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Politiche agricole

Incentivi fotovoltaico: domande da settembre

Destinati alle aziende agricole contributi superiori a 2 milioni. Si finanziano anche accumulatori e colonnine per auto elettriche

Ci siamo. Dal 12 settembre al 12 ottobre le aziende agricole e agroalimentari potranno accedere ai contributi per installare un impianto fotovoltaico sugli edifici aziendali (fino a 1,5 milioni). Ma non è tutto. Oltre all’autoconsumo le imprese potranno vendere l’energia e grazia all’incentivo acquistare gli accumulatori (fino a 100mila euro) e le colonnine di ricarica per i veicoli elettrici (fino a 30mila euro).

Abbattere le spese energetiche e diversificare le entrate

L’obiettivo delle risorse europee del Pnrr è garantire indipendenza energetica alle imprese agricole, ma pure diversificare le entrate e velocizzare il processo di decarbonizzazionne attraverso la produzione e il consumo di energia pulita. Insomma meno emissioni inquinanti anche per tutelare la salute dei lavoratori e la qualità dei prodotti.

Senza dimenticare che dal 2035 si chiuderà la produzione di veicoli a combustione termica e bisogna attrezzarsi per la transizione energetica della mobilità. Non mancano già oggi aziende agricole che ospitano visitatori e turisti  a cui  offrono il servizio di ricarica.

Le ultime modifiche

Il decreto Agrisolare è stato recentemente modificato, con il via libera dell’Europa, e sono state introdotte queste modifiche: incremento dell’intensità di aiuto massima concedibile fino all’80%, autoconsumo condiviso; partecipazione di imprese in forma aggregata; impianti fotovoltaici  fino ad un massimo di 1.000 kWp per impianto. La spesa massima per beneficiario vale  2 milioni e 330mila euro.

Questa misura del Pnrr  vale un miliardo di euro, risorse che potranno contribuire alla sostenibilità sia economica, si riducono i costi energetici e per il combustibile, che ecologica delle imprese. Non sono mancate polemiche. Questo bando limita l’installazione dei pannelli agli edifici. Una richiesta di alcune associazioni agricole contrarie a posizionare gli impianti a terra. Anche se bisogna ricordare l’evoluzione dell’agrivoltaico con impianti a sviluppo verticale che riducono il consumo del suolo, seppure sia preferibile il livello zero di utilizzo della terra per scopi non produttivi. Per dovere di cronaca, citiamo anche studi sugli effetti positivi dei pannelli sulla quantità e qualità delle produzioni orticole grazie all’ombreggiatura.

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