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Prodotti

Val d’Aso (Marche): ottima stagione per le ciliegie

Raccolta abbondante e qualità che si fa notare, nonostante la siccità. Preoccupano i costi di produzione alle stelle

Le Marche sono una delle culle produttive italiane delle ciliegie. E la campagna 2022 sta dando soddisfacenti risultati sia per i volumi, sia per la qualità: rese abbondanti, caratteristiche organolettiche e gusto ottimali. Il caldo insistente e generalizzato non ha inciso negativamente, anzi. Alla ciliegia, tutto sommato, la siccità piace.

A rovinare l’idillio, come spiega Paolo Acciarri, titolare insieme al fratello Marco della Azienda Acciarri di Ortezzano (Fermo) sono i costi: “Siamo resilienti – ha riferito a myfruit.it – ma se non si alzano i prezzi non si potrà più fare qualità“.

Un frutto che piace, meglio se confezionato

Ai consumatori le ciliegie piacciono, meglio però se confezionate. Secondo Ismea, nel 2020, nonostante le ciliegie rappresentino solo l’1,4% degli acquisti di frutta fresca, nella spesa valgono il 3,7 per cento. Un trend che sembra essere in crescita: per l’osservatorio di Cso a Ferrara, l’anno scorso una famiglia su due (48%) ha comprato ciliegie nei supermercati (56%), dai fruttivendoli (10%) e nei mercati rionali (21%), preferendo l’offerta già pesata allo sfuso. Delle quasi 11mila tonnellate di ciliegie consumate in più nel 2021, rispetto al 2020, 7.400 erano confezionate, nonostante il prezzo più alto: il costo medio era di 1,51 euro in più al chilogrammo e il consumo si è concentrato al 96% tra maggio e luglio, con un picco del 63% a giugno.

I costi degli imballaggi continuano a lievitare costantemente, ogni due-tre mesi – prosegue l’imprenditore – Andando avanti così ci aspettiamo che possano raddoppiare da un momento all’altro”.

La siccità non è un problema 

Quanto all’annata in corso, nonostante la siccità, le ciliegie non stanno soffrendo più di tanto. Sono infatti un frutto che, privo d’acqua, presenta sì un calibro più piccolo, ma al contempo più saporito. Più che la carenza idrica, la ciliegia è un frutto maggiormente sensibile ai parassiti e ai funghi: non a caso i cerasicoltori di tutta Italia, Marche comprese, stanno attrezzando i loro frutteti con rete antigrandine e anti-insetti.

“In ogni caso non si può prescindere dall’irrigazione – aggiunge l’imprenditore – E fare qualità costa. L’inizio della stagione, per noi che produciamo varietà tardive, non è stato perfetto per via delle ciliegie precoci che hanno tenuto banco più del previsto. Ora, a livello commerciale, dovrebbe andare meglio”.

La consapevolezza del consumatore

“Il consumatore – conclude Paolo Acciarri – deve comprendere che se vuole acquistare frutta di un certo valore, deve spendere di più. Per le prossime settimane auspichiamo stabilità dei costi, non dico diminuzione. Avere certezze è già un buon inizio”.

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