Siccità, sicurezza e capacità di transito continuano ad affliggere le principali rotte del commercio mondiale. A Panama è la disponibilità d'acqua a condizionare la capacità del Canale; in Medio Oriente sono le tensioni e i rischi per la navigazione a ridurre i transiti nei principali chokepoint; a Suez, invece, i numeri del secondo trimestre mostrano un recupero del traffico.
Panama, 5,3 milioni di dollari per passare
A dare la misura di quanto sta succedendo è la notizia del pagamento record a Panama, dove la questione che mette in discussione il traffico è la capacità fisica del Canale.
Secondo quanto riportato da AFP il 28 agosto, la società sudcoreana SK Gas ha pagato 5,3 milioni di dollari per ottenere la priorità nel transito, avvenuto ieri primo settembre, di una nave per il trasporto di gas di petrolio liquefatto.
Non si tratta naturalmente della tariffa ordinaria del Canale, ma del valore riconosciuto per ottenere un posto prioritario nell'assegnazione del transito.
Il prezzo è particolarmente elevato se confrontato con gli importi medi delle aste. Tra ottobre 2025 e febbraio 2026, secondo i dati riportati da AFP, il valore medio era stato di circa 55mila dollari. Nell'aprile 2026 un passaggio prioritario era arrivato a circa 4 milioni di dollari.
Nel frattempo, la disponibilità dei transiti continua a essere condizionata dalle condizioni idriche. Reuters il 20 agosto aveva riferito che l'Autorità del Canale di Panama prevedeva di ridurre i transiti giornalieri a 34 navi dal 4 settembree a 32 dal 15 settembre.
Nello stesso aggiornamento, Reuters riportava precipitazioni tra maggio e agosto inferiori del 34% alla media e afflussi nel bacino inferiori del 44 per cento.
Il tema rimane presente anche nelle previsioni economiche del Canale. Reuters il 2 settembre ha riferito che l'Autorità di Panama prevede per l'anno fiscale 2027 5,56 miliardi di dollari di ricavi e 10.750 transiti di navi ad alto pescaggio. La previsione tiene conto anche della possibilità di condizioni idriche difficili e di un possibile forte episodio di El Niño.
Hormuz, quasi fermo
A Hormuz la situazione è nota. Secondo le rilevazioni preliminari di Kpler, società specializzata nel monitoraggio dei flussi energetici e marittimi, ieri primo settembre sono transitate nello Stretto di Hormuz quattro navi che trasportavano commodity, contro una media di circa 13 navi al giorno nei dieci giorni precedenti.
Nei giorni precedenti non è andata meglio: il 31 agosto Reuters aveva rilevato cinque navi in transito, contro una media di circa 14 nei dieci giorni precedenti.
Nel Bab el-Mandeb, l'altro passaggio strategico tra Mar Rosso e Golfo di Aden, il primo settembre sono transitate 18 navi che trasportavano commodity, contro una media di circa 24 nei dieci giorni precedenti.
Suez recupera, ma non torna ai livelli precedenti
Il quadro del Canale di Suez è diverso: i numeri mostrano infatti un recupero dei transiti, anche se è ancora presto per parlare di un ritorno generalizzato alla situazione precedente alle deviazioni dal Mar Rosso.
Nel secondo trimestre del 2026 sono transitate 3.580 navi, il 7,7% in più rispetto al primo trimestre. Il tonnellaggio netto è cresciuto del 18,3%, arrivando a circa 169 milioni di tonnellate. I ricavi del Canale hanno raggiunto 1,26 miliardi di dollari, con un incremento del 13% rispetto al primo trimestre.
Un dato particolarmente significativo riguarda le petroliere: nel trimestre ne sono transitate 1.526, contro le 1.248 del secondo trimestre 2025, con una crescita del 22,3% su base annua.
La puntualità scende al 56,4%
Il quadro delle rotte non si riflette soltanto nel numero dei transiti, un altro indicatore che la dice lunga sulla situazione a livello mondiale è la regolarità dei servizi di linea.
E secondo il rapporto pubblicato il 26 agosto da Sea-Intelligence, che copre 34 rotte commerciali e oltre 60 compagnie, la schedule reliability globale è scesa al 56,4% a luglio 2026 - meno 6,1 punti percentuali rispetto a giugno - e cioè il valore più basso registrato nel 2026 e il più basso da febbraio 2025. Per le navi arrivate in ritardo, il ritardo medio è salito a 6,06 giorni, 0,59 giorni in più rispetto al mese precedente.
Il punto sui prezzi dei noli
Sul fronte dei prezzi, l'ultimo aggiornamento del World Container Index di Drewry, pubblicato il 27 agosto, indica un valore medio globale di 4.473 dollari per un container da 40 piedi, in calo dell'1% rispetto alla settimana precedente.
Ma il dato globale nasconde differenze importanti tra le singole rotte. Nella stessa rilevazione, il nolo spot sulla tratta Shanghai-New York era di 9.333 dollari per container da 40 piedi, mentre Shanghai-Los Angeles si attestava a 6.818 dollari.