Logistica e Trasporti

16 settembre 2026

Container, oltre uno su dieci presenta carenze di sicurezza

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Più di una unità di trasporto su dieci, tra quelle sottoposte a controllo nel 2025, è risultata carente in termini di sicurezza. È quanto emerge dai dati pubblicati il 14 settembre dal World shipping council (Wsc): le autorità di sette Paesi hanno effettuato 93.079 ispezioni, individuando 9.645 unità con una o più non conformità, pari al 10,36 per cento.

Il dato comprende non soltanto container marittimi, ma più in generale le cargo transport units, quindi anche altre tipologie di unità utilizzate per il trasporto delle merci. È dunque più corretto parlare di unità di carico ispezionate. 

Dove si concentrano le carenze

Le criticità rilevate riguardano diversi aspetti della preparazione e della gestione del carico: documentazione non corretta, marcature ed etichettatura, imballaggio non adeguato e insufficiente fissaggio delle merci. Secondo il Wsc, queste carenze possono aumentare il rischio di danneggiamento del carico, perdita dei containere incendi a bordo.

Tra le anomalie riscontrate, le più frequenti riguardano la marcatura e la segnalazione dei container, che rappresentano il 46% delle carenze. Seguono i problemi relativi allo stivaggio del carico nei container e nei rimorchi stradali, con il 26%, mentre oltre il 10% riguarda marcatura ed etichettatura degli imballaggi interni. 

Un problema anche per l'efficienza

Il Wsc non ha quantificato un costo economico o un ritardo medio associato alle non conformità. Il collegamento con l'efficienza va quindi letto come una conseguenza operativa potenziale: più controlli e interventi sul carico significano maggiore complessità nella gestione della spedizione, mentre un danno alla merce può tradursi direttamente in una perdita di prodotto e di valore. 

Il rischio è particolarmente rilevante per le merci deperibili, per le quali la regolarità del flusso logistico è parte integrante della qualità della consegna.

La sicurezza parte prima della nave

La questione non riguarda soltanto ciò che accade durante la navigazione. Dichiarazione corretta della merce, imballaggio, fissaggio e identificazione del carico sono attività che precedono la partenza e che condizionano la sicurezza nelle fasi successive.

Il Wsc ha sottolineato proprio questo aspetto: dichiarazione, imballaggio, fissaggio e marcatura corretti costituiscono obblighi fondamentali di sicurezza

Il confronto con gli anni precedenti

Il 10,36% del 2025 rappresenta un valore leggermente inferiore a quello rilevato nel 2024, quando la quota di unità ispezionate con carenze era stata dell'11,39%. Nel 2023 il dato era stato dell'11 per cento. 

Il miglioramento rispetto al 2024 non elimina però il problema evidenziato dal Wsc: oltre dieci unità ogni cento sottoposte a controllo hanno presentato almeno una carenza. Il dato va inoltre interpretato tenendo conto della copertura delle rilevazioni.

Sette Paesi hanno fornito i dati, l'Italia no

Un elemento importante riguarda infatti la rappresentatività del campione. I risultati 2025 raccolgono le ispezioni comunicate da sette Paesi: Cile, Finlandia, Germania, Paesi Bassi, Corea del Sud, Svezia e Stati Uniti. Il Wsc evidenzia che si tratta di una parte molto limitata dei 170 Paesi membri dell'Organizzazione marittima internazionale (Imo) e che questo lascia ampi spazi non osservati nel quadro globale della sicurezza dei carichi. 

Il 10,36%, quindi, non può essere considerato una fotografia statistica dell'intero traffico mondiale dei container. È il risultato delle ispezioni effettuate nei sette Paesi che hanno trasmesso i propri dati.

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