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Trend e Mercati

L’export agroalimentare fa volare il Pil

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Autore Redazione

Con l’emergenza Covid il cibo è diventato la prima ricchezza dell’Italia con un valore pari al 25% del Pil (538 miliardi)

La crescita del Pil è spinta dal risultato storico fatto segnare dalle esportazioni agroalimentari made in Italy che registrano un aumento record del 23,1% a giugno con una proiezione in valore su base annuale stimata in 50 miliardi nel 2021. É quanto emerge dall’analisi della Coldiretti in riferimento al conti economici del secondo trimestre dell’Istat divulgata al Cibus di Parma dove l’organizzazione è presente al padiglione 6 – Stand B012.

“L’Italia può ripartire dai suoi punti di forza con l’agroalimentare che ha dimostrato resilienza di fronte alla crisi con un ruolo di traino per l’occupazione e l’intera economia – afferma il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini – Con l’emergenza Covid-19 il cibo è diventato la prima ricchezza dell’Italia per un valore pari al 25% del Pil con 538 miliardi di euro lungo l’intera filiera agroalimentare allargata dal campo alla tavola e ben 4 milioni di lavoratori impegnati in 740mila aziende agricole, 70mila industrie alimentari, oltre 330mila realtà della ristorazione e 230mila punti vendita al dettaglio”.

“L’Italia – sottolinea la Coldiretti – è il primo produttore europeo di riso, grano duro e vino e di molte verdure e ortaggi tipici della dieta mediterranea come pomodori, melanzane, carciofi, cicoria fresca, indivie, sedano e finocchi. E anche per quanto riguarda la frutta primeggia in molte produzioni importanti: dalle mele e pere fresche, dalle ciliegie alle uve da tavola, dai kiwi alle nocciole fino alle castagne”.

Domanda made in Italy in Italia e nel mondo

“Con l’avanzare della campagna di vaccinazione, la riapertura delle attività di ristorazione- sottolinea Coldiretti – cresce la domanda di made in Italy a tavola in Italia e nel mondo con il fatturato alimentare che segna a giugno un balzo dell’11,1%”.

“Tra i principali clienti del made in Italy a tavola nel primo semestre dell’anno ci sono gli Stati Uniti che si collocano al secondo posto ma registrano l’incremento maggiore della domanda con un balzo del 18,4%, trend positivo anche in Germania che si classifica al primo posto tra i Paesi importatori di italian food con un incremento del 6,8%, praticamente lo stesso della Francia (+6,7%) che si colloca al terzo posto mentre al quarto la Gran Bretagna dove a causa della Brexit, con l’appesantimento dei carichi amministrativi, l’export alimentare crolla invece del’4,6%. Fra gli altri mercati – evidenzia la Coldiretti – si segnala la crescita del 16,5% in quello russo e un vero e proprio balzo in avanti di quello cinese con +57,7%”.

“La svolta – conclude la Coldiretti – è evidente anche in Italia dove alla crescita dei consumi familiari si accompagna la ripresa dei pasti fuori casa per mangiare in ristoranti, trattorie, pizzerie, agriturismi, pub o gelaterie dopo il crack del 2020 che ha dimezzato il fatturato (-48%) per una perdita complessiva di quasi 41 miliardi di euro nel 2020”.

Fonte: Coldiretti

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