Consumi e consumatori

24 marzo 2026

Crolla la fiducia dei consumatori Ue, è ai minimi storici

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Crolla la fiducia dei consumatori nell’Unione europea e nell’area euro a marzo, scendendo ai livelli più bassi degli ultimi due anni e mezzo. È quanto emerge dalla stima - definita flash - della Commissione europea (Dg Ecfin).

L’indicatore cala di 3,4 punti nell’Ue e di 4 punti nell’area euro rispetto a febbraio. L’indice si attesta rispettivamente a -15,2 punti nell’Ue (da -11,8) e a -16,3 punti nell’area euro (da -12,3), su livelli nettamente inferiori alla media di lungo periodo.

Il dato risulta anche peggiore delle attese degli analisti, che stimavano un valore intorno a -15 per l’eurozona. Si tratta del livello più basso registrato negli ultimi due anni e mezzo, segnalando un peggioramento significativo del clima di fiducia tra i consumatori europei.

Un indicatore sotto pressione

Nel lungo periodo, la fiducia dei consumatori nell’Unione europea ha registrato una media di -9,09 punti dal 1985 al 2026, con un massimo storico di -0,6 punti nel dicembre 1989 e un minimo record di -27,2 punti nel settembre 2022.

L’attuale calo riflette crescenti preoccupazioni sulle prospettive economiche. Tra i fattori che incidono sul sentiment emergono anche le tensioni geopolitiche, in particolare in Medio Oriente, che contribuiscono a spingere i prezzi dell’energia e ad alimentare nuove pressioni inflazionistiche.

Come viene calcolata la fiducia

L’indicatore deriva dal sondaggio mensile condotto dalla Direzione generale Affari economici e finanziari della Commissione europea su circa 23mila famiglie dell’eurozona. Le interviste prendono in esame la percezione della situazione economica generale, le condizioni finanziarie delle famiglie e le intenzioni di risparmio, insieme alle aspettative su inflazione e acquisti di beni durevoli.

L’indice è espresso su una scala da -100 a +100, dove valori negativi indicano una prevalenza di pessimismo tra i consumatori.

Impatto sui consumi

Il peggioramento della fiducia rappresenta un segnale anticipatore per l’economia reale. In un contesto di maggiore incertezza, le famiglie tendono a contenere la spesa e a rinviare gli acquisti, soprattutto quelli non essenziali.

Possibili riflessi sull’ortofrutta

Per il comparto ortofrutticolo non emergono indicazioni specifiche nel report della Commissione. Tuttavia, è plausibile immaginare che un peggioramento del clima di fiducia possa tradursi in una maggiore attenzione al prezzo da parte dei consumatori, con possibili effetti sulle scelte d’acquisto e sul mix tra prodotti base e referenze a più alto valore aggiunto.

Allo stesso tempo, frutta e verdura restano - o dovrebbero restare - categorie fondamentali nella dieta quotidiana e quindi meno esposte a riduzioni drastiche rispetto ad altri beni.

Uno scenario da monitorare

Il calo della fiducia arriva in una fase già delicata per i consumi europei. Se la tendenza dovesse proseguire nei prossimi mesi, le ripercussioni potrebbero estendersi lungo tutta la filiera agroalimentare.

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