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20 ottobre 2026

Si apre Luv 2026: la filiera fa squadra per guardare lontano

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Si apre con entusiasmo e voglia di fare la seconda edizione di Luv in corso a Bari fino al 22 ottobre. Organizzata da Fruit Communication con il supporto della Nuova fiera del Levante, Apeo, Cut - Commissione italiana uva da tavola e Associazione uva da tavola siciliana, con Unicredit come main sponsor, la manifestazione si svolge in collaborazione con la Regione Puglia e la Camera di commercio di Bari. 

Ampliamento e qualità degli spazi, dove trovano posto 192 espositori, puntano a fare di Bari la capitale dell'uva da tavola con l'obiettivo di dire la propria di fronte al comparto mondiale. Tre giorni dedicati a tutta la filiera per discutere di bisogno d'aggregazione, innovazione, ricerca, mercati e futuro alla presenza di imprenditori, tecnici, mondo della ricerca e buyer. 

E quindi anche tre giorni per fare incontrare e dialogare gli operatori alla ricerca di strade da perseguire e soluzioni di fronte ai tanti problemi che attanagliano l'agricoltura italiana, per generare valore e trasformare un prodotto d'eccellenza, come l'uva da tavola italiana, riconosciuto a livello mondiale, in uno strumento che sia leva di rafforzamento dei territorio ma che sappia relazionarsi con mercati lontani. 

"Dobbiamo ringraziare gli organizzatori perché credo che, in un territorio come il nostro, primi produttore di uva da tavola in Europa, sia importante avere una fiera che permetta a tutti, dai vivai fino alla grande distribuzione, d'incontrarsi", sottolinea a myfruit.it Giacomo Suglia, presidente di Apeo. Al centro della tre giorni, le due regioni cardine, la Puglia e la Sicilia, con le loro espressioni e la voglia di andare oltre questi giorni difficili, di raccontare come l'Italia che, se fa squadra, può dire la propria.  

L'attenzione è rivolta a quello che l'uva da tavola italiana rappresenta oggi al di là dei propri confini, affermandosi come il secondo prodotto per volumi d'esportazione, ma soprattutto a ciò che può e vuole diventare. Da qui il focus sull'estero. 

"Come associazione nazionale e come Regione, insieme alla Cso Italy di Ferrara, abbiamo ospitato una delegazione dell'Istituto fitopatologico thailandese. Hanno visitato le aziende per analizzare le possibilità di commercializzazione. Sono rimasti entusiasti delle nostre strutture, della preparazione dei nostri tecnici, delle potenzialità produttive, ma anche del ridotto utilizzo di fitofarmaci. Alla luce di tutto ciò, ritengo che abbiamo delle buone chance", continua Suglia.

Ma non è il solo progetto che guarda lontano: il 3 ottobre dall'areoporto di Grottaglie è partito anche un primo cargo verso il Sudafrica, frutto di una collaborazione  che vede insieme la regione Puglia, Poste Italiane e Turkish Airlines per entrare in quel mercato e verso altre destinazioni. 

L'impegno in comunicazione

E per farlo serve comunicazione e racconto. "Ci sono grandi difficoltà, ma credo che bisogna lavorare sul racconto dei pregi dei nostri prodotti. A livello europeo siamo i più restrittivi nell'uso dei fitofarmaci, i più etici, i più verdi. Allo stesso tempo stiamo lavorando sull'innovazione, abbiamo le nuove varietà senza semi. Credo che oggi l'investimento da fare è proprio nella comunicazione per spiegare al mondo chi siamo".

Inevitabile una riflessione sulle sfide con cui il settore si confronta e le criticità che vive: "Purtroppo quando ci sono difficoltà economiche, tutto diventa più complicato. Non è solo l'economia europea a soffrire, ma è tutto il mondo. Bisognerebbe intervenire a livello internazionale per mettere un po' di ordine in questo disordine".

Massimiliano Del Core e Giacomo Suglia a Luv 2026

Luv come momento di aggregazione

"Usciremo da questi tre giorni arricchiti dal punto di vista delle conoscenze tecniche e delle conoscenze commerciali dello scenario intorno a noi, intorno alla Puglia, intorno alla Sicilia, intorno alla filiera dell'uva da tavola italiana. La fiera è sempre un momento di grandissimo confronto e anche di incontro. E' da apprezzare il fatto che la Puglia e l'Italia diventino per questi tre giorni l'epicentro di tutti i contenuti che riguardano una filiera importante non per l'Italia solamente, ma anche per l'Europa, oltre che per il resto del mondo", spiega a myfruit.it Massimiiliano Del Core, presidente di Cut.

"La presenza di ospiti internazionali sia sul palco per i convegni e i congressi, sia all'interno del corridoi della fiera, come quella della delegazione thailandese per l'apertura del nuovo mercato nel Paese o come quella di ospiti che sono venuti dagli Stati Uniti e dalla Spagna, è un segnale forte della centralità della filiera e di come un evento così impostato possa esprimerla favorendo lo sviluppo degli operatori, dei valori e volumi in campo".

Un occasione dunque per presentarsi uniti di fronte al mondo che arriva in un contesto di mercato altalenante. "Abbiamo avuto una stagione 2026 molto lenta all'inizio con delle fiammate nelle settimane 39-40 e in parte nella 41 a cui ha fatto seguito un riassestamento -  spiega Del Core - Questo deriva dal fatto che l'Italia non è proattiva, ma subisce le logiche dei mercati che si muovono intorno a noi. Soffriamo molto la competizione dei paesi produttori extra europei. Non siamo noi a determinare il nostro mercato, programmandolo, ma viviamo di alti e bassi, di volatilità nei volumi e nei prezzi".

Prezzi mediamente più bassi dell'anno scorso di un 15%, con un mercato inizialmente più lento e in ripresa tra settembre e ottobre. "Una stagione  - aggiunge - che è stata affrontata con grande attenzione da parte di tutta la filiera, sia da parte dei produttori che temevano per il loro prodotto in campo, sia da parte degli operatori commerciali che avevano necessità e voglia di performare sui mercati".

Innovazione: programmare e non subire

Del Core punta l'attenzione sulla necessità di accelerare sull'innovazione: " Stiamo andando già abbastanza veloce, è un percorso inarrestabile: dobbiamo poterlo programmare e non subire. Le nuove varietà senza semi sono senz'altro vincenti sui mercati esteri che sono prerogativa del traffico italiano. Anche il mercato del nord Italia ormai ne consuma molta. Stanno cambiando i consumi e noi dobbiamo essere pronti. Lo stiamo affrontando con le nostre tecnologie e con la nostra capacità di reazione in campo, con sacrifici e investimenti".

La capacità di aggregazione e di rappresentanza resta un punto da consolidare. "E' uno tra i comparti agroindustriali per il prodotto fresco più importanti in Italia, eppure non riesce ad avere la rappresentanza che merita. Un po' per pigrizia nella partecipazione, un po' perché forse non è così riconosciuta la necessità di questa rappresentanza dall'operatori", conclude. 

Luv cambia date: la terza edizione a luglio

Per venire incontro alle esigenze del comparto la prossima edizione non si svolgerà più ad ottobre, ma dal 4 al 6 luglio 2028. L'annuncio è stato fatto dagli organizzatori durante l'inaugurazione. La scelta nasce, hanno spiegato Mirko Sgaramella e Francesco Menelao, di Fruit Communication, per fare un passo in avanti: non raccontare una stagione già conclusa, ma incidere su qualcosa che deve ancora arrivare.

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