Myfruit.it ha documentato la realizzazione recente dell'impianto fotovoltaico del mercato di Verona e, sette anni fa, il tetto fotovoltaico più esteso d'Europa al Caab di Bologna, che taglia la spesa energetica e grazie alle pensiline fotovoltaiche e alle colonnine di ricarica, la corrente è offerta gratuitamente agli operatori, sostiene l'elettrificazione dei trasporti.
Sono investimenti che hanno realizzato la gran parte dei mercati italiani grazie agli oltre 200 milioni del Pnrr che ha finanziato pannelli, sistemi di accumulo, colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici ma pure l'efficientamento della catena del freddo che è il cuore dei mercati, dove si garantisce la buona conservazione dei prodotti.
Transizione energetica al traguardo nei mercati
Una transizione energetica quasi compiuta nei mercati, la gran parte ha investito sui tetti dei centri agroalimentari grazie alle risorse europee, dove è ancora forte il ricordo dell'impennata delle bollette dopo l'invasione russa dell'Ucraina. E ora oltre l'attualissimo caro carburante ci si aspetta un aumento delle bollette. Secondo una stima di Facile.it, tra settembre e dicembre potrebbero aumentare di quasi il 40% in più rispetto allo scorso anno. E il rincaro non tocca solo le famiglie. Per i mercati che hanno investito nel fotovoltaico ci sarà un problema in meno.
Fotovoltaico anche a Londra, al New Spitalfields Market
In Italia l'investimento nell'energia solare è sostenuto dalle condizioni climatiche favorevoli che permettono una buona produzione, ma conviene anche nell'Europa del Nord. La notizia più recente riguarda il New Spitalfields Market, il mercato all'ingrosso di Londra che ora ospita il più grande impianto solare su tetto della capitale del Regno Unito.
Come si legge nel sito del centro ortofrutticolo londinese l'impianto è stato "installato da Vital Energi" ed è "composto da 2.730 pannelli distribuiti sul tetto del mercato, per una potenza complessiva di 1,4 MWp , che dovrebbe generare circa 1,27 gigawattora di energia elettrica rinnovabile all'anno. Si tratta di energia sufficiente ad alimentare circa 470 abitazioni , contribuendo al contempo a ridurre le emissioni di carbonio di circa 225 tonnellate all'anno.
Il mercato preparato a mitigare le conseguenze dei cambiamenti climatici
A Londa piove sempre? Non più da quest'ultima estate come confermano i campi aridi, gialli e secchi della capitale. Poca acqua dal cielo, quindi la siccità è diventato un problema pure per i londinesi che hanno ricevuto il divieto di irrigare i prati. Questo il dato simbolico, ma nella realtà si è consapevoli che le alte temperature porteranno a maggiori consumi e spese più alte.
Soprattutto al New Spitalfield: "Essendo uno dei più importanti mercati alimentari all'ingrosso del Regno Unito, opera 24 ore su 24, svolgendo un ruolo fondamentale nella fornitura di prodotti freschi alle aziende di Londra e dintorni. Produrre una maggiore quantità di energia elettrica in loco è un passo importante per migliorare la resilienza del mercato e sostenere un futuro a basse emissioni di carbonio per la filiera alimentare di Londra".
Ridurre i costi energetica crea benefici per tutta la filiera, anche le aziende agricole hanno fatto grossi investimenti nella transizione energetica come dimostra il successo dei bandi agrisolare e agrivoltaico finanziati dal Pnrr, e permette di mitigare anche i prezzi al consumatore finale. Lo sanno bene nei mercati italiani, grandi e anche piccoli come quello di Camaiore dove l''impianto fotovoltaico è stato posizionato sopra l'area delle celle frigo e si è investito in "nuovi mezzi elettrici con relative colonnine di ricarica, a disposizione dei consorziati per consegne a zero emissioni". Si mitiga anche anche il caro carburante. Questa la direzione.