La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburante si allarga e sale pericolosamente verso nord. Oggi il perimetro della mobilitazione si è esteso verso il Centro Italia, con i presidi in Ciociaria. Restano quindi alte le preoccupazioni per la regolarità dei rifornimenti e la distribuzione dei prodotti freschi.
I problemi generati dai disagi alla viabilità nel Sud sono infatti già concreti anche per l'ortofrutta: nei mercati la merce scarseggia, nei supermercati il reparto è sguarnito, nei centri distributivi si accumulano merci deperibili che faticano a raggiungere i punti di vendita.
Da Ferentino ai caselli della Ciociaria
A Ferentino, in provincia di Frosinone, gli autotrasportatori si sono mobilitati anche attraverso le chat, organizzando presidi che si inseriscono in una protesta ormai estesa a diverse aree del centro-sud. I mezzi pesanti hanno raggiunto i caselli di Ferentino e Frosinone, provocando code e rallentamenti sulla viabilità.
Al centro della mobilitazione sempre l'impennata dei costi del carburante, che mette sotto pressione i margini delle imprese di trasporto. I manifestanti chiedono interventi capaci di compensare l'aumento delle spese e consentire alle aziende di continuare a lavorare.
La protesta si avvicina così alla Capitale, già interessata da una mobilitazione che dovrebbe coinvolgere anche gli agricoltori. Due comparti diversi, ma accomunati dal peso crescente dei costi energetici e dalla difficoltà di sostenere le spese operative.
A Napoli l'ortofrutta è già in sofferenza
Le conseguenze più evidenti per la filiera emergono dalla Campania. Nei supermercati di Napoli gli scaffali dono sguarniti, carenze che hanno interessato inizialmente proprio frutta e verdura, per poi estendersi ad altri alimenti freschi.
Particolarmente critica la situazione del centro distributivo di Gricignano d'Aversa, da cui partono normalmente circa cento camion al giorno diretti ai supermercati della Regione. Le merci ferme comprendono prodotti deperibili, tra cui ortofrutta, carne e formaggi freschi, con il rischio che una parte della merce debba essere scartata se i tempi di attesa si allungano.
Per il comparto ortofrutticolo, il problema non riguarda soltanto la disponibilità sugli scaffali. Il rallentamento dei trasporti può compromettere la programmazione delle consegne e la rotazione del prodotto, aumentando il rischio di perdite economiche lungo la filiera.
Sicilia, transito libero per l'ortofrutta
Anche in Sicilia la mobilitazione interessa i collegamenti commerciali e gli accessi portuali. Anche in questa Regione si registrano alcune carenze nei supermercati, comprese quelle relative a frutta e verdura.
Il Comitato trasportatori siciliani ha però precisato che il transito via terra attraverso lo Stretto di Messina resta libero per l'ortofrutta e che le imprese non aderenti al fermo possono continuare a effettuare le consegne.
Resta però l'incertezza legata alla durata della protesta e all'operatività dei collegamenti marittimi.
Sul tavolo 430 milioni per l'autotrasporto
Sul fronte istituzionale, oggi è stata una giornata importante. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha incontrato a Milano le rappresentanze del settore e ha annunciato l'intenzione di avviare già questa settimana l'erogazione dei 430 milioni di euro stanziati per l'autotrasporto.