Best F&V Box

19 febbraio 2026

Best Fruit&Veg Box, cosa imparare dalla categoria trasporto

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La competizione stimola, e vincere fa sempre piacere: sono questi due aspetti insieme, fordse, i veri motivi per cui ci si iscrive a un concorso. A chi organizza, invece, spetta l’onere di individuare contenuti, motivi e valori che vadano oltre la semplice gara tra partecipanti e la, seppure importante, visibilità sui media.

Così, nella terza edizione del Best Fruit&Veg Box, il Consorzio Bestack, ideatore e promotore del premio, Cso Italy (strategic partner) e myfruit.it (media partner) hanno voluto da un lato rafforzare la solidità delle giurie introducendo un’analisi demoscopica su un campione stratificato e rappresentativo degli italiani e, dall’altro lato, approfondire le valutazioni, indagando parametri specifici e distinti per ciascuna giuria su ogni confezione ammessa al concorso.

E le votazioni delle giurie, in effetti, quest’anno offrono indicazioni molto precise su che cosa viene apprezzato di più – e di meno – negli imballaggi in gara, con spunti utili per progettare le cassette di cartone di domani. Ad esempio, hanno restituito un profilo di apprezzamento, o di criticità, per ogni singolo imballaggio di cartone, con una gradazione di voto per ciascun parametro analizzato. Si tratta di dati importanti - e inediti - per capire l’efficacia, tecnica e dal punto di vista del consumatore, degli imballaggi per ortofrutta: una prima bussola per orientare meglio lo sviluppo dei prossimi cartoni ondulati. Per questo motivo, in questi giorni, gli organizzatori del concorso stanno distribuendo ai singoli candidati le analisi di dettaglio relative alle proprie confezioni.

Con la stessa logica, ora è stata condotta un’analisi dell’apprezzamento aggregato per le tre categorie in gara – imballaggi di trasporto, unità di vendita e gift/ricorrenza – così da condividere, con spirito di servizio per l’intera filiera, i principali elementi e trend emersi.

Cosa dicono le giurie sugli imballaggi di trasporto

Nella categoria trasporto gli imballaggi in gara erano 11. La giuria di qualità si è concentrata su alcuni parametri chiave: efficienza logistica e standardizzazione della scatola, efficacia della comunicazione, estetica e cura della grafica, aiuto alla visibilità a punto di vendita e capacità di attrarre l’acquisto.

Come era prevedibile, l’elemento caratterizzante dell’imballaggio di trasporto resta la componente logistica. Tutti e 11 gli imballaggi hanno ottenuto una valutazione ampiamente sufficiente, con una media di categoria pari a 7,23 decimi. La variabile meno performante, invece, è l’attrattività all’acquisto: su questo parametro 4 imballaggi su 11 non raggiungono la sufficienza, facendo scendere il dato medio a 6,08 decimi.

Di poco migliore è il quadro sull’efficacia della comunicazione (9 sufficienze su 11), così come su estetica e cura della grafica e sulla visibilità a punto di vendita (in entrambi i casi 8 sufficienze su 11), con medie voto attorno a un 6,5 scarso. In sintesi: la funzione tecnica è solida, ma quando la cassa deve vendere inizia a faticare.

Il premio per il miglior imballaggio di trasporto è stato vinto dall'azienda Poggio del Cardo di Pachino, in provincia di Siracusa, per la cassa della linea di pomodori a elevato gusto Sapito, coltivati in serra, fuori suolo e irrigati con l'acqua salmastra del Mediterraneo. Questa la motivazione: "Per la realizzazione di un concept di packaging dal design curato e contemporaneo, in grado di rendere la confezione facilmente distinguibile nel punto di vendita e di fornire un elevato senso di qualità al prodotto".

La voce dei consumatori: design promosso, informazioni da chiarire

Le valutazioni della giuria demoscopica, quella dei consumatori, risultano nel complesso più generose in valore assoluto. Tutti gli imballaggi in gara sono stati percepiti come adeguati nella protezione del prodotto, con una media di 7,04/10 per la categoria.

Il dato più elevato riguarda la gradevolezza di grafica e design e la capacità di distinguersi a punto di vendita: entrambi i parametri registrano una media di 7,25/10, segno che il lavoro fatto su colori, immagini e riconoscibilità in corsia viene colto e apprezzato.

Leggermente inferiore, ma comunque positiva, è la media sulla capacità di trasmettere un senso di qualità al prodotto contenuto (7,16/10). Il dato più basso – e l’unico in cui compare una insufficienza – riguarda invece le informazioni presenti sul prodotto, con una media di 6,78/10: i consumatori percepiscono che qualcosa si può e si deve chiarire meglio sulle scatole.

Le indicazioni per progettare i prossimi imballaggi

Nel complesso, la valutazione tecnica si può definire più che sufficiente e quella dei consumatori discreta. Le indicazioni che arrivano dalle due giurie, pur con sfumature diverse, convergono però su un punto: occorre lavorare di più sull’aspetto grafico degli imballaggi, rendendo la comunicazione più chiara ed efficace per rafforzare l’attrattività all’acquisto, che oggi è il parametro più in sofferenza. Dal lato consumer, poi, il messaggio è  esplicito: buona la protezione, buono il colpo d’occhio a scaffale, ma servono informazioni più leggibili e complete direttamente sulle scatole.

Chi progetta imballaggi di cartone per l’ortofrutta ha quindi a disposizione una prima mappa chiara: la logistica è ormai un prerequisito, mentre la vera differenza, nei prossimi anni, la faranno grafica, contenuti e capacità di trasformare la scatola di trasporto in uno strumento di vendita.

Nei prossimi giorni illustreremo le indicazioni emerse per le altre due categorie in gara: le unità di vendita e gli imballaggi gift/ricorrenza. Stay tuned!

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