Ingrosso

09 marzo 2026

I mercati aspettano la primavera, l'analisi da Bergamo

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Si aspetta la primavera nei mercati ortofrutticoli per ridare vivacità alle vendite all’ingrosso. È sempre stato così, ma quest’anno pesa anche una campagna degli agrumi segnata da temperature troppo alte quando sarebbe servito il freddo, seguite dalla stoccata finale del ciclone Harry e da altri eventi estremi che hanno fatto cadere a terra una quota importante della produzione. 

Una stagione al capolinea, mentre ora l’attenzione è rivolta all’arrivo delle nuove referenze primaverili. È l’analisi di Andrea Chiodi, direttore di Bergamo Mercati Spa, che abbiamo incontrato nella galleria del centro agroalimentare.

Il direttore Chiodi: leggera flessione, ma volumi uguali tra 2025 e 2024 

“Sappiamo per esperienza che nel periodo invernale i consumi tendono a flettere leggermente, anche perché la gamma di prodotti disponibili non è allettante come quella primaverile. Ora siamo in attesa dell’arrivo delle prime produzioni primaverili, che dovrebbero dare un po’ di slancio ai volumi".


Andrea Chiodi

"Come molte altre attività, anche per noi è difficile fare una programmazione precisa e avere sotto controllo, periodo per periodo, l’andamento dei flussi. Posso però dire che, in termini assoluti, la struttura ha registrato nel 2025 volumi pressoché identici a quelli dell’anno precedente. È vero che un’azienda dovrebbe sempre puntare alla crescita, ma se contestualizziamo il dato nell’andamento generale, mantenere i volumi è già un segnale positivo". 

Ampia gamma dei prodotti e preferenze dei consumatori

“L’offerta oggi è globalizzata e cerchiamo di soddisfare tutte le esigenze della clientela. Va però ricordato che, mentre la grande distribuzione serve un pubblico di massa, il mercato tradizionale ha una clientela molto esigente: qualità, varietà e ampiezza della gamma sono fondamentali". Le parole del direttore confermano un'offerta molto differenziata nel mercato  con tante nicchie che non è facile trovare sul mercato. 

A livello nazionale si nota che il consumatore - anche quello orientato al primo prezzo - a parità di varietà preferisce il prodotto italiano, che percepisce come più qualitativo, salubre ed eccellente. Naturalmente, per ragioni stagionali, quando termina la produzione italiana bisogna integrare con prodotto estero".  A Bergamo oggi si potevano acquistare i meloni della Martinica, le clementine Orri da Israele, ma pure le pere di contro stagione dall'emisfero sud

"La nostra struttura offre un’ampia gamma soprattutto perché abbiamo 16 grossisti in piena competizione: questo innalza l’asticella del servizio. Da anni spiego ai grossisti che, se vogliono ritagliarsi uno spazio, devono puntare su qualità e servizio, lasciando i grandi volumi alla Gdo. Bisogna puntare su servizio, qualità e attenzione al cliente”.

Ultimo miglio e prospettive logistiche

“Per motivi tecnici non siamo riusciti ad accedere ai fondi del Pnrr, ma abbiamo un piano che dovrebbe concretizzarsi entro l’inizio del 2029: la realizzazione di una piccola piattaforma logistica dedicata esclusivamente agli operatori del mercato. Potrà fungere anche da hub per l’ultimo miglio, in orari diversi da quelli della commercializzazione.Nelle grandi città questo tema diventerà sempre più centrale, sia per la frammentazione dei carichi sia per le crescenti imposizioni legate alla sostenibilità nei trasporti urbani”. 

Orario diurno? Se arriva ci deve essere accordo con gli altri grandi mercati vicini 

“Siamo aperti sei giorni alla settimana e lavoriamo in orario notturno. Si parla di un possibile cambiamento da quasi vent’anni. Alcuni mercati possono ragionare autonomamente, ma noi siamo sulla linea Milano–Bergamo–Brescia–Verona: se il cambiamento si fa, deve essere condiviso". Non si può fare il lavoro diurno in un mercato al centro di altri grandi centri agro alimentari. Si deve procedere tutti insieme.

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