Logistica e Trasporti

12 maggio 2026

Autotrasporto, stop dal 25 al 29 maggio

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Una situazione diventata ormai insostenibile per molte imprese della logistica e del trasporto merci. Con queste motivazioni le sigle del comparto hanno inviato una lettera, lo scorso 7 maggio, alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ai vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani e al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. 

Al centro della richiesta ci sono gli effetti dell’aumento del gasolio, aggravati dalle tensioni internazionali in Medio Oriente e dalla volatilità dei mercati energetici. 

Secondo le organizzazioni, il rincaro dei carburanti si sta sommando a una crescita generalizzata dei costi operativi, con conseguenze sempre più pesanti sugli equilibri economici delle aziende.

Le associazioni parlano di un comparto sotto pressione, dove il rischio di proteste spontanee cresce di settimana in settimana. In questo clima, Unatras ha confermato il fermo nazionale dell’autotrasporto dal 25 al 29 maggio 2026.

Il nodo delle accise

Uno dei punti più contestati riguarda il taglio delle accise sul gasolio. Le sigle sostengono che la misura non abbia prodotto vantaggi concreti per le imprese del trasporto, penalizzando invece soprattutto le aziende che negli anni hanno investito nel rinnovo dei mezzi, nella sostenibilità ambientale e nell’efficienza energetica.

Il problema, spiegano, è legato alla perdita del rimborso delle accise, considerata oggi un elemento di forte squilibrio finanziario. Per questo motivo le organizzazioni chiedono l’introduzione di un credito d’imposta che consenta di recuperare integralmente il mancato rimborso relativo al periodo compreso tra il 19 marzo e il 22 maggio 2026.

Secondo i firmatari, la misura servirebbe sia a ristabilire condizioni di equità tra operatori sia a evitare tensioni nei rapporti con la committenza, in una fase in cui l’instabilità dei costi rende più difficili le trattative sui corrispettivi di trasporto.

Le richieste sulla liquidità 

Nel documento trovano spazio anche altre richieste considerate strategiche per garantire liquidità alle imprese. La prima riguarda la possibilità di utilizzare immediatamente il credito d’imposta derivante dal rimborso trimestrale delle accise, senza attendere i sessanta giorni previsti dalla normativa vigente.

Per le aziende dell’autotrasporto, che anticipano costi elevati per carburanti, pedaggi, manutenzione, personale e assicurazioni, una riduzione dei tempi di utilizzo del credito avrebbe effetti immediati sulla gestione finanziaria.

Le associazioni chiedono inoltre la sospensione temporanea dei versamenti fiscali, previdenziali e assicurativi, misura ritenuta necessaria per alleggerire la pressione economica in una fase di forte instabilità.

La richiesta al Governo

L’obiettivo finale resta l’apertura di un tavolo urgente alla presidenza del Consiglio, dove discutere sia delle misure da adottare sia delle relative coperture finanziarie.

Per le associazioni firmatarie, senza interventi rapidi il rischio è un ulteriore aumento delle tensioni nel comparto e possibili ripercussioni sulla continuità dei servizi di trasporto e logistica.

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