Caat per definire le iniziative che faciliteranno il passaggio. Metteremo a disposizione celle frigorifere per i clienti che acquistano nel pomeriggio ma non possono stoccare la merce. Potranno lasciarla qui e ritirarla in fasce orarie controllate".

Vittorio Rovetta

Per il rappresentante dei grossisti torinesi il cambio d’orario è solo un tassello di una trasformazione più ampia: "Il Caat oggi è ancora un mercato tradizionale. Ma nei prossimi cinque anni, per avere ragione di esistere, dovrà diventare una grande piattaforma logistica, un hub di distribuzione dell’ortofrutta. Il modello del cliente che arriva fisicamente al mercato è destinato a ridursi: La consegna dell’ultimo miglio, la capacità di attrarre nuova clientela, anche internazionale, saranno decisive. Torino è quasi più vicina a Grenoble che a Milano: ma perché un operatore francese dovrebbe partire nel cuore della notte per arrivare qui alle 2 del mattino? Con un mercato diurno, invece, si aprono nuove opportunità".

Il mercato cambia. Grazie alle risorse europee del Pnrr il mercato  ha investito sulla digitalizzazione. Un progetto a beneficio dei grossisti. "Un marketplace che non venderà direttamente, ma permetterà ai clienti di conoscere prodotti e valori delle aziende". Altro fronte strategico: la trasformazione dell’ortofrutta. "Oggi distribuiamo pochissima ortofrutta trasformata, ma è ciò che i giovani consumatori cercano. Servono centri di trasformazione condivisi, perché molte aziende non hanno la forza economica per realizzarne uno proprio. L’aggregazione è il futuro. Il Caat è il luogo dove si stabilisce il valore dell’ortofrutta. Oggi del prodotto fresco, domani anche del trasformato. La centralità del grossista resta fondamentale".

Le ragioni del diurno

In una nota l'associazione Apgo sottolinea le cause e le conseguenze positive. "Sempre più frequentemente le merci fresche provenienti dal Centro-Sud Italia arrivano dopo le 5/6 del mattino a causa delle stringenti regolamentazioni sul trasporto su gomma, rendendo inefficiente il modello notturno e imponendo stoccaggi forzati. L’orario diurno consentirà, quindi, di lavorare su merce appena scaricata, migliorando programmazione, efficienza e qualità del servizio". 

Altri obiettivi che si vogliono perseguire: "Favorire il ricambio generazionale e rendere il settore più attrattivo per giovani imprenditori e lavoratori qualificati, migliorare la qualità della vita, superando il lavoro notturno, con benefici su salute, sicurezza e conciliazione vita-lavoro. Infine ridurre i costi di gestione per le imprese e per il Centro stesso e valorizzare i prodotti locali freschi, raccolti al mattino e venduti in giornata". 

Si guarda al futuro e dopo l'incontro con la direzione del mercato si incontreranno i clienti. Il cambiamento sarà gestito, sottolinea Rovetta, con la flessibilità necessaria. 

Plauso nazionale da Di Pisa e Forcina

Il tema dell’orario diurno è oggi al centro del dibattito nei principali mercati agroalimentari italiani. Attualmente, l’unica realtà ad averlo adottato stabilmente è Roma, che sottolinea in una nota fedagromercati-Confcommercio nazionale "risulta anche l’unico mercato in crescita nell’ultimo decennio. Restare immobili significherebbe accettare un progressivo ridimensionamento del mercato".

Valentino Di Pisa

Soddisfazione anche dal presidente nazionale di Fedagromercati-Confcommercio, Valentino Di Pisa: “La decisione dell’assemblea rappresenta un momento di svolta per Torino e per l’intero comparto nazionale. Da sempre il passaggio all’orario diurno, sul modello di Roma e su quello spagnolo, rappresenta una delle battaglie principali della federazione nazionale e auspico che Torino possa rappresentare un ulteriore passo avanti in un processo generale di cambiamento dell’intero comparto dell’ingrosso italiano”.

Gianpaolo Forcina
Interviene anche Gianpaolo Forcina, il rappresentante del Gruppo Giovani Imprenditori di Fedagromercati Confcommercio: “Mi congratulo anche io con la realtà di Torino per quanto deciso, passare al diurno è un simbolo di cambiamento ma anche di innovazione per il futuro del nostro comparto. Il lavoro diurno è infatti un argomento che coinvolge le nuove generazione direttamente, da maggiore attrattività alla nostra categoria ed invoglia i giovani a rimanere all’interno del nostro mondo. Mi auguro che grazie al supporto della federazione potremo continuare su questo percorso anche nelle altre città italiane”.

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