Ingrosso

12 maggio 2026

Dai mercati: a Milano zucchine a 2 euro, calo fragole e ciliegie

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Scendono sensibilmente i prezzi delle ciliegie e ancora al ribasso le fragole che vedono aumentare gli areali di produzione: se al sud rallenta il ritmo nei mercati c'è prodotto da Veneto, Romagna, Trentino ma anche Lazio che portano ad una riduzione delle quotazioni. In alcuni mercati le zucchine registrano valori sostenuti. 

A Milano le zucchine fino a tre euro il chilo per il prodotto extra 

All’Ortomercato di Milano la settimana si apre con le zucchine a mostrare un aumento deciso. A confermarlo è Salvatore Musso, grossista di lungo corso, che racconta come “questa mattina le zucchine abbiano superato i 2 euro il chilo, con le padelline più piccole che arrivano anche a 3 euro”. Più contenuti i prezzi dello zuccone, il calibro grande destinato soprattutto alla Germania, oggi a 1,50  “quando fino a settimana scorsa si trovava ancora attorno all’euro”. Le origini sono miste: Lazio e Sicilia restano le più pregiate, mentre il Veneto propone partite leggermente più economiche.

Peperone olandese a 3 euro

Sul fronte degli altri ortaggi, la situazione è più stabile. I peperoni mostrano differenze nette tra provenienze: il quadrato olandese, coltivato in idroponica, oscilla tra 2,50 e 3 euro, mentre lo spagnolo di nuovo raccolto si muove tra 2 e 2,50 euro. Per il lungo clovis, quasi tutto siciliano, la prima scelta resta attorno ai 3 euro. In rialzo anche i cetrioli, che superano l’euro per il prodotto siciliano ben calibrato, con punte di 1,20–1,30 euro.

Pomodori: grappolo sui 2 euro

Più tranquillo e stabile il comparto dei pomodori: il Grappolo si mantiene sui 2 euro il chilo, il ciliegino tra 2,50 e 3 euro, il datterino tra 3 e 3,50 euro, e il Piccadilly segue la stessa fascia. Anche il San Marzano resta stabile attorno ai 3 euro.

Consumi della frutta frenati: fragole in ribasso come le ciliegie

La situazione cambia quando si passa alla frutta, dove il maltempo e una domanda incerta stanno frenando i consumi. “Le fragole fanno fatica a decollare e i prezzi sono leggermente più bassi della scorsa settimana”, spiega Musso. "Le ciliegie, con presenza di prodotto spagnolo, che fino a dieci giorni fa viaggiavano tra 10 e 15 euro, oggi non superano i 10 euro per le partite migliori e scendono fino a 6–7 euro. L’Italia comincia a comparire con le prime partite pugliesi, soprattutto dalla zona di Bisceglie, con quotazioni tra 7 e 8 euro per la qualità media e fino a 10–12 euro per i calibri più pregiati".

Le primizie estive restano  un mercato di nicchia. "Le  albicocche italiane si collocano attorno ai 3 euro il chilo, mentre il prodotto spagnolo scende a 2 euro. Per pesche, nettarine e altre drupacee l’offerta nazionale è ancora scarsa, i prezzi sono alti e molti operatori preferiscono orientarsi sul prodotto spagnolo, più avanti in maturazione e più conveniente. Di Italia ce n’è ancora pochissima”, sintetizza Musso.

Capitolo meloni: anche qui in calo

Il mercato è in fase di assestamento, ma la Sicilia guida la fascia alta con il  Red Falcon, molto apprezzato, che oscilla tra 2,50 e 3 euro il chilo. I meloni retati tradizionali partono da 1 euro per i calibri piccoli e arrivano a 2 euro per quelli più grandi, ma è il Falcon a mantenere le quotazioni migliori.

Per Pallottini al Car di Roma i prezzi stanno rientrando

Nonostante uno scenario internazionale ancora segnato dall’instabilità dei costi energetici e della logistica, che ha spinto i prezzi del settore alimentare in tutta Europa, il mercato romano registra un ritorno a prezzi accettabili e prefestivi. Lo sottolinea il direttore generale del Car, Fabio Massimo Pallottini commentando il nuovo report realizzato dall’osservatorio del centro agroalimentare Roma (Car). 

Nel documento segnalano che  "i rincari che avevano colpito le produzioni del Sud Italia sembrano ormai rientrati. I prodotti si attestano ora su livelli di sostenibilità, pur mantenendo un lieve scarto rispetto al 2025, a testimonianza di una fase di stabilizzazione post-emergenziale". C'è da dire per precisione che si stanno sommando molte produzioni locali di ortaggi che fanno scendere i prezzi. 

In calo le fragole della Basilicata

Come registrato da myfruit.it negli ultimi 15 giorni si conferma il calo delle fragole,: "Per quelle della Basilicata, il prezzo è sceso del 12,5% rispetto allo scorso anno - 3,5 euro contro 4 - e nella stabilità assoluta come per le zucchine e la lattuga cappuccio - rispettivamente 0,80 euro e 1,3  come lo scorso anno". C'è da dire rispetto al mercato di Milano che nel Lazio vi è una forte produzione di zucchine. 

Secondo l'analisi del Car: "Sono in lieve rialzo solo alcuni prodotti, come gli asparagi - oggi a 5,50 euro rispetto ai 5  del 2025 - i finocchi - a 1,80  contro l’1,50  dello scorso anno - e i pomodori Piccadilly, oggi a 2,3 euro (+15% rispetto al 2025) ma con un prezzo comunque lontano dai picchi emergenziali dei precedenti mesi".

Pallottini parla di speculazione 

Pallottini in questa nota punta il dito contro la speculazione: "I dati confermano che i forti aumenti delle scorse settimane non erano sempre giustificati da carenze produttive reali, quanto piuttosto da fenomeni speculativi alimentati dall'euforia del periodo pasquale e dall’instabilità. È proprio in questi momenti che emerge il valore sociale ed economico dei mercati all’ingrosso. Siamo un argine trasparente contro le distorsioni della filiera. Mentre a livello internazionale persiste una forte incertezza, i nostri operatori garantiscono quotazioni che rispondono alla reale legge della domanda e dell’offerta. Solo attraverso la nostra rete il consumatore può avere la certezza di non pagare il prezzo di speculazioni ingiustificate, beneficiando della straordinaria qualità delle produzioni primaverili italiane finalmente disponibili a prezzi equi". 

Va bene ma il gasolio agricolo a 40 centesimi in più al litro è un dato reale, lo sottolineano le associazioni di categoria, così come i prezzi dei fertilizzanti e l'esplosione del carburante per la logistica dove anche gli interventi del Governo restano fondamentalmente insignificanti e non cambiano l'alto costo degli idrocarburi. 

La situazione a Verona, prime ciliegie locali: quelle piccole a 3/4 euro

Al mercato all’ingrosso di Verona la situazione viene spiegata Caterina Fiorazzo, responsabile della rilevazione dei prezzi, che fa analisi della settimana scorsa. "Le fragole sono il prodotto più vivace. Sul fronte delle drupacee, invece, il mercato è saturo. C’è una marea di albicocche e pesche, ma sono costose e come gusto non sono un granché”, spiega. Le nettarine non fanno eccezione: presenti in quantità, ma con una qualità ancora lontana dagli standard estivi. Vanno bene come primizie ma il prodotto deve maturare bene. 

Sono comparse le prime ciliegie locali, ancora in anticipo e di pezzatura piccola. Le quotazioni restano molto differenziate: il prodotto spagnolo di calibro 32+ supera i 10–15 euro, mentre le italiane più pregiate si collocano sugli 8–9 euro. Per le partite più chiare e di calibro 20 il prezzo scende fino a 3–4 euro.

Le angurie dal Lazio

Tra le novità stagionali ci sono anche le prime angurie del Lazio, affiancate dal prodotto marocchino ancora presente sul mercato. Molto abbondanti i meloni, con arrivi sia siciliani sia locali: “Abbiamo visto i primi di Verona”, racconta Caterina. Le quotazioni sono in calo perché l’offerta è ampia, anche se la qualità delle varietà siciliane è già buona.

Passando agli ortaggi: "Ci hanno segnalato aumenti su zucchine, peperoni e anche un po’ sui cetrioli”, spiega. Sono arrivate anche le prime melanzane locali, mentre la Sicilia continua a garantire volumi importanti. I fagiolini locali partono da cifre elevate, attorno ai 5 euro, e anche i piselli mantengono quotazioni sostenute. Presenti come sempre i cipollotti di Tropea, che “hanno sempre un buon prezzo”.

Peperoni a 3 euro, si ridimensionano i pomodori 

Sul dettaglio delle quotazioni, il peperone in padella può arrivare a 2,80–3 euro, soprattutto il rosso siciliano. Le zucchine parte da un minimo di 1 euro, ma la lavorazione e il calibro fanno la differenza. “C’è un po’ di carenza di zuccone, il 28+, perché il prodotto locale è all’inizio e non ha ancora quel calibro”, spiega.

Il comparto dei pomodori è invece in fase di ridimensionamento. Il ciliegino si muove attorno ai 2 euro, il datterino tra 2,30 e 3 euro a seconda del confezionamento, mentre il grappolo è in calo. “L’Olanda è sull’euro e ottanta”, osserva Caterina, sottolineando che l’offerta non manca.

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