Politiche agricole

21 maggio 2026

Italia–India, patto agricolo su ricerca, innovazione, scambi

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Il nuovo memorandum d’Intesa tra Italia e India sulla cooperazione agricola vede al centro ricerca e innovazione come sottolinea il Crea, mentre il ministro Lollobrigida evidenzia le opportunità economiche e commerciali, incluse le future joint venture e la riduzione delle tariffe su alcuni prodotti. L’accordo amplia il precedente quadro di collaborazione e apre a progetti congiunti su tecnologie, biodiversità, agricoltura sostenibile e tutela delle indicazioni geografiche.

Memorandum d'intesa con India, asse strategico su innovazione e scambi commerciali

“Questo accordo avvicina ancora di più Italia e India nella cooperazione in agricoltura. È un altro passo importante di avvicinamento tra due popoli dopo che, solo pochi mesi fa, insieme all’Ue hanno sottoscritto un trattato di facilitazioni per gli scambi commerciali nel rispetto dei rispettivi mondi agricoli. Per l’Italia ci saranno vantaggi nell’esportazione delle proprie eccellenze agroalimentari, in particolar modo per il vino le cui tariffe scenderanno progressivamente dal 150% al 20%. Voglio ringraziare Maria Chiara Zaganelli, direttrice generale del Crea che insieme all’omologa istituzione indiana (ICAR), avvieranno programmi di ricerca applicata e promuoveranno occasioni di Joint venture tra imprese agricole indiane e italiane”, lo dichiara il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, alla firma del memorandum d'Intesa sulla cooperazione agricola con l'India. La cerimonia si è svolta a margine dell'incontro bilaterale tra il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il primo ministro indiano, Narendra Modi a Villa Doria Pamphili.

Il nuovo accordo supera il precedente quadro di cooperazione in materia di agricoltura e fitopatologia, risalente al 2008 e rinnovato nel 2017, ritenuto ormai inadeguato rispetto alle mutate condizioni di mercato e alle nuove esigenze dei due Paesi. L'intesa punta a rafforzare i legami economici, incrementare i flussi commerciali e favorire il trasferimento tecnologico nel settore primario.

Sul piano dei contenuti, il documento abbraccia un ampio spettro di ambiti: dalla tutela dei prodotti a denominazione d'origine e delle indicazioni geografiche, alla condivisione di tecniche agronomiche sostenibili e di agricoltura di precisione, fino alla cooperazione nel settore sementiero, alla protezione delle varietà vegetali e alla valorizzazione della biodiversità. Spazio anche al potenziamento della meccanizzazione agricola, della zootecnia, della pesca, dell'acquacoltura e delle tecnologie per la trasformazione alimentare.

Centrale nell'architettura dell'accordo è il ruolo affidato alla ricerca scientifica, con una sinergia strutturata tra il Crea italiano e l'Icar indiano. Il testo promuove inoltre la nascita di joint venture e contatti diretti tra i rispettivi tessuti imprenditoriali agroalimentari. Per l'attuazione degli obiettivi sarà istituito un gruppo di lavoro congiunto, composto da alti funzionari delle due amministrazioni, che si riunirà alternativamente nei due Paesi — anche in videoconferenza — con la facoltà di costituire specifici sottogruppi tecnici. L'accordo, firmato in italiano, inglese e hindi, non comporta oneri aggiuntivi per i bilanci statali. Avrà durata quinquennale e si rinnoverà automaticamente per un ulteriore quinquennio.

Maria Chiara Zaganelli: "La ricerca e l'innovazione al centro dell'incontro"

"Ringrazio il ministro Lollobrigida per aver posto l’innovazione in agricoltura e, di conseguenza, la ricerca del Crea al centro dell’incontro bilaterale Italia-India. La collaborazione tra i nostri Paesi rappresenta, infatti, non solo un’opportunità scientifica ed economica, ma anche un contributo concreto alla costruzione di sistemi alimentari più sostenibili, inclusivi e resilienti”. Così Maria Chiara Zaganelli, direttore generale del Crea, all’indomani della firma del memorandum d'Intesa sulla cooperazione agricola con l'India. 

“Come Crea – conclude Zaganelli - confermiamo la piena disponibilità a contribuire a questo percorso, mettendo a sistema le nostre competenze e rafforzando il dialogo con i partner istituzionali e industriali. Intendiamo essere un hub di conoscenza e innovazione, in cui il mondo produttivo viene supportato, attraverso la condivisione di tecnologie e soluzioni efficaci e l’avvio di iniziative congiunte, come progetti e scambi di esperienze e buone pratiche”. Insieme all'omologa istituzione indiana, l’Indian Council of Agricultural Research (Icar), l’ente si impegnerà in programmi di ricerca applicata e promuoverà occasioni di joint venture tra imprese agricole indiane e italiane. 

Le aree di collaborazione prioritarie individuate sono pienamente coerenti con le principali sfide globali e sono strategiche per il futuro dell’agricoltura: dalla protezione delle piante e della biodiversità allo sviluppo e all’applicazione delle nuove tecnologie, dall’agricoltura di precisione all’economia circolare, fino al miglioramento genetico animale, senza dimenticare l’agricoltura biologica e rigenerativa, con particolare attenzione alla salute del suolo. A tali temi si affianca la valorizzazione delle indicazioni geografiche e dei relativi sistemi di tutela.


Fonte: Ministero Agricoltura, Crea

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