Con il bel tempo aumenta l'offerta dei lamponi e rispetto a due settimane fa i prezzi sono scesi dai 27/30 ai circa 22/25 euro di questi giorni. I mirtilli registrano la presenza italiana come anche le more e prezzi stabili mentre il ribes è prodotto di origine cilena con quotazioni sui e oltre i 25 euro il chilo. Un dato importante riguarda le fragole che vista l'offerta abbondante hanno registrato un calo importante. Su cui incide anche la presenza del prodotto spagnolo a prezzi irrisori: anche a solo 1,5 euro il chilo.
La discesa dei prezzi dei lamponi
Se nella nostra ultima rilevazione in alcune piazze il prodotto raggiungeva i 30 euro il chilo, oggi i listini mostrano un ridimensionamento evidente: nessun mercato supera più i 25 euro e, nella maggior parte dei casi, i lamponi di origine Italia, Marocco e Portogallo si attestano tra 20 e 22 euro. Una dinamica che segnala un mercato meno teso rispetto alle settimane precedenti, con una disponibilità più regolare che contribuisce a stabilizzare le quotazioni.
A Verona il prodotto italiano in vaschetta di prima categoria si muove fra 18 e 20 euro il chilo, con una media attorno ai 19. Torino mostra valori più alti: qui i lamponi italiani oscillano tra 20 e 22 euro, mentre il Portogallo resta più competitivo, fra 18 e 20 euro, mantenendo un differenziale che premia l’origine nazionale. Bologna rimane la piazza più cosstosa con il prodotto italiano che tocca i 25 euro e le origini Marocco e Portogallo che seguono a 24 euro.
A Padova i lamponi italiani restano sui 20 euro il chilo, mentre le importazioni risultano più costose, con il Marocco a 25 euro e il Portogallo a 23. A Roma il mercato appare più equilibrato, con il Portogallo che si colloca tra 22 e 23 euro.
Mirtilli, presenza italiana
Le diverse origini presenti sulle piazze italiane – Italia, Marocco e Perù – si muovono in un intervallo relativamente stabile, compreso tra 15 e 20 euro il chilo, con variazioni legate più alla disponibilità locale che a reali tensioni di mercato.
A Verona il prodotto italiano in vaschetta di prima categoria si conferma su livelli più bassi rispetto ad altre piazze, con valori tra 15 e 15,5 euro il chilo. A Bologna i mirtilli italiani raggiungono i 20 euro e il Marocco si ferma a 18. A Padova l’Italia sale a 17,5 euro il chilo, mentre il Marocco si colloca sui 20. Roma presenta valori più contenuti, con il Marocco a 17 euro il chilo e il Perù che arriva a 20. A Bergamo il Perù scende a 16 mentre a Firenze il Marocco si stabilizza sui 18. Nel complesso emerge un mercato equilibrato, con un intervallo di prezzo che tende a concentrarsi tra 17 e 20 euro il chilo.
More tra Messico e Italia
Il mercato delle more si presenta con quotazioni che si muovono in un intervallo piuttosto omogeneo tra le diverse piazze italiane. L’origine Italia mantiene valori regolari attorno ai 20 euro mentre il prodotto dal Messico mostra oscillazioni più ampie, con punte che arrivano fino a 23 euro il chilo. A Verona il prodotto italiano in vaschetta di prima categoria si colloca attorno ai 20 euro. Bologna conferma lo stesso livello, con l’Italia che si mantiene sui 20 euro e il Messico che segue da vicino. A Padova l’origine italiana resta sui 20 euro mentre il Messico sale a 21.
Roma mostra valori più alti per il prodotto messicano, che raggiunge i 23 euro mentre Firenze si mantiene più bassa, con le more a 19 euro. A Rimini il Messico si attesta sui 22 euro mentre Torino presenta una delle fasce più contenute a 19 euro.
Ribes: il Cile domina i mercati, quotazioni sopra i 25 euro
Il ribes continua a muoversi su livelli sostenuti in tutti i principali mercati italiani, con un protagonista: il prodotto cileno. A Bologna il riferimento stabile resta sui 25 euro. Padova si mantiene appena sotto, intorno ai 24, mentre Roma segna uno dei valori più alti della settimana con scambi a 26 euro. Firenze si allinea al livello bolognese, confermando i 25 euro come prezzo di equilibrio per il prodotto cileno. Torino resta su valori simili, con trattative intorno ai 24 euro. A Bergamo il ribes si colloca su livelli più bassi, intorno ai 18 euro.
Piena campagna per le fragole, prezzi in discesa
La campagna entra nel vivo e il mercato di Verona lo mostra con grande chiarezza: le fragole sono oggi uno dei segmenti più dinamici, con disponibilità ampia, arrivi regolari e un conseguente ridimensionamento delle quotazioni. La pressione dell’offerta si traduce in un abbassamento generalizzato dei prezzi, che in diversi casi scendono fino ai 2 euro il chilo, mentre i valori più alti non superano la soglia dei 4 euro.
Il quadro è molto variegato, ma la tendenza è univoca. Debuttano le fragole venete che si muovono tra 1,9 e 2,1 euro, un riferimento che fotografa bene la fase di abbondanza. Anche la Sabrosa italiana si colloca sugli stessi livelli, con scambi intorno ai 2 euro. Le fragole della Basilicata di prima categoria oscillano tra 2 e 2,4 euro, mentre le selezioni più curate mantengono un leggero premio ma restano comunque su valori contenuti, tra 2,9 e 3,1 euro.
Le fragole spagnole anche abbondantemente sotto i 2 euro
La fascia alta del mercato è presidiata quasi esclusivamente dal prodotto extra con prodotto lucano che si attesta intorno ai 4 euro. La discesa dei premi si conferma anche negli altri mercati italiani dove è difficile il superamento dei 4 euro a parte il prodotto di fascia altissima. C’è anche prodotto spagnolo ma con quotazioni veramente basse anche sotto i 2 euro. Nel mercato laziale è presente l’origine locale con la varietà Favette sui 3 euro il chilo.