La scarsità di prodotto anche a causa degli effetti del maltempo fanno restare sostenuti i prezzi dell’ortofrutta al mercato di Vittoria, in provincia di Ragusa. A raccontarlo è Toni Margiotta, rappresentante dei grossisti, che descrive una fase delicata per l’intero comparto. “Siamo in un momento di poca produzione”, spiega a myfruit.it.
“Probabilmente per via dell'effetto del maltempo: dal ciclone Harry alle perturbazioni che sono arrivate dopo. La produzione è bassa e i prezzi sono sostenuti”. Anche le arance scontano i problemi degli eventi meteo estremi e c'è già presenza di prodotto egiziano. Abbiamo visitato il mercato di Bergamo dove c'è una grande richiesta di fragole italiane del nostro Sud e si iniziano a vedere prodotti primaverili come meloni e angurie, bene l'esotico e buona offerta di asparagi e carciofi.
Pomodori: aumenti su tutte le tipologie, alle stelle il datterino dai 3,50 ai 5 euro
Il presidente Margiotta conferma una crescita costante dei prezzi del pomodoro. “Il Ciliegino, rispetto all’ultima rilevazione è passato da 1/1,50 e oggi si attesta su 2,20”. Lo stesso valore riguarda il Piccadilly, mentre il Grappolo è suoi 2 euro il chilo.
"Il datterino rosso è invece schizzato a 3,50 euro il chilo, mentre la versione gialla o arancione, prodotto di nicchia molto richiesto dalla ristorazione, raggiunge i 5 euro. È un prodotto che ha un suo prezzo e viene sempre comprato”, osserva Margiotta. “Ma è molto legato ai quantitativi: basta che entri una pedana in più e il prezzo può scendere anche di cinquanta, settanta, ottanta centesimi in un solo giorno”.
Zucchine a 1,30 euro, peperoni sopra i 2 euro
Anche le zucchine mostrano un andamento altalenante. “Qualche mese fa erano arrivate a 3 euro, poi sono tornate a settanta-ottanta centesimi. Oggi siamo su 1,20 euro il chilo”. I cetrioli seguono un percorso simile e si attestano su 1,30 euro il chilo".
Per i peperoni la situazione è più stabile. “Il peperone rosso è su 2,50 euro il chilo. Il giallo è un po’ più basso, tra 1,80 e 2 euro”. Si è scesi rispetto ai 3 euiro di qualche tempo fa.
Melanzane? Viola stabili, tonde più volatili
La melanzana viola sta vivendo una buona campagna. “Oggi è sui 2,40 euro il chilo, non ha registrato la flessione della melanzana tonda”, spiega il presidente dei grossisti di Vittoria. ”Quest’ultima, infatti, era arrivata a valori molto elevati, poi era scesa intorno a 1 euro e ora è risalita a 1,80. È un prodotto molto legato anche alla Spagna, che produce melanzana tonda e non viola. Questo dato incide sui prezzi”.
Visita a Bergamo: promozione fragole Rosetta
Nel mercato della città lombarda c'è un forte interesse alle fragole di qualità. Una promozione dedicata alla Rossetta ha visto una forte partecipazione dei fruttivendoli e degli altri operatori locali che apprezzano questa fragola che sta riscuotendo un buon successo di mercato, come testimonia Federico Fapanni nello stand di OrtoBergamo.
Evento per la Rossetta
Una piazza molto aperta al consumo di prodotti esotici come la Granadilla. "Simile al passion fruit è molto dolce, oggi abbiamo venduto anche come molto mango. Sono referenze prima sconosciute che oggi si vendono bene anche più di alcuni prodotti italiani".

"Anche le clementine Orri da Israele pur con prezzi sostenuti hanno un buon mercato". Ormai ben più esteso della campagna italiana. "Come l'uva che ormai c'è 12 mesi l'anno oggi abbiamo prodotto dal Sudafrica e dal Perù". Buona l'offerta di diverse qualità di carciofi - dai sardi ai liguri - e di asparagi.
Arance siciliane ma si vede il prodotto egiziano
Passiamo al mercato di Torino, con i prezzi del mercuriale del Caat. Le Navelina italiane alla rinfusa con foglie, nei calibri più piccoli, oscillano tra 1 euro e 1,10 euro il chilo, mentre il calibro leggermente più grande (6) si colloca tra 1,10 e 1,30 euro.
Il mercato delle Tarocco siciliane risente delle problematiche legate al clima. Le Tarocco con il calibro minore (9) a più strati si muovono tra 1,20 e 1,30 euro il chilo, mentre il calibro 8 sale a una fascia compresa tra 1,40 e 1,50 euro. Ancora più sostenuti i prezzi per il calibro 6, che raggiunge valori tra 1,60 e 1,80 euro. Il segmento più alto è rappresentato dalle Tarocco monostrato calibro 4 che toccano una quotazione compresa tra 2 euro e 2,20 euro il chilo.
Sul fronte estero, le Valencia Late egiziane, confezionate a più strati, mantengono un posizionamento più competitivo, con prezzi compresi tra 1 e 1,10 euro il chilo.
Clementine: il campo è estero, Orri anche sopra i 2,50 euro
Le Nadorcott spagnole, confezionate a più strati si muovono in una fascia compresa tra 1,60 e 1,80 euro il chilo. Decisamente più alte le quotazioni delle Orri, una delle varietà più apprezzate per gusto e conservabilità. Le Orri israeliane nel calibro 58–63 oscillano tra 2,30 e 2,50 euro il chilo, mentre lo stesso calibro proveniente dalla Spagna si colloca tra 1,90 e 2,10 euro il chilo. Il differenziale di prezzo riflette la percezione qualitativa del prodotto israeliano, tradizionalmente più ricercato. Dato che si osserva bene nel calibro superiore dove si raggiungono valori compresi tra 2,50 e 2,70 euro il chilo, mentre le Orri spagnole dello stesso calibro si attestano tra 2,20 e 2,30 euro.
Limoni: derby Spagna - Sicilia
I Primo Fiore siciliani, confezionati a più strati si collocano in una fascia compresa tra 1,30 e 1,50 euro il chilo. Poca differenza sul prezzo con i limoni spagnoli con valori leggermente superiori, tra 1,40 e 1,60 euro il chilo. Il segmento di fascia alta è rappresentato dallo Sfusato della Costa d’Amalfi Igp, confezionato in monostrato con foglie e nel calibro 63–68. Le quotazioni oscillano tra 2,40 e 2,60 euro il chilo.
Uva da Perù e Sudafrica tra 3 e 5 euro
Al Caat di Torino, l’uva bianca senza semi di origine peruviana, confezionata in monostrato, si colloca in una fascia compresa tra 4,30 e 4,50 euro il chilo. Più accessibile, pur restando su valori elevati, la Red Globe peruviana in confezione da 4,5 chili, che oscilla tra 2,90 e 3,10 euro il chilo.
Il mercato di Verona conferma un quadro simile. L’uva nera seedless proveniente dal Sudafrica si muove tra 3,40 e 3,70 euro il chilo, con un prezzo medio di 3,50 euro. La Red Globe peruviana, confezionata in cartoni da 8,2 chili, si attesta tra 2,80 e 3 euro, in linea con le quotazioni torinesi. Più alta la fascia di prezzo dell’uva rosata seedless, sempre di origine peruviana, che oscilla tra 3,40 e 3,80 euro il chilo.
Il confronto tra i due mercati evidenzia una sostanziale omogeneità nelle quotazioni, segno di un equilibrio tra domanda e offerta su scala nazionale. Le varietà senza semi continuano a rappresentare il segmento più richiesto e remunerativo, mentre la Red Globe mantiene un ruolo intermedio, sostenuta dalla buona conservabilità.
Le quotazioni dei carciofi da 0,40 a oltre 1 euro
I carciofi con spine, nel calibro 7,5–9 centimetri e confezionati a più strati, si collocano in una fascia compresa tra 80 centesimi e 1 euro il pezzo. Il Romanesco mostra un andamento più articolato. Il calibro maggiore, 11–13 centimetri, si muove tra 90 centesimi e 1 euro il pezzo, mentre il calibro 9–11 centimetri di seconda categoria scende a valori compresi tra 60 e 70 centesimi il pezzo. Il segmento dei violetti senza spine presenta una maggiore variabilità. Il prodotto italiano di prima categoria, nel calibro 7,5–9 centimetri, oscilla tra 50 e 60 centesimi il pezzo, mentre la stessa tipologia proveniente dalla Tunisia si colloca leggermente più in alto, tra 60 e 65 centesimi il pezzo. La seconda categoria italiana, invece, scende a valori compresi tra 40 e 50 centesimi il pezzo.
Asparagi fino a 8 euro il chilo
Gli asparagi verdi campani nel calibro 12–16, confezionati in mazzi, si collocano in una fascia compresa tra 5 e 5,50 euro il chilo. La stessa tipologia proveniente dal resto d’Italia mostra valori più elevati, tra 6 e 6,50 euro il chilo. Il quadro si ripete per il calibro 16–20. Gli asparagi campani oscillano tra 5,50 e 6 euro il chilo, mentre il prodotto italiano raggiunge una fascia compresa tra 7 e 8 euro il chilo.
I prezzi delle cipolle
Le cipolle piatte bianche italiane, fresche e confezionate in monostrato, si collocano in una fascia compresa tra 2,80 e 3 euro il chilo. Le rosse di Tropea calabresi, anch’esse in monostrato, oscillano tra 1,80 e 2 euro il chilo.
Le tonde bianche italiane, nel calibro 60–80 e vendute alla rinfusa in casse, si muovono tra 80 centesimi e 1 euro il chilo. Le tonde dorate, sempre italiane e nello stesso calibro, presentano valori leggermente inferiori, tra 70 e 80 centesimi il chilo, sia nella versione in casse sia in sacchi. Le tonde rosse italiane, sempre nel calibro 60–80 e vendute alla rinfusa in casse, mostrano un posizionamento leggermente più alto, tra 90 centesimi e 1,10 euro il chilo, sostenute da una domanda costante e da una buona resa commerciale.
I cipollotti bianchi italiani, confezionati in mazzi, rappresentano la fascia più alta del comparto, con quotazioni comprese tra 2 e 2,20 euro il mazzo.
Le patate tedesche sempre sui 20 cent il chilo
Le patate bianche italiane, nel calibro 40–80 e vendute alla rinfusa in casse, si collocano in una fascia compresa tra 0,80 e 0,85 euro il chilo. È una referenza stabile, sostenuta da una domanda costante e da una buona disponibilità.
Le patate gialle italiane, sempre nel calibro 40–80 e alla rinfusa in casse, oscillano tra 0,65 e 0,70 euro il chilo. La stessa tipologia venduta in sacchi presenta valori leggermente inferiori, tra 0,60 e 0,65 euro il chilo, riflettendo un diverso posizionamento commerciale.
Il prodotto d’importazione mostra una maggiore variabilità. Le patate gialle tedesche, vendute in sacchi, si collocano tra 0,25 e 0,35 euro il chilo, rappresentando la fascia più economica del mercato. Le patate gialle olandesi, sempre in sacchi, si attestano tra 0,45 e 0,50 euro il chilo, mentre le patate novelle egiziane, anch’esse in sacchi, raggiungono valori compresi tra 0,65 e 0,75 euro il chilo, sostenute dalla stagionalità e dalla freschezza del prodotto.
Le patate rosse italiane, nel calibro 40–80 e vendute alla rinfusa in casse, si muovono tra 0,60 e 0,70 euro il chilo. La versione francese, confezionata in sacchi, presenta valori leggermente inferiori, tra 0,50 e 0,60 euro il chilo, mantenendo comunque una buona competitività.