Continua il momento positivo per il comparto del pistacchio. Davanti alle difficoltà legate alla guerra Iran- Usa e al blocco delle esportazioni da quell'area, il mercato sembra aver comunque trovato la strada per continuare il suo cammino.
"Per noi è un momento di crescita. La richiesta c'è e, per fortuna, anche un'adeguata disponibilità di prodotto", conferma a myfruit.it Giancarlo D'Aquino, amministratore unico della Mastro Pistacchio, azienda siciliana che si occupa di trasformazione e commercializzazione per il B2b, ma aperta anche al consumatore finale sia attraverso canali on line che fisici.
Nel recente passato, l'improvviso boom del Dubai Chocolate aveva generato problemi nella disponibilità di prodotto. Ma la situazione oggi è molto dversa. "Con lo scoppio della guerra e il blocco delle navi, il mercato degli Emirati Arabi è crollato. Al momento, in quell'area è tutto fermo", aggiunge.
L'azienda però ha cercato un proprio riassesto guardando ad altri fornitori: "Stiamo lavorando con altri mercati", evidenzia D'Aquino che sottolinea anche il rialzo dei prezzi: "Lavoriamo pistacchio californiano, turco, spagnolo. Con il blocco delle navi e i rincari di carburante, i prezzi del pistacchio sono lievitati almeno del 20-30%. Anche se il mercato arabo non sta richiedendo il prodotto, c'è comunque la concorrenza".
In qualche maniera, parte di questi costi ricadono sul consumatore: "Non possiamo esagerare, stringiamo e cerchiamo di contenere i prezzi. Ma un piccolo aumento purtroppo è diventato necessario".
Questo tuttavia non ha fermato la domanda: "La richiesta, ad eccezione dei Paesi coinvolti nella guerra, resta alta. La ricerca di una sana nutrizione, ma anche di prodotti gluten free, senza zucchero o senza lattosio spinge la domanda. Noi stiamo cercando di mantenere le relazioni che abbiamo costruito nel tempo e stiamo incrementando le possibilità di lavorazione per soddisfare le nuove richieste. Per farlo, è necessario mantenere però un alto livello qualitativo: qundi grande attenzione alla materia prima. Stiamo cercando di acquistare prodotto analizzato e certificato da fornitori selezionati".
Gli investimenti: stimata una produzione del +60%
Alla luce di un comparto che non arresta la sua crescita, Mastro Pistacchio ha deciso di investire in strutture e tecnologia per aumentare le capacità produttive: "Stiamo costruendo un nuovo laboratorio per la produzione in modo da rispondere in maniera sempre più efficiente alle esigenze dei clienti, sia italiani che esteri. Abbiamo previsto macchinari all'avanguardia, tra cui dei selezionatori ottici che permetteranno di individuare anche la presenza di metalli nella frutta secca o nei lavorati, proprio con l'obiettivo di garantire al cliente finale un prodotto di qualità e certificato". Un investimento che complessivamente permetterà di aumentare la produzione di almeno del 60%.
Gli occhi sono puntati al mercato internazionale, soprattutto extra-europeo: America, Canada, Asia, Cina, Giappone, dove è alta l'attenzione alla qualità. "Mercati diversi con certificazioni diverse su cui stiamo lavorando per offrire la qualità e la professionalità di sempre".