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Clima, ortaggi e primizie bruciano le tappe

Asparagi

“L’inverno che non c’è” ha indotto anticipi di oltre 30 giorni anche nei frutteti. E sugli scaffali compaiono fave, asparagi e fragole

Inverno 2019/20 non pervenuto. E da Nord a Sud Italia gli ortaggi sono in anticipo di un mese o anche più. In particolare, un monitoraggio della Coldiretti segnala la raccolta delle fave nel Lazio molto prima della consueta data del primo maggio, ma anche l’arrivo delle fragole in Puglia e dei primi asparagi in Veneto.

I motivi li conosciamo, purtroppo: le temperature miti (di 3,1 gradi superiori la media di riferimento, secondo i dati del Copernicus Climate Change Service) e l’assenza di precipitazioni hanno stravolto i normali cicli colturali e, di conseguenza, le offerte stagionali di questo periodo dell’anno.
Dalle Marche alla Basilicata, dalla Puglia fino alla Sardegna, poi, si fanno sentire vento e siccità tanto che molti ortaggi necessitano già di irrigazioni di soccorso.

In anticipo anche le piante da frutto

Secondo l’organizzazione agricola la situazione è critica anche per le colture da frutto. In Sicilia e in Sardegna i mandorli sono in fiore, in Abruzzo sono in fase di risveglio susini e peschi, mentre gli albicocchi in Emilia Romagna e in Puglia hanno già le gemme. Un clima pazzo che non aiuta la programmazione colturale in campagna e, soprattutto, espone le piante al rischio di gelate tardive che comprometterebbero l’offerta di prodotto.

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