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08 aprile 2026

Hormuz, contrordine: Stretto riaperto

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Colpo di scena: è stato riaperto lo Stretto di Hormuz. Dopo giorni di tensione estrema e minacce incrociate, è arrivato l'annuncio della tregua di due settimane tra Stati Uniti e Iran. Il che ha prodotto il primo effetto concreto: il ritorno, seppur timido, del traffico marittimo lungo una delle arterie commerciali più strategiche del mondo.

Le prime due navi hanno già attraversato il passaggio: un segnale operativo che conferma l’intesa voluta da Donald Trump e accettata da Teheran, con una condizione chiara: la riapertura “completa, immediata e sicura” dello Stretto.

Una tregua che nasce fragile

La notizia arriva però in un contesto che cambia di ora in ora. Solo ieri lo scenario era quello di una crisi in aggravamento, tra dichiarazioni pesanti e minacce dirette. Poi il repentino cambio di rotta: che ha reso Hormuz, almeno formalmente, navigabile.

Ma le parole chiave restano comunque due: incertezza e fragilità.

Le parti in causa sono infatti ancora molto volubili. Da un lato, gli Stati Uniti rivendicano il risultato con Trump che parla apertamente di “vittoria totale. Lo stesso presidente degli Usa, però, ha anche avvertito che, in caso di accordo non soddisfacente, si tornerà rapidamente al conflitto. 

Dall’altro lato, l’Iran non sembra intenzionato a rinunciare al controllo dello Stretto: i Pasdaran hanno già chiarito che il passaggio delle navi sarà comunque subordinato a un’autorizzazione.

Una riapertura, quindi, che resta condizionata.

La pressione internazionale

Nel frattempo, anche gli altri attori dello scenario politico provano a consolidare la tregua. L’Unione europea, per esempio, ha ribadito un principio fondamentale: lo Stretto di Hormuz è un bene pubblico globale e deve restare aperto, in linea con il diritto internazionale.

Sul piano operativo, l'Europa resta in prima linea, con il presidente della Francia Emmanuel Macron che ha annunciato il coinvolgimento di circa 15 Paesi in una missione a guida francese per garantire la sicurezza della navigazione e facilitare la ripresa del traffico. In altri termini ,stanno andando in scene prove tecniche di normalità. 

Un equilibrio che cambia ogni giorno

Ma in questa crisi, ogni giorno lo scenario può cambiare. Le posizioni dei protagonisti cambiano rapidamente, le dichiarazioni si rincorrono e spesso si contraddicono. Anche all’interno dello stesso fronte occidentale emergono valutazioni prudenti sulla tenuta dell’accordo.

Lo stesso messaggio che arriva da Teheran (“il dito resta sul grilletto”, ndr) sintetizza bene il clima: la tregua esiste, la fiducia no.

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