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“Sostenibilità e hi-tech”: ecco i must dell’agricoltore del futuro

Redazione
Autore Redazione

L’indagine condotta da Image Line su studenti e lavoratori under35. Che vorrebbero prezzi adeguati al lavoro dell’agricoltore e al valore del prodotto

Attenti alla sostenibilità e affascinati dalle tecnologie avanzate. Sono così gli agricoltori del futuro secondo l’indagine condotta, all’interno della community Image Line (che oggi conta più di 210mila iscritti), sul target più giovane di studenti e lavoratori, con età compresa tra i 18 e i 35 anni. L’azienda di Faenza (Ravenna), specializzata nelle soluzioni digitali per l’agricoltura, ha vouto indagare il rapporto tra i giovani e l’agricoltura digitale nell’ottica della sostenibilità dei processi di lavoro.
“Image Line è un’azienda da sempre a sostegno dei giovani e promotrice di una visione innovativa del fare agricoltura – ha dichiarato Ivano Valmori, Ceo di Image Line – e questa indagine ci ha confermato come la nostra vision sia attuale e allo stesso tempo coerente con l’approccio dei giovani all’agricoltura. La figura dell’agricoltore sta cambiando, mutando sempre più verso una professione permeata di innovazione e tecnologia, ma allo stesso tempo attenta alla sostenibilità e noi vogliamo accompagnare la nuova generazione in questo cambiamento”.

La prima chiave di lettura è legata al tema della sostenibilità. Argomento che oggi interessa trasversalmente tutti i settori lavorativi e che trova nei giovani la maggiore consapevolezza sulla necessità d’azione anche a livello di abitudini di consumo. Quasi la totalità del campione ritiene prioritaria la verifica della provenienza di un prodotto quando effettua un acquisto (81,45%); preferisce acquistare frutta e verdura sfusa rispetto a quella confezionata (82,42%); pianifica gli acquisti per evitare sprechi (83,01%); si impegna a ridurre al minimo i rifiuti indifferenziati (86,13%) ed evita o cerca di evitare il più possibile l’acquisto di confezioni e prodotti usa e getta di plastica come piatti, bicchieri, posate, bottiglie, sacchetti, vaschette per alimenti, etc. (82,42%).

Per i giovani, dunque, la sostenibilità è uno sviluppo che tiene in considerazione l’equilibrio tra gli aspetti ambientali, sociali ed economici dei processi produttivi, e comunque uno sviluppo volto a soddisfare i bisogni dell’odierna società senza compromettere la capacità delle generazioni future di far fronte alle proprie.

L’agricoltore del futuro è laureato (47%) o diplomato (45%) e se si parla del posto di lavoro ha le idee molto chiare: vorrebbe lavorare in un’azienda che si fa promotrice e si riconosce nei valori in cui egli stesso crede. Nello specifico i giovani che hanno partecipato all’indagine vedono come luogo di lavoro ideale, un’azienda attenta alla sostenibilità, tecnologicamente avanzata e in grado di garantire tracciabilità alle produzioni.

Nel processo di trasformazione agricola e nell’ottica di una maggiore sostenibilità del lavoro, il digitale gioca un ruolo strategico. Negli oltre 30 anni di attività Image Line ha visto l’intero processo di trasformazione che ha portato all’agricoltura 4.0 e ha assistito alla trasformazione della cassetta degli attrezzi dell’agricoltore, oggi caratterizzata sempre più da strumenti tecnologici e di precisione, droni, software e big data. Il 97% dei giovani utilizza internet per studio o lavoro, inoltre, dalle risposte dei partecipanti all’indagine emerge anche quanto ritengano imprescindibili per il settore le nuove tecnologie, in particolare i software per la gestione del registro dei trattamenti, le mappe di prescrizione e i sensori in campo.

Le nuove generazioni hanno poi delineato tre priorità per l’agricoltura del domani: i prezzi adeguati al lavoro dell’agricoltore e al valore del prodotto stesso, la sostenibilità e il riconoscimento del ruolo di tutela del territorio anche tramite agevolazioni per il recupero e il mantenimento di aree marginali. Contemporaneamente i giovani della community hanno individuato due aspetti dell’agricoltura di oggi che vorrebbero “cancellare”: i prezzi bassi e la mentalità che si oppone alle innovazioni. Tra le prime cinque regioni in cui è stato registrato il maggior numero di partecipanti: Veneto, Emilia Romagna, Lombardia, Puglia e Sicilia, un dato che conferma come le nuove generazioni, in particolare in queste zone d’Italia, puntino sull’agricoltura, quale pilastro dell’economia del paese e del made in Italy nel mondo.

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