Nel 2025 le famiglie italiane hanno destinato all'ortofrutta 116,34 euro al mese, pari a oltre il 21% della spesa per alimentari e bevande analcoliche.
È quanto emerge dal report Istat Le spese per i consumi delle famiglie – Anno 2025 pubblicato ieri 8 ottobre, che rileva una sostanziale stabilità dei valori rispetto all'anno precedente.
Frutta e verdura, i valori nel dettaglio
Nel dettaglio, la spesa media mensile per ortaggi, tuberi e legumi raggiunge 70,38 euro, contro i 69,90 euro del 2024. La categoria si colloca al terzo posto tra le principali voci alimentari, dopo le carni, con 117,31 euro, e cereali e pane, con 84,13 euro.
Per frutta e frutta a guscio il valore è pari a 45,96 euro, rispetto ai 45,42 euro dell'anno precedente. I succhi di frutta e verdura si attestano invece a 3,67 euro al mese, in lieve calo rispetto ai 3,71 euro del 2024.
Le variazioni annuali di queste voci non risultano statisticamente significative, secondo il report Istat.
Campione e metodologia dell'indagine
Il rapporto Istat analizza struttura, livello e dinamica dei consumi delle famiglie residenti in Italia. L'indagine è campionaria, si svolge durante tutto l'anno e coinvolge un campione teorico annuo di circa 32.500 famiglie distribuite in 542 comuni.
La rilevazione combina un'intervista iniziale diretta con tecnica Capi (Computer assisted personal interview), un diario cartaceo autocompilato per 14 giorni, destinato a registrare in particolare le spese alimentari e per beni di largo consumo, e un'intervista finale Capi.
I valori ortofrutticoli pubblicati nel documento sintetico sono medie nazionali. Non sono disponibili incroci che mostrino gli importi per sola frutta o soli ortaggi suddivisi contemporaneamente per regione o tipologia familiare.
Alimentari, spesa in crescita del 3,6%
Nel 2025 la spesa media mensile complessiva delle famiglie residenti in Italia raggiunge 2.782,36 euro, contro i 2.755,09 euro del 2024, con un aumento dell'1 per cento. L'inflazione generale, misurata dall'Ipca, si attesta all'1,6 per cento.

Più marcata la crescita per prodotti alimentari e bevande analcoliche, che passano da 532,85 a 552,06 euro mensili, con un incremento del 3,6%, a fronte di un'inflazione alimentare del 3%. La quota destinata al cibo sale dal 19,3% al 19,8% del budget complessivo.
Il 29,4% delle famiglie dichiara di aver contenuto la spesa alimentare, riducendo le quantità o la qualità dei prodotti acquistati. Per le bevande la quota di famiglie che ha ridotto la spesa raggiunge il 33,8 per cento.
Le differenze territoriali
La spesa alimentare varia tra le aree del Paese. Nel nord-est raggiunge 554,04 euro al mese per famiglia, in aumento del 4,9% rispetto al 2024, a fronte di una spesa complessiva di 3.086,67 euro. Nel nord-ovest si attesta a 526,41 euro, pari al 17,7% del budget totale.
Al centro la spesa alimentare sale a 567,25 euro mensili, con un incremento del 5,9% su base annua.
Nel sud il cibo assorbe il 25,4% della spesa complessiva, con il valore massimo in Calabria, al 28,9 per cento. Il minimo si registra in Trentino-Alto Adige, al 16,1%. Nelle Isole la quota raggiunge il 24,1 per cento.
Il documento sintetico non riporta dati regionali distinti per frutta e ortaggi, ma soltanto valori medi nazionali per queste categorie.
Famiglie, differenze nel budget alimentare
Le coppie con tre o più figli destinano al cibo il 23,8% del budget complessivo, pari a 864 euro al mese. Tra le coppie giovani senza figli, con persona di riferimento tra 18 e 34 anni, la quota scende al 13%, corrispondente a 459 euro mensili. In questi nuclei assumono maggiore peso trasporti, ristorazione e tempo libero.
Per le persone sole con almeno 65 anni la spesa totale cresce dell'8,4%, raggiungendo 1.944,78 euro al mese. Nei nuclei con persona di riferimento ritirata dal lavoro, la spesa alimentare aumenta del 3,5 per cento.
Anche la cittadinanza si associa a differenze nella composizione del budget. Le famiglie composte esclusivamente da italiani spendono in media 558 euro al mese per alimentari e bevande analcoliche, pari al 19,5% del totale.
Per le famiglie con almeno uno straniero il valore scende a 495 euro, ma l'incidenza sale al 23,9 per cento. Nei nuclei composti soltanto da stranieri raggiunge il 24%, con 426 euro mensili.