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03 marzo 2026

Dai mercati: ok clementine estere, su insalate e cavoli

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Febbraio come da abitudine a passo lento nei mercati ortofrutticoli. Un mese di passaggio verso la primavera, anche se il meteo sta anticipando i tempi, dove si sconta la minore tenuta delle arance, dopo gli eventi delle settimane scorse, e prezzi in calo ma sempre sostenuti di alcuni ortaggi. E se scendono le zucchine, sono al rialzo le crucifere. E' tempo di fragole ma pure di asparagi che presentano una larga forbice sul prezzo. Si vendono le clementine estere che pur superando abbondantemente i 2 euro il chilo hanno trovato una platea di consumatori interessati. Sempre bene le vendite di banane e mele che devono il successo, oltre che alle proprietà dei frutti, alla buona organizzazione delle aziende. 

"Ben strutturate" come sottolinea a myfruit.it Luca Zanon, imprenditore e presidente Fedagro Vicenza dal mercato ortofrutticolo della città veneta.

Zanon: "Calo dei prezzi è fisiologico a febraio"

“L’andamento dei prezzi in questo periodo è caratterizzato da un calo generalizzato, una dinamica che considera del tutto fisiologica”. Parole di Luca Zanon che sottolinea: "Con l’arrivo di temperature più miti e una situazione climatica stabilizzata nelle aree di produzione, l’offerta aumenta e i prezzi scendono”. 

“Febbraio, spiega l’imprenditore, è tradizionalmente il mese più debole: i consumi calano, non arrivano nuovi prodotti e i clienti sono stanchi della stessa offerta. Quest’anno i prezzi sono rimasti sostenuti più a lungo del solito, ma nelle ultime settimane si è osservato un appiattimento”. Questa la cronaca ma Zanon disegna anche un’analisi di scenario con la registrazione di un cambiamento strutturale: “In passato si registravano picchi molto alti, come zucchine vendute a 8 euro il chilo; oggi, invece, il mercato non accetta più certe soglie e i prezzi si stabilizzano prima”.

Peperoni sempre a 3 euro 

Per quanto riguarda i peperoni, i valori restano relativamente alti, ma si tratta di una condizione normale per il periodo invernale. “Attualmente la merce estera di prima qualità si colloca attorno ai 3 euro il chilo, mentre il prodotto italiano di fascia alta può raggiungere quotazioni superiori, pur rappresentando volumi marginali”.

Zucchine da da 1,50 a 2,50 euro, melanzane fino a  2,50 euro

“Le zucchine senza fiore oscillano tra 1,50 e 2,50 euro il chilo, a seconda del calibro. Le zucchine 14–21 in bauletto si collocano tra 1,50 e 1,70 euro, mentre le piccole da padella tra 2,30 e 2,50 euro. Le melanzane, dopo un periodo di rialzo, sono scese e si attestano intorno ai 2,30–2,50 euro per il prodotto italiano”.

Prezzi alti per le crucifere, cavoli  in controtendenza  

Le crucifere mostrano invece un andamento opposto: cavolfiori e broccoletti mantengono prezzi sostenuti, tra 1,80 e 2 euro il  chilo per i primi e tra 1,50 e 2 euro per i secondi. Quest’anno, osserva Zanon, il prodotto italiano è stato sufficiente e si è fatto poco ricorso all’estero.

Per le insalate, in particolare Iceberg e prodotti a foglia, le quotazioni restano stabili tra 1,50 e 2 euro. La maggior parte della merce arriva dalla Spagna, che secondo Zanon “gestisce la programmazione in modo più razionale rispetto all’Italia”. 

Arance: andamento a fasi alterne a causa del meteo

Il capitolo agrumi è più complesso. “La stagione del prodotto nazionale è stata deludente. Nella prima parte, fino a Natale, mancava merce di buona qualità a causa del caldo che ritarda ogni anno la maturazione. Nella seconda parte è arrivato prodotto migliore, soprattutto per varietà come Tarocco Ippolito, Lempso  e Gallo, ma il maltempo ha compromesso una quota significativa della produzione. Molti agrumi sono stati raccolti in fretta e messi in cella, e oggi circola merce che ha già diverse settimane, con problemi di tenuta”.

Si vendono bene le clementine estere, oltre 2 euro  

Le clementine italiane hanno avuto una stagione mediocre ma non negativa. “I produttori hanno anticipato raccolta e commercializzazione, e  il prodotto nazionale è terminato in anticipo. Le quotazioni sono rimaste buone, senza crolli. Il problema, spiega Zanon, è che i consumatori mangiano sempre più clementine fuori stagione perché sono comode, ma in quel periodo il prodotto italiano non c’è. Il mercato viene quindi coperto da Israele, che invia merce di qualità elevata, ben lavorata e venduta senza difficoltà sopra i 2,50–3 euro il chilo, livelli che i produttori italiani non riescono a raggiungere".

Luca Zanon

Secondo Luca Zanon, il mercato delle clementine e degli agrumi italiani soffre soprattutto per un problema di organizzazione e di programmazione. “La domanda ci sarebbe, e ci sarebbe anche la disponibilità a pagare un prodotto nazionale di qualità per diversi mesi all’anno, ma per competere con Paesi come Israele serve un livello di aggregazione e di professionalità che oggi manca. Non puoi piantare due campi di clementine e pretendere di fare programmazione. Servirebbe un lavoro coordinato tra produttori e distribuzione, e una lavorazione del prodotto all’altezza di quella israeliana”.

Asparago bianco: dai 6 ai 15 euro, prima si è lavorato bene con il peruviano. Presente anche il greco

A Vicenza il mercato è trainato soprattutto dall’asparago bianco, mentre il verde ha volumi molto ridotti. Le quotazioni sono estremamente variabili, dai 6 ai 15 euro il chilo, ma i volumi sono ancora bassi. La forbice dipende dal calibro e dalla qualità: “Un asparago sfiorito e piccolo può valere meno di 5 euro, mentre uno di prima scelta, ben lavorato e a punta chiusa, può arrivare a 14–15 euro”. Finora si è lavorato bene con il prodotto peruviano, come ogni anno, ma ora si sta passando al prodotto nazionale. “Non la vedo bene nemmeno sugli asparagi. Il mondo va avanti e noi restiamo fermi. C’è già merce greca in giro, quando di solito arriva a fine stagione”.

I carciofi "hanno avuto una stagione mediocre, con volumi ridotti e problemi soprattutto sul prodotto medio-tardivo. Le quotazioni attuali sono intorno agli 80 cent per le “mamme” e 50  per i carciofi standard. Il prodotto ora è anche bello, ma il grosso della stagione è passato. “Sono partiti con quotazioni esagerate, sopra l’euro. Adesso dalla Puglia li mandano anche a 20 cent”.

Fragole fino a 7 euro

Infine, il capitolo fragole. "Il prodotto nazionale è partito. Inizialmente la stagione sembrava promettente, ma la vendita si è rallentata rapidamente. I prezzi oscillano tra 3 e 7 euro il chilo, ma la qualità non è costante. Quando il prezzo è basso la gente non sta troppo a guardare, ma se deve spendere 7 euro il chilo il prodotto deve essere perfetto. E oggi non lo è. Un’offerta confusa e prezzi instabili". 

Uva destagionalizzata 

"Con l’uva invece siamo arrivati a una destagionalizzazione completa. Si è visto un calo, una stagione sottotono per il prodotto italiano, mentre per quello estero c’è una certa costanza sia nei prezzi che nei consumi. Non dico una pedana alla settimana, però 80 colli a settimana li vendiamo, che  non è poco". 

Prodotto peruviano? “Noi lavoriamo Sudafrica in questo momento, sia uva bianca che rosa. E un’altra cosa interessante è che c’è una normalizzazione delle varietà: le varietà che vengono piantate adesso in Italia, come tutte le Ifg, le Arra e le Sugra, vengono piantate anche all’estero. O meglio, succede il contrario: prima le piantano all’estero e poi arrivano da noi. Quindi hai un prodotto che non è uguale a quello italiano, ma comunque le varietà sono le stesse. Questo permette una certa costanza di disponibilità per i clienti. L’uva è una storia di successo dell’estero sull’Italia”. Un'influenza positiva per Zanon perché si è importata innovazione.  Le quotaizoni nei mercati del prodotto peruviano vanno dai 3,5 ai 5 euro il chilo sia per la bianca che per la Red Globe. 

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