A Sesto San Giovanni (Milano), nella storica Stalingrado d’Italia, dove un tempo si alzavano le ciminiere della Breda e della Magneti Marelli, oggi c’è un fruttivendolo che parla ai clienti anche attraverso lo smartphone.
Si chiama Tony Lista, e in pochi anni è diventato un riferimento locale e un personaggio social capace di raccontare l’ortofrutta con ironia, competenza e una sorprendente capacità di coinvolgere il pubblico. Se si scorre la sua bacheca di TikTok si notano video con centinaia di migliaia di visualizzazioni. Al centro Tony e la sua bottega: L’orto di via Stoppani.
Un fruttivendolo per passione, non per tradizione
La sua storia non nasce da una tradizione familiare. “Me lo sono inventato io questo lavoro - spiega - Studiavo, andavo all’ortomercato prima di iniziare la giornata, ho fatto un salto nel vuoto”. Nessun banco ereditato, nessuna attività tramandata: solo l’intuizione che nella sua zona mancasse un negozio capace di proporre prodotti di qualità superiore, articoli di nicchia e un approccio più contemporaneo alla frutta e verdura.

La differenza rispetto alla concorrenza? “Porto il massimo di ogni articolo. Qualità assoluta, anche se costa di più. E poi prodotti che gli altri non hanno”. Una scelta che ha pagato: anno dopo anno il negozio cresce, nonostante le difficoltà del settore e i cambiamenti delle abitudini di consumo.
Dai social agli ordini su WhatsApp
La consegna a domicilio è diventata una parte importante del lavoro: “La gente si fida. Mi contatta su WhatsApp, mi chiama, viene in negozio e poi continua con la consegna. Una volta che vedono la merce, si fidano anche della persona”.
Il vero salto, però, è nei social. Tony inizia quasi per scherzo, prendendo bonariamente in giro i suoi clienti. Ricordiamo un bel video sulle banane. “Ridevano tutti”. I video diventano virali, i clienti storici si divertono e chiedono nuovi contenuti, mentre qualcuno arriva in negozio proprio per conoscerlo. “All’inizio era un gioco, ma poi ho visto che funzionava. I miei stessi clienti mi dicevano: ‘Quando fai un altro video? Mi fanno ridere’. E allora ho continuato”.
Far cultura ortofrutticola sui social
Con la crescita della visibilità, Tony decide di usare TikTok anche per fare cultura ortofrutticola. “Una volta che avevo un po’ di visibilità, ho iniziato a dire il mio pensiero su tanti argomenti: costi, filiera, stagionalità.
Mi divido tra video più seri e video più ironici, per sdrammatizzare”. Il risultato è un mix che fidelizza i clienti storici e porta nuovi consumatori in negozio e si fa conoscere tra un pubblico amplissimo.
Tony spiega che alcuni video accentuano volutamente certi aspetti per stimolare la discussione: “Per far arrivare il messaggio a più persone”. Insomma, un professionista.
Fidelizzare e comunicare con un pubblico tradizionale
La sua clientela resta comunque molto legata alla tradizione. “Ho tanti clienti anziani, molto attenti alla stagionalità. Se dico che ci sono le fragole a ottobre, mi rispondono che non è stagione”. Per questo il negozio è fortemente orientato al made in Italy e alla stagionalità, con qualche eccezione esotica che c’è, ma non sempre incontrano la domanda locale. “La mia clientela non segue molto le mode. Alcuni non conoscono nemmeno certi fruttii”.

Grande attenzione anche al territorio. “La verdura a foglia è a chilometro zero. All’ortomercato di Milano arrivano i contadini del Pavese e della Brianza con la loro erbetta, la costina, l’insalatina”. E quando la stagione italiana parte, non c’è discussione: “Se ci sono le clementine italiane, il prodotto spagnolo non esiste. Lo stesso per arance, pesche…”.
Un’attività senza social perde
“La vecchia guardia dell’ortomercato mi guarda con attenzione quando faccio foto o video ai prodotti, ma oggi fa parte del lavoro”. E porta un esempio concreto: “Ogni mattina pubblico su WhatsApp le foto dei nuovi arrivi. I clienti mi scrivono subito: ‘Sono arrivati i cachi di Misilmeri? Me li metti via’. Non è un gioco: c’è un ritorno economico. Oggi un’attività senza social perde tanto”.
Tony Lista è un fruttivendolo contemporaneo: radicato nella tradizione, ma capace di usare TikTok per raccontare la frutta. Unisce qualità, cultura, ironia e un forte senso del territorio. E dimostra che anche un negozio di frutta e verdura può diventare un luogo di narrazione, identità e comunità. Oltre al lavoro in negozio sta sviluppando un progetto social con il collega Danilo Sorrento che gestisce il negozio Passione di Frutta che myfruit.it aveva intervistato al mercato di Milano.