In pochi giorni crolla il prezzo dei pomodori: dai circa 4 euro di Ciliegino e Datterino si è scesi a poco più di 2 nel mercato primario di Vittoria. Cala tanto ma resiste il Grappolo che sfiora i 2 euro. Cambia il clima, varia il meteo. riprendono le produzioni e qualche prodotto vede scendere le quotazioni a pochi centesimi: solo 40 per la melanzana.
Più che il caro carburante, che incide e non poco nei mercati secondari di destinazione, sono gli eventi climatici a determinare l'economia dell'ortofrutta. Che in questi giorni inizia il vero cambio di stagione con le prime ciliegie, italiane e spagnole, che sfiorano i 20 euro. Già al ribasso le albicocche, partite a 8 euro ora quotano tra i 4 i 5. Ma è tempo anche di nespole spagnole, sui 4 euro, e pesche iberiche sui 5 euro. Continuano a vendersi gli asparagi, in Emilia Romagna stanno per iniziare gli eventi legati all'asparago di Altedo Igp.
A Vittoria i pomodori intorno e sotto i 2 euro, melanzana a 40 cent
Al mercato ortofrutticolo di Vittoria la situazione è cambiata con rapidità. Dopo settimane di quotazioni elevate, il grappolo con prezzi mai visti, i valori sono crollati nel giro di dieci giorni. Toni Margiotta, presidente dei concessionari, lo esprime con chiarezza: “Quando sostenevamo che i valori anomali non fossero legati alla crisi energetica, avevamo ragione. La prova è arrivata non appena il clima è tornato quello tipico della Sicilia. Il sole ha accelerato la maturazione, i quantitativi sono aumentati e l’offerta è esplosa, mentre l’avvio della nuova campagna ha messo in difficoltà la merce più datata, che perde attrattiva anche per via dei pochi centesimi di differenza con la nuova produzione”.
Margiotta ricorda che solo pochi giorni fa i giornalisti di Repubblica hanno visitato a Vittoria per indagare i prezzi alti alla guerra in Medio Oriente, al petrolio e alle tensioni internazionali. Un dato chiaramente presente a livello nazionale. “Ma qui - spiega l'imprenditore - la dinamica è completamente diversa: il mercato è alla produzione, la merce arriva direttamente dalle campagne e risente molto meno delle oscillazioni globali come accade nei mercati di destinazione”.
Oggi alcuni articoli “sono venduti al di sotto della soglia dei costi di produzione. Le melanzane ad esempio sono crollate a 40 centesimi. I pomodori Ciliegino, che poche settimane fa superavano i 4 euro, oggi valgono 2 euro il chilo; i pomodori Datterino sono scesi a 2,30 euro dopo aver toccato valori doppi; la varietà Piccadilly si attesta su 1,40 euro; i pomodori a grappolo tengono meglio, intorno a 1,70 euro. Le zucchine, dopo un crollo totale, sono risalite appena a 0,50 euro, mentre i cetrioli si muovono intorno ai 0,70 euro. I peperoni, sia rossi sia gialli, oscillano di pochi centesimi, quotano attorno a 1,50 euro il chilo.
I meloni siciliani a 2,60 euro, mini anguria a 2 euro
Sono arrivati anche i primi meloni retati, venduti a 2,60 euro il chilo, e qualche mini-anguria intorno ai 2 euro. Si tratta di "quantitativi troppo ridotti per rappresentare un riferimento stabile”. Il clima ha inciso in modo decisivo. “Fino a poco tempo fa sembrava pieno inverno; poi le temperature sono salite di 10–12 gradi, cambiando completamente il ritmo delle produzioni. Questo scarto improvviso ha accelerato la maturazione e aumentato l’offerta, generando un effetto domino su tutte le quotazioni”. Questa l'analisi del presidente dei concessionari.
A Bergamo le albicocche spagnole e italiane: dai 4 i 5 euro
Al mercato di Bergamo l’arrivo dei primi prodotti primaverili ed estivi sta cambiando il ritmo delle vendite dopo l' inverno. Federico Fapanni responsabile delle vendite di Ortobergamo racconta che "le novità sono tutte nei frutti nuovi: albicocche, pesche, nettarine, ciliegie, nespole”. Iniziamo dalle albicocche anche se la disponibilità italiana è ancora minima. "Di italiano c’è qualcosina, ma poco, pochissimo", spiega Fapanni. "Le prime varietà italiane, come Ninfa e Mogador, sono precoci”. Con tutti i limiti dei primi arrivi. “Dalla Spagna invece arrivano varietà più apprezzate dal consumatore, come Colorado, Maya Cot e Ceba Red".
Le quotazioni: si muovono tra 4 e 5 euro il chilo. La domanda è prudente, ma c'è richiesta: “I clienti prendono pochi colli per il momento, aspettano che la stagione entri nel vivo".
Le ciliegie sfiorano i 20 euro
Tra le novità più attese ci sono anche le ciliegie, che iniziano a comparire sui banchi con una forbice di prezzi molto ampia. "Dalla Spagna arrivano le Royal Tioga", spiega Fapanni, "il calibro 24+ lo vendiamo a 13,50 euro il chilo, mentre il 28+ arriva a 18 euro". Il calibro conta quando si parla di ciliegie.

Le prime italiane, ancora in quantità ridotte, partono già alte: "Il calibro 24+ dell’Italia è a 18 euro il chilo". Ci sono poi altre ciliegie spagnole, di calibro 26+, che si collocano intorno ai 15 euro il chilo. "È l’inizio della stagione, i prezzi sono quelli che sono. Poi scenderanno, come sempre". Tutto nella norma.
Nespole spagnole sui 4/5 euro
Molto diversa la situazione delle nespole, che dalla Spagna arrivano in piena stagione. "Adesso sono dolcissime, è il top", dice Fapanni. I prezzi oscillano tra 4 e 5 euro il chilo. La marca Ruchey, molto conosciuta, si distingue per la selezione e la cura nella lavorazione: "È una delle più vendute perché ben lavorata e il prodotto è eccellente. E non costa nemmeno tanto di più delle altre marche". Siamo sui 4,5 euro il chilo.
Meloni: forbice da 2,80 a 4 euro
Sul fronte dei meloni, la campagna caraibica è finita, c’è il prodotto dal Marocco e il mercato è sostenuto soprattutto dalla Sicilia. “Le varietà più richieste sono quelle a polpa rossa, come il Red Falcon. I prezzi variano da 2,80 a 4 euro il chilo, a seconda della varietà e del calibro. Il meteo resta un’incognita: basta un temporale in Sicilia per incidere sulla raccolta”. E di conseguenza sul prezzo.
Asparagi: più origini con prezzi dai 4 ai 5 euro
Tra i prodotti più dinamici ci sono anche gli asparagi, con arrivi da Puglia, Sardegna, Altedo e Maremma. "Il Sud va dai 3 ai 4 euro il chilo, ma col caldo devi stare attentissimo alla shelf life, poi quelli di Altedo in Emilia e i toscani della Maremma invece resistono di più e presentano quotazioni più alte".
Esplosione di fragole, a Basilicata e Campania si somma il prodotto romagnolo e trentino. Prezzi giù: dai 2 ai 3 euro
Il capitolo più complesso di questi giorni riguarda le fragole.. "La Basilicata manda prodotto maturo. Nel frattempo arrivano le fragole dell’Emilia-Romagna, di Verona e i primi lotti del Trentino.

I prezzi sono scesi in modo significativo: "Con 2,50/3 euro il chilo si trova una fragola buona”. Quelle spagnole a 1,50? “Non le tratto vista l’ampia offerta italiana".

Il caldo penalizza tutti: "La fragola è fragile. Il prodotto extra dalla Basilicata possono sfiorare i 4 euro, quelle del Trentino superano i quattro euro. E c’è anche il prodotto campano". Tante origini in competizione.