Di recente myfruit.it ha visitato il mercato di Milano. I padiglioni già terminati rispetto a quelli vecchi, ancora attivi, rappresentano ambienti più luminosi, ampi e sicuri. Una evidenza che si tocca con mano. Un progresso necessario e che rende di alto livello internazionale il mercato.
Sta quindi prendendo forma Foody 2025, il grande progetto di trasformazione del mercato alimentare di Milano che Sogemi ha ripercorso oggi presentando il budget 2026 e il piano pluriennale. Dopo sei anni di lavori, il percorso si avvia alla conclusione con un ritardo di soli sei mesi rispetto al cronoprogramma.
Il presidente Ferrero presenta il budget 2026
“Oggi il Mercato Alimentare è un moderno city hub dell’alimentazione, dotato di infrastrutture e servizi integrati e in grado di competere con i principali poli europei della distribuzione all’ingrosso”, ha dichiarato il presidente Cesare Ferrero. Parallelamente, con i mercati di quartiere, Sogemi punta a rafforzare il commercio di prossimità mantenendo saldi i principi di sicurezza alimentare, operativa e legalità.
Investimento da 700 milioni
Foody è il risultato della collaborazione tra Sogemi e Comune di Milano e di un investimento complessivo di 700 milioni di euro, tra fondi pubblici e privati. La rigenerazione del comprensorio di via Lombroso ha comportato la demolizione di 130mila metri quadrati di edifici e la realizzazione di 175mila metri quadrati di nuove strutture, tra cui il Padiglione Ortofrutta 1, già completato, e il Padiglione 2, operativo nella sua parte sud. A questo si aggiunge la ristrutturazione di Palazzo Affari, oggi cuore gestionale del mercato, con 11 piani di uffici e un Business Center di 2.500 metri quadrati.
Al via la nuova logistica
La trasformazione ha riguardato anche i processi. A febbraio Sogemi ha introdotto un nuovo regolamento della logistica, frutto di due anni di lavoro, e un sistema informativo che digitalizza l’intera filiera della movimentazione. Il modello assicura la tracciabilità delle merci, delle attività dei 350 addetti e delle transazioni commerciali, rafforzando sicurezza e trasparenza. Una trasformazione che non ha accontentato tutti, la gran parte delle aziende più piccole ha espresso contrarietà, quelle più strutturate hanno un atteggiamento favorevole.
Questo approccio verrà esteso ai 15 mercati di quartiere affidati a Sogemi, concepiti come luoghi di aggregazione dove vendita al dettaglio, somministrazione e attività culturali si integrano. Il primo, Rombon, è stato inaugurato nell’ottobre 2025; tutti saranno operativi entro l’estate 2027.
I risultati raggiunti consentono di confermare la sostenibilità economica del progetto. I ricavi cresceranno dai 19,2 milioni previsti per il 2025 a oltre 36 milioni nel 2030, mentre l’utile netto passerà da 1,7 milioni nel 2026 a circa 8 milioni nel 2030, accompagnato da un progressivo rafforzamento patrimoniale. Un percorso che consolida Foody come infrastruttura strategica per la filiera agroalimentare milanese e nazionale.

Anche se, come si legge nei dati sopra e presenti nel report di Sogemi è molto alta la distanza con altri mercati europei con spazi più ampi, più imprese e un giro d'affari maggiore. Ma è una peculiarità italiana dove accanto alle metropoli si collocano altre città, in Lombardia ci sono diversi mercati con una buona operatività, con economie sviluppate. Insomma in Italia bisogna fare i conti con le specificità locali. E il presidente Ferraro sul tema ha poi specificato un elemento importante: "la differenza è data dal fatto che loro hanno investito mentre Sogemi ha di fatto dovuto riqualificare". Un fatto confermato fisicamente dall'importante opera di demolizione.